lunedì 31 maggio 2021

 PROSEGUONO GLI ATTACCHI TALEBANI


Se da una parte proseguono i colloqui di pace in Qatar (oggi 1 giugno s'incontreranno le delegazioni) i talebani proseguono i loro attacchi cercando di mettere pressione sulle forze di Kabul, in vista del totale ritiro dei piccoli contingenti internazionali che ancora operano nel paese. Il 31 maggio una jeep catturata in precedenza e caricata di esplosivo, si è lanciata, con a bordo un attentatorte suicida, contro il comando provinciale della polizia per la parte settentrionale della provincia di Baghlan a Baghlan-e-Merkazi -e-Jadid, seguito poi da un'azione di miliziani che però, alla fine sono stati respinti con perdite. Tre appartenenti alle forze di sicurezza sono rimasti uccisi nell'azione. Media locali hanno riportato che miliziani talebani sono entrati il 30 maggio nella cittadina di Ghorian, circa 50 km a occidente e che sono in corso combattimenti con le forze di sicurezza.

Non di rado elementi delle forze di sicurezza sono assassinati quando rientrano a casa per una qualche licenza oppure si fanno feroci pressioni sui loro familiari, cercando di ottenere o la loro diserzione o o la loro collaborazione. E' un fenomeno in corso da tempo ma di cui si parla pochissimo e che, comunque, dev'essere tenuto presente per comprendere certi avvenimenti.

POSSIBILI NEGOZIATI TRA ISRAELE E HAMAS

 I venti di guerra delle scorse settimane tra Israele e Hamas sembrano essersi affievoliti. Hamas, dopo quasi due settimane di attacchi verso Israele, sembra infatti aver esaurito il proprio impeto, mentre il mancato intervento militare israeliano all'interno della striscia di Gaza ha evitato una pericolosa escalation di violenza. 

Il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, ha detto che l'organizzazione è pronta ad aprire i negoziati con il governo di Tel Aviv, tramite mediazione di terze parti, per un possibile scambio di prigionieri. 

Questa apertura sembra venire nel momento giusto poichè Netanyahu, ormai in procinto di essere estromesso dal governo, dovrebbe lasciare il posto ad un esecutivo a guida Bennet-Lapid, con un supporto bi-partisan che comprende sia i partiti conservatori che i laburisti, con un possibile appoggio esterno dei partiti arabi. 

 PROTESTE IN COLOMBIA: SALE LA TENSIONE


A partire dallo scorso aprile la Colombia è stata teatro di una serie di proteste da parte della popolazione in seguito alla proposta di un aumento dell'imposizione fiscale.

 Sebbene la proposta di legge sia stata ritirata, le manifestazioni sono continuate e i manifestanti hanno continuato le loro proteste contro altri problemi che affliggono il paese sud americano, quali le violenze della polizia, la povertà dilagante e la pessima gestione della pandemia.

Dopo settimane di negoziati tra i leader della protesta ed il governo di Bogota che si sono conclusi in un niente di fatto, il presidente Ivan Duque ha ordinato il coprifuoco e l'intervento dell'esercito per riportare l'ordine, in particolare nella capitale, epicentro della protesta.

Le prime vittime causate dall'intervento militare non hanno fatto altro che inasprire la protesta che, vista la ampia diffusione del malcontento tra la popolazione, rischia di diventare sempre più violenta.


sabato 29 maggio 2021

LA QUEEN ELISABETH PRONTA A COLPIRE 

I TALEBANI

 

La portaerei QUEEN ELIZABETH è nell'Oceano Indiano e potrebbe avere il battesimo del fuoco avendo a bordo gli F-35 B del 617° Squadron e alcune macchine dei Marines, per un totale di 18 F-35 B. Potrebbe essere un  segnale contro l'offensiva lanciata dai talebani in queste settimane. Il Task Group capeggiato proprio dalla portaerei, ha varie unità, compresa una statunitense e una dell'US Navy ed è diretto per un giro in Estremo Oriente e in Oceania, il primo di una portaerei di Londra dopo molti anni.  

 TRE LEADER DI UN GRUPPO RIBELLE 

IN MYAMAR GIUSTIZIATI PER CORRUZIONE


Tre comandanti di uno dei diversi gruppi che si battono contro il regime del Myamar, il MANIPUR per l'esattezza (sigla PREPAK, di tendenze marxiste), sono stati accusati di corruzione, arrestati e giustiziati, per aver fatto sparire non pochi denari dell'organizzazione.

Intanto proseguono le manifestazioni di piazza contro il regime golpista che tenta di reprimerle sempre con metodi violenti.

 CAPO DEI GOLPISTI NUOVO PRESIDENTE DEL MALI

 

Il colonnello Assimi Goita, 38 anni, alla testa del colpo di stato che si è svolto, in modo incruente in Mali, è stato nominato il 28 maggio dalla Corte Costituzionale del paese presidente della repubblica provvisorio durante il processo di transizione del paese. Il colonnello aveva guidato un pronunciamento militare simile in agosto, dopo di cui due militari erano stati inseriti all'interno del governo. Questa settimana il presidente in carica ha provato ad eliminare i due militari dall'esecutivo e invece è stato messo agli arresti. I militari accusavano il passato governo di corruzione pesante e scarso impegno contro le milizie integraliste che infestano il nord del paese. Il presidente è stato costretto alle dimissioni.

Riucordiamo che nel paese opera una missione internazionale che ora vede anche la presenza dei militari italiani, inclusi quelli delle forze speciali, impegnati contro le milizie integraliste.

venerdì 28 maggio 2021

 UCCISO IL COMANDANTE DEI RIBELLI BELUCI


L'Esercito di liberazione del Belucistan, una formazione armata che si batte per l'autonomia del Belucistan, regione sud-occidentale del Pakistan, al confine con Afghanistan e Iran, ha annunciato la morte durante una incursione aerea del suo comandante, Bangulzai. I beluci si battono da decenni contro la presenza pachistana, disponendo però di piccole formazioni che agiscono in aree remote.

BASE SULL'ISOLA DI PERIN

 

L'isola di Perin è praticamente al centro dello strategico stretto di Bab-el-Mandeb che "chiude" il Mar Rosso prima che si trasformi nelle acque del Golfo di Aden, appendice dell'Oceano Indiano.

Durante la II G.M. era una base britannica anche se sottomarini e perfino unità mercantili di superficie forzarono la sorveglianza. 

E' appena giunta la notizia che le forze della coalizione internazionale a guida saudita vi stanno costruendo infrastrutture militari, sfruttando le acque del porto e l'area del vecchio aeroporto. Probabilmente si vuole sostituire le infrastrutture prima sistemate ad Assab, non motlo distante ma sulla sponda eritrea del Mar Rosso. 

Intanto le forze della coalizione hanno respinto con perdite un attacco dei loro avversari circa 100 chilometri a sud della cità portuale di Hoddeida, principale porto yemenita sul Mar Rosso, letteralmente attraversata dal fronte. 

BLOCCATO ATTACCO ALL'AEROPORTO DI BAGHDAD

 

Le forze di sicurezza irachene hanno scoperto e neutralizzato un lanciatore per 4 razzi da 107 mm Tipo 63 di concezione cinese, munito di dispositivo di lancio a tempo, per dare modo agli attentatori di allontanarsi prima che i razzi, puntati contro l'aeroporto internazionale della capitale irachena, venissero lanciati. Si tratta di un sistema oramai diffuso su larga scala, come si è visto anche nel recente conflitto fra Israele e Hamas. La precisione di queste armi è bassa ma contro un grande bersaglio come un aeroporto, questo non è un fattore determinante. 

giovedì 27 maggio 2021

 BIELORUSSIA: PIRATI E IMBRANATI


Alle volte si rimane stupefatti dal fatto che certe posizioni di rilievo internazionale sono occupate da gente che non solo utilizza metodi pirateschi ma si muove come dei cialtroni. Il regime di Lukashenko, che in questi decenni ne ha combinate veramente tante, ha affermato di aver costretto il volo Ryanair da Atene a Vilnius a dirottare su Minsk, in quanto vi era stata una mail  firmata da Hamas che annunciava una bomba a bordo.

Peccato che il piano sia stato attuato male, in quanto, andando a vedere, risulta che la minaccia è giunta ben 24 minuti dopo che Minsk aveva ordinato al volo di dirigersi sull'aeroporto della capitale bielorussa.

Siamo di fronte ad un errore quasi comico. Lukashenko ci dirà che i suoi servizi segreti hanno captato questa "minacia terroristica" pima che si materializzasse praticamente ma è chiaro che tutto è stato architettato per catturare un oppositore del regime molto famoso, a cui si fanno dire le cose più assurde. Addirittura si afferma che abbia militato nel Battaglione AZOV della Guardia Nazionale ucraina, quando nella realtà visitò da giornalista l'unità sul fronte di Mariupol, così come ha fatto RAIDS.

Intanto si è scatenata una sorta di confronto che vede protagoniste le linee aeree europee e la Bielorussia e la Russia, con Putin che dà man forte a un alleato fondamentale. I cieli bielorussi si stanno chiudendo per le compagnie aeree europee mentre Putin respinge dei voli diretti in Russia che hanno "scansato" lo spazio aereo di Minsk. Ci saranno nuove sanzioni e la situazione potrebbe complicarsi di molto anche a livello economico.

 CENTINAIA DI MILITARI RESTERANNO A KABUL


Centinaia di soldati rimarranno a Kabul anche dopo il ritiro del contingente internazionale. Per la protezione dell'ambasciata statunitense, con il suo enorme muro perimetrale, resteranno 600 marines e anche la protezione dell'ambasciata britannica sarà robusta. Chi non vuol prendere misure di questo tipo, addirittura chiuderà l'ambasciata, come sta per fare l'Australia.

L'importante è che fra i civili che rimarranno, vi sia chi farà funzionare molti sistemi complessi, come i propulsori dei velivoli e società che proseguono l'addestramento dei reparti più sofisticati, magari operando anche qualche operazione particolarmente delicata.

Fra le file afghane vi sono dei problemi e il mantenimento di un certo appoggio sarà determinante per garantire la tenuta del sistema. E come al solito siamo ad invocare almeno un certo appoggio aereo quando gli attacchi si fanno più intensi.

In ogni caso le forze di sicurezza stanno dando segnali anche di tenuta. Per esempio nelle ultime 24 ore sono stati uccisi decine di talebani, scoperti depositi di armi e via proseguendo, anche nel corso di operazioni offensive. Fra l'altro un comandante talebano e 3 miliziani sono stati uccisi nel corso di un attacco aereo contro il veicolo su cui si trovavano. Il problema è che solo in aria servirebbero almeno un centinaio di velivoli SUPER TUCANO e Cesna CARAVAN armati operativi e circa 200 elicotteri, forze che non si è organizzato per tempo.

mercoledì 26 maggio 2021

60 ANNI FA IL DISASTRO DELLA BAIA DEI PORCI

 

Sono passati 60 anni da quando il presidente Kennedy, proprio lui, quello che piace tanto a certi nostri politici, dette l'ordine di far sbarcare, con il massiccio appoggio statunitense, gli anticastristi nella Baia dei Porci a Cuba, nel tentativo di rovesciare la dittatura di Castro, che si stava avvicinando rapidamente all'Unione Sovietica. Preparata male e gestita peggio (i vecchi bimotori che dovevano appoggiare lo sbarco provenivano da una base nel lontano Nicaragua), la spedizione, organizzata dalla CIA, si tramutò in un disastro. Castro, che aveva già ricevuto armi ed equipaggiamenti dall'URSS, contrattaccò (anche con velivoli identici a quelli utilizzati dalla CIA, B-26 INVADERS, già forniti alle forze aeree del dittatore Batista) e in poche ore respinse l'attacco, facendo del regime cubano uno dei più fedeli alleati dell'Unione Sovietica. 

 

 

 FORZE NIGERIANE ALL'OFFENSIVA


Le forze di sicurezza nigeriane hanno lanciato l'Operazione HADIN KAI contro le milizie di Boko Haram, nella tormentata parte nord-orientale del paese. Per ora sono stati sequestrati vari depositi di equipaggiamenti e rifornimenti, incluso carburante oltre a veicoli. Le forze governative vogliono prendere in contrapiede i loro mobili avversari invece di attendere i loro attacchi.

martedì 25 maggio 2021

 REAZIONI AL DIROTTAMENTO AEREO IN BIELORUSSIA


Il dirottamento aereo di un volo Ryanair fra Atene e Vilnus, attuato nei cieli della Bielorussia, allo scopo di catturare un dissidente, attuato da agenti segreti e dalla caccia di Minsk, sta provocando consistenti reazioni. Blocco di 3 miliardi di Euro di prestito dell'UE alla Biellorussia, blocco dei voli della compagna bielorussa verso l'Europa. Blocco dei sorvoli delle compagnie occidentali dello spazio aereo bielorusso. Particolarmente deciso è l'atteggiamento canadese tanto che Minsk sta pensando di chiudere l'ambasciata in Canada. Lukashenko rischia di trovarsi ancor più isolato. Per i voli da e per Minsk rimane aperto solo lo spazio aereo russo. Potrebbe finire anche il "trucco" con cui molti generi per cui esisteva un embargo per la Russia, passavano in realtà per la Bielorussia.

Il dissidente rapito intanto è stato costretto a fare delle ammissioni in video ma portava in faccia segni eloquenti dei maltrattamenti subiti, cosa che sta provocando ancor maggiore indignazione contro il dittatore e il suo regime, sorretto dall'appoggio del sodale Putin che vede malissimo una sua sostituzione con i partiti dell'opposizione.

RAIDS è in grado di precisare che intanto i grandi droni a reazione GLOBAL HAWK hanno iniziato a sorvolare il confine fra l'Ucraina e la Bielorussia, per prevenire brutte sorprese. Anche Polonia e Lituania stanno prendendo importanti contromisure e rafforzano anche il dispositivo militare.

OPERATIVI I Tu.22 M3 IN SIRIA

 

Mosca ha inviato alcuni bombardieri strategici Tupolev Tu.22 3M nella grande base siriana di Khmeimin, nei pressi di Latakia, recentemente ampliata e migliorata (le piste avevano bisogno di manutenzione). Per le operazioni in Siria non è certo il velivolo più adatto ma probabilmete i bombardieri Tupolev voleranno anche sul Mediterraneo, per mostrare la bandiera. Ricordiamo che aerei identici avevano svolto alcune missioni di bombardamento nel 2014, all'inizio dell'intervento in grande stile russo in Siria.


 

 

 

 CIELI SAUDITI CHIUSI PER VOLI ISRAELIANI

RIMOSSE MINE IN MAR ROSSO


Nel pomeriggio del 25 maggio è giunta la notizia che "i cieli sauditi sono chiusi ai voli di linea per la presenza di velivoli israeliani". Non sarebbe la prima volta che i velivoli israeliani penetrano lo spazio aereo del Regno ma al momento non se ne comprende le ragioni sempre che questo sia il motivo della chiusura. Daremo altre informazioni non appena possibile.

Intanto è stato comunicato che fino ad oggi la coalizione a guida saudita ha rimosso 205  mine navali davanti alle coste yemenite, una minaccia seria ai traffici in Mar Rosso.

 I CIVILI ISRAELIANI SI ARMANO


Dopo quanto accaduto nelle ultimissime settimane, con violenze anche da parte di palestinesi con cittadinanza israeliana, le richieste per l'acquisto di armi sono schizzate verso l'alto fra la popolazione civile, un fenomeno non nuovo ma che ha preso molto più piede dopo i recenti fatti. Prima era un fenomeno diffuso particolarmente sul confine con il Libano e di Gaza ma ora si è notevolmente esteso. In pratica si è passati da una media di 270 domande per settimana (non poche per un paese piccolo e dove la criminalità comune è debole) a 2.000. Praticamente tutti gli uomini sono pratici di armi e anche non poche donne. 

Durante gli scontri con i palestinesi, qualcuno ha rischiato di essere linciato mentre un cittadino che si è difeso uccidendo l'assalitore è stato prima inquisito ma poi prosciolto, essendosi trattato di legittima difesa. Si temono improvvisi assalti, anche mentre si è in auto, e si vuole dare la possibilità di difendersi immediatamente anche per chi è a casa. I detentori di porto d'armi in Israele devono dimostrare realmente di saper utilizzare le armi e hanno una verifica ogni 18 mesi anche a livello medico per evitare che le armi restino nelle mani di persone mentalmente instabili o con problemi.

 Breaking News


COLPO DI STATO IN MALI

 

Il 24 maggio i militari del Mali hanno arrestato il presidente della repubblica  Bah Ndaw, il primo ministro e il ministro della difesa, al termine di una breve runione del consiglio dei ministri, ponendoli in custodia a Bamako. Tutto si è svolto, almeno per ora, senza spargimento di sangue. Probabilmente si tratta degli strascichi del colpo di stato che si era avuto nell'agosto 2020. Ricordiamo che nel paese opera una missione italiana anche con reparti italiani. Ovviamente questa situazione non semplifica la lotta al terrorismo integralista.

Vi sono state ripercussioni alivello internazionale, sia da parte dei paesi che fanno parte dell'Unione Stati Africani, sia dei paesi europei che hanno contingenti nel paese. Gli stati africani hanno sopseso il Mali ma la misura potrebbe rientrare abbastanza presto. La situazione nella capitale è comunque tranquilla.




lunedì 24 maggio 2021

HAMAS CERCA I DISPERSI

 

Mentre la tregua a Gaza sembra tenere, il personale di Hamas cerca ancora i molti dispersi che sono rimasti bloccati nei tunnel colpiti, con grande precisione, dall'Aeronautica israeliana. Si sta scavando per accertarne la sorte, sperando di trovarne qualcuno ancora vivo anche se non sarà facile visto le alte pressioni che si sviluppano al momento dell'esplosione. Mancano all'appello anche alcune figure di rilievo e ancora ci si chiede come hanno fatto gli israeliani ad individuare lo sviluppo di queste strutture sotterranee.

domenica 23 maggio 2021

 Breaking News


ATTO DI PIRATERIA AEREA DI LUKASHENKO


Era molto tempo che i cieli europei non erano protagonisti di un fatto di questa gravità. Un volo della Rynair fra Atene e Vilnus in Lituania, è stato dirottato da agenti segreti del regime bielorusso, quasi certamente anche con la complicità di agenti russi, mentre sorvolava quel paese. E' intervenuto anche un caccia che ha costretto il velivolo ad atterrare a Minsk. Gli agenti di Lukashenko avevano individuato a bordo (probabilmente lo seguivano da tempo), Raman Pratasevich, attivista anti regime, da tempo rifugiato in Polonia, e gestore di un sito che ha diffuso le immagini delle proteste in Bielorussia, e la sua fidanzata. Gli altri passeggeri hanno proseguito successivamente per Vilnus, meno due cittadini bielorussi e quattro russi, ovviamente responsabili dell'azione. L'atto di vera e propria pirateria aerea sta provocando forti reazioni in tutto l'occidente e qualcuno, non a torto, vi vede il coinvolgimento dei servizi segreti di Putin, alleato del satrapo di Minsk.

Ovviamente il gesto ha fatto salire molto in alto la tensione in Europa orientale e probabilmente avrà conseguenze pratiche per la Bielorussia, in quanto ci manca solo che il governo di un paese europeo si metta a dirottare aerei. Qualcuno ricorderà il dirottamento da parte di Parigi di un volo tra Tunisia e Marocco con a bordo importanti rappresentanti dell'FLN algerino, ma era in corso una guerra, oppure quando i caccia statunitensi dirottarono un volo (solo per loro), con a bordo i sequestratori dell'ACHILLE LAURO. Qui siamo di fronte al dirottamento di un volo di civile con a bordo un dissidente che ora rischia molto. Forse è il caso di far capire a Lukashenko, dittatore che con tempo si rende responsabile di violazioni sempre più gravi, come funziona il mondo civile.

Durante il dirottamento sono stati allertati i caccia di varie nazioni della NATO, inclusi quelli che operano nei paesi baltici.

Sicuramente ci saranno pesanti ripercussioni a vari livelli di cui daremo pronta informazione. 

La Air Baltic ha deciso di non sorvolare più la Bielorussia ma probabilmente i velivoli Bielorussi avranno delle limitazioni. Oggi vi è il Consiglio Europeo e molti hanno già annunciato passi importanti.

 

UN'AZIONE DEI SERVIZI SEGRETI DI PUTIN

Ulteriori informazioni che abbiamo raccolto in esclusiva indicano come ad attuare il dirottamento potrebbero essere stati agenti segreti di Putin. Infati i due cittadini bielorussi non ripartiti potrebbero essere i due arrestati mentre non vi è alcuna spiegazione perché non sono ripartiti i 4 che all'imbarco avevano presentato passaporti russi e di cui i servizi d'intelligence occidentali posseggono le immagini filmati ad Atene, al momento dell'imbarco e su cui si sta indagando.

 CLANDESTINI ESPLUSI DA MELILLA


La maggior parte dei circa 8.000 clandestini che hanno tentato di entrare nell'enclave spagnolo di Melilla, complice l'atteggiamento delle forze di sicurezza marocchine (Rabat non ha gradito che il capo del movimento Polisario, affetto da COVID 19, sia stato ricoverato in Spagna) sono state rimandate oltre la frontiera e non sembra che l'Europa, tanto ligia con l'Italia, abbia mosso obiezioni. Neppure a livello politico l'aver schierato l'Esercito con mezzi blindati, non ha causato al governo di centro sinistra al potere particolari critiche, né in Spagna né altrove. Restano circa 1.500 minori (o dichiaratisi tali) non accompagnati, su cui si valuterà anche perché in diversi casi sono reclamati dai loro genitori.

 MILITARI UCCISI IN MYAMAR


Le Forze di Difesa Popolare, una formazione creata dopo il colpo di stato del 1° febbraio scorso, il 24 maggio hanno annunciato di aver ucciso 13 militari del regime, in uno scontro a fuoco avvenuto nella parte orientale del paese. L'impressione è che accanto alle manifestazioni pacifiche, si stia sviluppando una resistenza armata che potrebbe creare problemi al regime anche perché in sospeso vi sono, spesso da molti decenni, vari problemi seri non solo a livello politico ma anche etnico.

sabato 22 maggio 2021

 340 MILITARI UCCISI IN NIGERIA IN 4 MESI


Il Governo nigeriano ha dichiarato che in 4 mesi di operazioni contro Boko Haram sono rimasti uccisi 340 militari. Non è un dato così negativo ma è difficile capire come mai i militari nigeriani non riescano ad aver ragione degli integralisti che affliggono la parte nord-orientale del paese, nonostante la grande superiorità in fatto di mezzi disponibili. Bisogna anche dire che a questo valore bisogna aggiungere quello dei poliziotti uccisi. La lotta contro questi feroci miliziani dovrebbe fare un salto di qualità in quanto riguarda anche la stabilità di paesi vicini come Ciad, Camerun e soprattutto Niger.

PROSEGUE LA RIVOLTA IN VENEZUELA

 

In questi mesi ne abbiamo parlato poco ma la situazione in Venezuela non si è risolta assolutamente. Per esempio, vi sono fenomeni di guerriglia. Il 23 aprile una pattuglia di militari fedele al regime di Maduro è caduta in una imboscata nei pressi della frontiera con la Colombia è ha avuto 8 morti e diversi feriti. Senza che un'ala dissidente delle FAR colombiane abbia catturato 8 militari di Maduro.

Ma la protesta prosegue anche a livello politico e di piazza anche se la pandemia ha limitato le manifestazioni. 

 RAIDS CONTRO MILIZIE IRANIANE


Il 22 maggio un raid aereo nei pressi della cittadina irachena di frontiera di Bukamal, a ridosso con la Siria, ha colpito un'area dove operano milizie iraniane e loro alleati iracheni, in una zona di transito fra i due paesi molto importante nei pressi del fiume Eufrate. Probabilmente potrebbe trattarsi di un'azione statunitense ma non si può escludere neppure un intervento israeliano.

venerdì 21 maggio 2021

 RITIRO ITALIANO DALL'AFGHANISTAN A META' LUGLIO


Fonti non ufficiali ma degne di fede indicano come il ritiro del contingente italiano in Afghanistan si concluderà entro la metà di luglio, quindi con un paio di mesi di anticipo rispetto al ritiro totale delle forze straniere presenti nel paese. Il materiale che conviene sarà riportato in Italia o ridislocato in altre missioni all'estero attualmente in fase di potenziamento, come quella in Mali. Lasceremo alle forze di sicurezza locali ottime strutture, come Camp ARENA ad Herat, inclusa nell'aeroporto. 

Ci preoccupa chi gestirà la manutenzione dei sistemi più complessi, come gli elicotteri in un momento in cui i talebani, infischiandosene degli accordi di pace, sono all'offensiva e guadagnano terreno anche se poco in questa parte del paese.

DISORDINI FRA PALESTINESI E ISRAELIANI

 

La tregua a Gaza regge e la milizia di Hamas festeggia una vittoria che non è poi nei fatti. Basta guardarsi intorno e fra edifici rasi al suolo e con molte assenze fra i capi del movimento, uccisi dagli attacchi. Invece vi sono ancora scontri fra palestinesi con cittadinanza israeliana e forze di sicurezza, in particolare a Gerusalemme, con in evidenza la Spianata delle Moschee. Probabilmente si tenta di mantenere attiva l'attenzione sul problema ora che Hamas ha dovuto sospendere il lancio di razzi. La maggioranza dei palestinesi rimane però colma. La polizia israeliana ha arrestato due ebrei tradizionalisti che, nei giorni scorsi, durante dei tumulti avevano ferito un palestinese. 

giovedì 20 maggio 2021

GLOBAL HAWK SUL DONBAS

 

I grandi teleguidati RQ-4B GLOBAL HAWK proseguono i voli di ricognizione strategica sul Donbas, rimanendo entro le linee ucraine. Partono sempre dalla loro base di Catania-Sigonella e, sorvolando Grecia e Bulgaria giungono sul Mar Nero, costeggiando la Crimea, altro territorio monitorato, proseguendo poi per il Donbas, raccogliendo, da quote molto alte, preziose informazioni. 

 BIELORUSSIA: PROSEGUE LA REPRESSIONE


Le vicende in Medio Oriente hanno messo in secondo piano altre situazioni, già messe in ombra dalla pandemia. Non bisogna comunque dimenticarle. In Bielorussia prosegue la repressione contro gli oppositori al regime di Lukashenko. Non solo proseguono gli arresti ma ora sotto tiro è la chiesa cattolica. Dieci giorni fa è stata bruciata una famosa chiesa nella regione di Minsk.

 Speciale scontro Israele-Hamas

 

GAZA: LA TREGUA TIENE

 

La tregua inziata alle 02.00 ora locale, sembra tenere. Per ora non si segnalano lanci di razzi né azioni israeliane mentre ci sono ancora disordini fra palestinesi di cittadinanza israeliana e le forze di sciurezza anche se di portata ridotta. Potrebbe essere finita una fase ma il problema non è stato risolto e resta il rischio di una ripresa dello scontro. Le vittime civili palestinesi sono state oltre 200 e 10 quelle israeliane mentre non è noto il numero dei miliziani di Hamas eliminati. Fonti ufficiose parlano di 200 miliziani rimasti uccisi. Sono stati lanciati oltre 3.000 razzi, di varie dimensioni, a cui si aggiungono colpi di mortaio, incluso quelli da 120 mm.

Secondo alcuni osservatori  Hamas ha otenuto un successo, incrementando il sostegno fra i palestinesi di altre zone ma molti di questi, anche fra quelli di cittadinanza israeliana, non sono stati coinvolti in questa politica, preferendo altre scelte. 

 Speciale scontro Israele-Hamas


CESSATE IL FUOCO DALLE 02.00


E' stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco che partirà dalle 02.00 del 21 maggio, ora locale. L'accordo sarà vigilato da due team egiziani inviati dal presidente Al Sisi. Comunque la parola è sempre alle armi. Da Gaza partono missili anche verso l'aeroporto Ben Gurion, che intanto è stato chiuso anche per lasciare campo libero al sistema IRON DOME. Questo è realizzato per assicurare corridoi liberi ma non si vogliono far correre rischi ai voli civili, attualmente dirottati sull'aeroporto Ramon in Arava.

Gli israeliani piazzano ancora colpi per indebolire Hamas, le cui perdite non sono ancora certe ma che non devono  essere state leggere, specialmente nel bombardamento di certi rifugi sotterranei. Oggi due miliziani di Hamas sono stati uccisi mentre approntavano una rampa di lancio, colpiti da un missile HELLFIRE.

Speciale scontro Israele-Hamas

 

ALTRI RAZZI DA GAZA

 

Hamas nel pomeriggio ha lanciato alcuni razzi da gaza verso le cittdine nei pressi del confine. Quasi tutte le armi sono state intercettate e distrutte. Ovviamente l risposta israeliana è stata rapida e cinematica. Si continuano a colpire tunnel di cui ovviamente è nota la posizione, con ordigni perforanti con spoletta ritardata. LIl cessate il fuoco, a cui in molti lavorano, non sembra vicinissimo.

 

Speciale scontro Israele-Hamas

 

HAMAS A CORTO DI RAZZI

 

Dopo i massicci lanci di razzi (si parla di circa 3.000 razzi inclusi quelli a lunga portata), Hamas sembra a corto di razzi, in quanto ne lancia pochi che fanno scattare allarme ma che in pratica sono quasi tutti intercettati quando non hanno problemi alla partenza o subito dopo. Probabilmente sono stati distrutti anche dei depositi. 

Proseguono le azioni israeliane. Si cerca di eliminare i capi della milizia sfruttando le più moderne tecnologie. Difficile stabilire ora quanto la campagna abbia funzionato ma da Israele sono state diffuse immagini e nomi di una parte dei personaggi eliminati. La sensazione è che si voglia far intendere che a Gaza ci saranno problemi di questo tipo fino a quando ci sarà Hamas, puntando magari al ritorno dell'OLP che, bisogna ricordarlo, fu espulso dalla zona con le armi nel 2007. 

mercoledì 19 maggio 2021

Speciale scontro Israele-Hamas

 

RAZZI DAL LIBANO

MA MENO RAZZI DA GAZA

 

Alcuni razzi sono stati lanciati da Hezbollah dal Libano meridionale verso Israele. Subito è scattata la reazione israeliana, affidata a tiri d'artiglieria partiti in poche decine di secondi da quando i razzi sono stati utilizzati. Tensione lungo il confine. Ci sono stati ancora scontri fra palestinesi con la cittadinanza israeliana e forze di sicurezza ma il fenomeno si è ridotto.

Da Gaza provengono meno razzi e si parla di un cessate il fuoco anche se Israele pare intenzionato a dare ancora dei colpi ai loro avversari. La situazione per i civili a Gaza è molto seria per ovvi motivi. Proseguono i tentativi per un cessate il fuoco ma le forze di sicurezza israeliane vogliono colpire duramente Hamas e probabilmente hanno pronto altre sorprese dopo che hanno dimostrato di conoscere la grande rete sotterranea dei miliziani.

 

 

 FALLITO ATTENTATO AD HERAT


Un gruppo di terroristi ha tentato di attaccare la residenza di Ismail Khan, una delle figure di maggior rilievo della regione. Le guardie hanno prontamente reagito dopo che i terroristi avevano ucciso uno di loro. L'attacco è stato respinto e un miliziano è rimasto ucciso. I talebani provano a lanciare attacchi anche in questa regione che è rimasta relativamente calma per anni.

Speciale scontro Israele-Hamas

 

UN IRON DOME FINITO SU UNA STRADA

 

Il sistema antirazzo IRON DOME della Rafael sta funzionando bene ma il pomeriggio del 19 maggio un razzo è finito su una strada a grande scorrimento. Per fortuna non è esploso (forse grazie al sistema di sicurezza di cui dispone che ne inibisce l'esplosione se non colpisce il bersaglio), rimanendo, seppur danneggiato, sull'asfalto. La cosa da sottolineare è che nonostante il propulsore ancora fumasse e la testata esplosiva fosse sull'asfalto, poco distante, le auto hanno continuato a passarci accanto, in apparenza senza problemi, segno di quanto la gente comune sia abituata a dover affrontare varie situazioni.





 

ELICOTTERI RUSSI IMPEGNATI IN SIRIA 

 

Elicotteri russi stanno partecipando ad una operazione che si svolge in una miniera di fosfati abbandonata circa 60 chilometri a sud-est di Palmiria, dove Daesh aveva collocato una base dei suoi miliziani che ancora agiscano in Siria, in particolare in certe aree desertiche nella parte centrale del paese, da cui agiscono contro le forze di Damasco, pur non avendo che una frazione delle forze di un tempo.

 Speciale scontro Israele-Hamas

 

GAZA:PROSEGUONO LE AZIONI


Sembra proprio che Israele voglia proseguire ancora nel colpire la struttura e gli uomini di Hamas a Gaza. Continuano ad essere distrutte le abitazioni dei capi del movimento integralista, previa avvisi via telefono e colpi di avvertimento. Ma, con armi meno potenti (come i missili HELLFIRE), sono colpiti anche appartamenti all'interno di condomini, sempre con "preavviso". Ma soprattutto vengono colpiti i tunnel e i depositi sotterranei evidentemente mappati accuratamente in precedenza, non sappiamo ancora con quale sistema. In azione anche l'artigliria (semoventi M.109 da 155 mm) e le unità navali. Isralee ha comunicato di aver colpito 40 siti sotterranei in 25 minuti con 120 ordigni, nel quinto giorno di campagna contro la rete di opere sotterranee denominata "Metro".

I lanci di razzi da Gaza si sono drasticamente ridotti (siamo ad oltre 3.400 fino ad oggi) ma non ridotti. I casi sono tre. O Hamas ha deciso di rallentare la pressione, o ha finito i razzi o una parte di queste armi è stata distrutta dagli attacchi israeliani facendo terminare (o quasi) le scorte). Intanto ieri era stato autorizzato un convoglio da Israele verso Gaza con aiuti umanitari. Mentre il convoglio varcava il valico, sono giunti colpi di mortaio che hanno bloccato l'operazione. A Gaza ovviamente la situazione si sta facendo grave anche per le interruzioni nella rete elettrica. In calo anche le violenze fra le forze di sicurezza e palestinesi di cittadinanza israeliana.

martedì 18 maggio 2021

 MIGLIAIA DI CLANDESTINI A CEUTA

 

La frontiera di Ceuta, enclave spagnolo in Africa, è stata superata da 5/7.000 clandestini, aggirando dal mare lo sbarramento di confine. E' intervenuto d'urgenza anche l'Esercito spagnolo che ha schierato anche blindati 6x6, riportando alla frontiera immediatamente almeno 2.500 elementi.

Vogliamo ricordare che la Spagna è governata da un esecutivo di sinistra che però su questo punto ha un atteggiamento fermo.

Sembra che tutto sia nato con un certo coinvolgimento delle autorità marocchine dopo che la Spagna ha ricoverato in un ospedale il capo del movimento POLISARIO che da decenni si batte contro il Marocco per l'indipendenza dell'ex Sahara Spagnolo, occupato nel 1975 dal Marocco. Gli immigrati sono da tempo divenuti una vera e propria arma di politica internazionale e l'Europa dispensa buoni consigli invece di gestire il problema.

Speciale scontro Israele-Hamas

 

AGGIORNAMENTO DELLE 00.00 DEL 19 MAGGIO

 

Il giorno 18 maggio si è chiuso con il raggiungimento di 3.700 fra razzi e proiettili sparati da Gaza. Non giungono però più razzi a lunga portata mentre prosegue l'Operazione GUARDIANO DELLE MURA israeliana. Dei razzi circa 540 sono ricaduti nei territori controllati da Hamas per malfunzionamenti, causndo vittime e danni. Gli israeliani hanno colpito varie strutture e punti che molto probabilmente celano tunnel sotterranei.

Proseguoni i tentativi per un cessate il fuoco ma Israele sembra deciso a mettere sotto pressione ulteriore Hamas in quanto il problema si ripresenterebbe in un futuro prossimo. Con l'OLP è possibile trovare un ccordo ma non con questo gruppo integralista. 

lunedì 17 maggio 2021

 Speciale scontro Israele-Hamas


AGGIORNAMENTO DELLE 08.30 DEL 18 MAGGIO


Prosegue lo scontro con il lancio da Gaza di una novantina di razzi e la risposta israeliana che ha visto utilizzati 62 velivoli, con lo sgancio di 110 armi di precisione (bombe e missili) contro 65 obiettivi, in genere tunnel sotterranei ma anche alcune sedi di Hamas. Considerando le armi sganciate e la densità abitativa dell'area, le 212 vittime (ma manca la conta dei non pochi miliziani eliminti) indica attenzione nel limitare i danni, in un contesto molto complesso, in cui Hamas si fa scudo proprio dei civili. Prosegue l'invio di messaggi telefonici e "colpi di avvertimento" prima che gli edifici vengano colpiti con ordigni potenti. Sembra che la fitta rete di tunnel di Hamas sia stata danneggiata in modo serio, sfruttando anche speciali tecnologie per la loro individuazione.

Si lavora per un cessate il fuoco con l'interesse di molti paesi ma non è facile anche perché Israele non vuole ritrovarsi nelle medesime condizioni fra qualche mese, quando saranno pronti altri razzi.

Sembra che le proteste palestinesi in territorio israeliano si siano ridotte dopo una serie di arresti.

 Speciale scontro Israele-Hamas


AGGIORNAMENTO DELLE 01.00 DEL 18/05


Al termine della giornata sono stati lanciati da Gaza altri razzi ma il loro numero è inferiore alla media dei giorni precedenti. Intanto dal sud-Libano sono stati lanciati 6 razzi  e alcuni colpi di mortaio, senza conseguenze. Le sirene risuonano ancora in diverse piccole località nei pressi della Striscia di Gaza ma potrebbe essere che dopo aver sparato circa 3.000 razzi, ora Hamas sia a corto di scorte di queste armi mentre le Forze Armate israeliane rispondono colpo su colpo.

5 TERRORISTI UCCISI IN TUNISIA

 

Cinque terroristi integralisti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza tunisine nei pressi della cittadina di Kasserine, nei pressi del confine con l'Algeria, tradizionale regione in cui operano da alcuni anni questi gruppi. Il mese scorso erano stati eliminati tre elementi, fra cui una donna di origine asiatica. Ricordiamo come anche l'Italia partecipi con propri militari ai corsi per incrementare le capacità operative dei reparti tunisini. 

 Speciale scontro Israele-Hamas

 

ALTRA NOTTE DI AZIONI

 

Il Comando israeliano fa sapere che nella notte sono stati lanciati da Gaza 60 razzi (pochi rispetto ai ritmi precedenti). In risposta velivoli, anche droni, hanno colpito vari obiettivi. In particolare, oltre ad alcuni edifici, sono stati oggetto di attacchi ben 15 chilometri di tunnel, la cosiddetta "Metro C". utilizzati da Hamas per le sue attività militari, colpiti da 54 velivoli nello spazio di 20 minuti. Non si conosce l'esito dell'azione. Sono utilizzate bombe a spoletta ritardata che esplodono in profondità. Nel caso degli edifici distruggono le strutture con effetti ridotti su quelli adiacenti in quanto le strutture tendono a collassare su se stesse (come avvenne all'epoca degli attacchi della coalizione in Libia nel 2011). Nel caso dei tunnel ne accresce notevolmente l'effetto rispetto a ordigni che esplodessero all'impatto con il terreno.

Stanno crescendo ovviamente i danni anche alle infrastrutture di Gaza, con problemi alla rete elettrica. Sta finendo anche il gasolio per le centrali elettriche ricordando che parte dell'energia veniva da Israele. E senza energia non funzionano i depuratori d'acqua e le pompe. Hamas dice di poter andare avanti nello scontro per 6 mesi ma le conseguenze per la popolazione sarebbero catastrofiche.

Sul piano interno sembra che gli scontri fra palestinesi con cittadinanza israeliana e forze di sicurezza (e civili ebrei) siano in una fase calante.

Si è riunito ieri anche il Cosniglio di Sicurezza ma le mediazioni non hanno dato esito. Qualche paese arabo non è ostile, anche se non lo dice, al fatto che Hamas subisca un rovescio e che il territorio di Gaza torni sotto il controllo dell'OLP, su posizioni diverse e non collegato all'Iran.



domenica 16 maggio 2021

RIPRESI I BOMBARDAMENTI IN SIRIA


Dopo alcuni giorni di calma relativa sono ripresi i bombardamenti nella Siria settentrionale anche da parte dei velivoli russi. Si registrano alcuni incidenti in varie parti del paese il quale è sempre in una gravissima crisi economica.

 Speciale scontro Israele Hamas

 

AGGIORNAMENTI

 

Stanno partendo ancora razzi da Gaza, seppur a corta gittata e proseguono le azioni israeliane, con obiettivo anche abitazioni dei capi di Hamas. La caccia a questi uomini è continua ma non è semplice individuarli in mezzo alla popolazione.

Proseguono, seppur in modo ridotto, gli scontri fra palestinesi e ebrei in territorio sotto controllo di Israele. Vi sono stati vari arresti e vari  scambi di colpi fra i civili delle due fazioni, con le forze di sicurezza che tentano di limitare i contatti. 

Proseguono gli sforzi diplomatici di molti paesi per trovare una soluzione ma crediamo che Israele vorrà trovare una soluzione, dopo che contro il territorio sono stati sparati ben 2.300 razzi dallo scorso lunedì, di cui non pochi ricaduti subito dopo il lancio per problemi tecnici.



ATTENTATO AD UNA MOSCHEA A KABUL

 

Il 14 maggio un attentato terroristico ha colpito una moschea a Kabul,  nella sua parte nord, causando vari morti e numerosi feriti. Le violazioni del cessate il fuoco da parte talebana sono numerose e gravi e questo dovrebbe avere delle conseguenze. Il bilancio finale è di 12 vittime, fra cui l'imam della moschea, forse l'obiettivo di questo atto terroristico che è stato rivendicato da Daesh e non dai talebani.

Intanto i talebani sono all'offensiva nelle provincie meridionali del paese. 

sabato 15 maggio 2021

 Speciale scontro Israele - Hamas


ANCORA SCAMBIO DI COLPI


Durante la mattinata del 15 sono stati lanciati 278 razzi da Gaza ma quelli contro Telaviv sono stati tutti intercettati dal sistema IRON DOME. Di contro l'Aeronautica e gli elicotteri d'attacco continuano a colpire bersagli di Hamas, con grande precisione, cosa che non impedisce dei danni collaterali perché  spesso i bersagli sono letteralmente circondati dalla presenza dei civili, dato che Hamas usa i civili come veri e propri scudi umani. Si registrano drammi come quello di una famiglia di 10 persone sterminata da un ordigno, salvo il figlio più piccolo di pochi mesi. Quando è possibile gli israeliani cercano di far evacuare i civili, mandando messaggi sui loro telefoni cellulari.

Intanto le forze di polizia israeliane stanno conducendo l'arreso di alcuni dei palestinesi che hanno partecipato alle violenze dei giorni scorsi. Altri si sono resi irreperibili.

Speciale scontro Israele Hamas

 

ALTRE AZIONI

 

Si lanciano ancora dei razzi da Gaza e le risposte non si fanno attendere. Intorno alle 12.30 ora italiana, un razzo è partito verso Tel-Aviv ma forse è stato distrutto in volo. Sono bersagliate, con razzi più piccoli, località più vicine a Gaza, In risposta gli israeliani hanno distrutto una piccola fabbrica di missili situata a casa di una figura di rilievo di Hamas che, guarda caso, aveva abbandonato la struttura con la famiglia.

L'Esercito libanese si è schierato in alcuni punti di frontiera per impedire che si tenti di superarla. L'altra notte un commando di Hezbollah ha tentato di infiltrarsi, approfittando della confusione che civili avevano creato. E' stato individuato lo stesso e si è ritirato dopo aver perso un componente. 

Le ultime stime parlano di 2.300 razzi lanciati, troppi perché lo scontro si esaurisca qui nonostante diversi tentino una mediazione. E' stato lanciato ma anche distrutto, almeno un altro drone.

Dopo il razzo su Tel-Aviv è stato distrutto, previo avviso un'ora prima, l'edificio in cui hanno sede vari giornali e agenzie di stampa e televisioni internazionali. Probabilmente nella parte interrata qualcuno aveva avuto l'idea di nascondere qualche attività di Hamas, cosa che non è sfuggita all'intelligence israeliano che ha sistemi di ricerca molto sofisticati.

venerdì 14 maggio 2021

 Speciale scontro Israele-Hamas


ALTRA NOTTE DI FUOCO


E' salito a circa 2.000 il numero di razzi campali sparati da Gaza verso Israele mentre proseguono gli attacchi aerei e i tiri d'artiglieria verso obiettivi precisi nella striscia (260 chilometri quadrati, oltre 1.600.000 abitanti, con una densità di circa 4.700 abitante per chilometro quadrato, quindi altissima). Hamas potrebbe aver terminato le scorte di razzi a maggior gittata e prosegue i lanci con armi più piccole, colpendo zone vicino. Ma forse anche Israele è a corto di missili IRON DOME (circa 30.000 Euro ad esemplare) che possono intercettare i razzi. I velivoli pilotati e i droni israeliani nella notte hanno colpito vari obiettivi. Sembra che la mossa di annunciare l'invasione terrestre fosse destinata ad indurre i capi di Hamas a fare certe mosse, come il raggiungere dei rifugi noti all'intelligence israeliano, subito dopo colpiti. E una telefonata può accorciare la vita, in quanto Israele controlla strettamente tutta la rete telefonica di Gaza ed è addirittura, e non da oggi, in grado di mandare messaggi via cellulare agli occupanti di un edificio, prima che venga colpito, addirittura sparandovi contro prima dei missili anticarro, ultimo avviso. Ovviamente questo avviene nel caso di edifici dove si trovano civili e che hanno al loro interno strutture di Hamas. Nel caso dei capi del movimento legato all'Iran ovviamente non vi è nessun preavviso per evitarne la fuga.

Il fatto che nonostante l'impiego di ordigni di grande potenza in un ambito urbano ad altissima concentrazione di persone, per ora abbia causato 126 vittime fra i civili (non note quelle fra i miliziani, ma probabilmente alte) è indice di attenzione nel limitare al massimo i danni collaterali.

La rivolta interna di parte dei cittadini israeliani di origine palestinese, sta creando seri problemi in quanto è un fattore nuovo. Ovviamente non tutti si sono rivoltati ma è segno che sussistono dei problemi anche perché se ne sono visti di armati (ma potrebbe trattarsi di armi finte in diversi casi). Negli scontri sono rimasti uccisi 10 palestinesi mentre cittadini ebrei si sono armati per difendersi. Un membro di Hezbollah è stato ucciso sulla frontiera con il Libano, mentre, approfittando di disordini nei pressi di Metullà, provava a penetrare oltre i sistemi di confine. L'UNIFIL è in stato di allarme e anche Giordania ed Egitto hanno rinforzato il dispositivo di frontiera.

Fonti attendibili indicano come gli israeliani vogliono risolvere il problema con Hamas una volta per tutte, salvaguardando la popolazione. Hamas ha preso il potere a Gaza, abbandonata dagli israeliani nel 2005, nel 2007, espellendo o uccidendo coloro che erano fedeli all'OLP. Probabilmente si tratterà di un confronto ancora molto lungo e complesso.



UCRAINA: ARRESTATO MEDVEDCHUK

 

Il 12 maggio è stato tratto in arresto a Kiev Medvedchuk, un grosso oligarca con relazioni con Putin, proprietario di televisioni e giornali con cui tentava d'influenzare l'opinione pubblica del paese. Il controspionaggio ucraino ha raccolto prove evidenti, come telefonate con esponenti russi, di un'attività volta a destabilizzare il paese.

SCONTRO HAMAS ISRAELE

 

Intorno alle 20.30, ora italiana, del 14 maggio tre razzi sono stati sparati dalla Siria verso le alture del Golan in mano israeliana. Non si registrano vittime o danni ma si tratta di un uteriore elemento di tensione.

Sul confine fra Israele e il Libano, le forze UNIFIL sono in pieno stato d'allarme, incluso ovviamente il contingente italiano, e si sono schierate in forza. La tensione maggiore è a Metullà, l'estrema propagine settentrionale di Israele.

Proseguono i lanci di razzi da Gaza, ma con intensità minore, con il proseguo degli attachi israeliani. E non cessano gli scontri neppure all'interno di Israele con elementi palestinesi. Il rischio maggiore è che questi entrino in contatto con elementi radicali israeliani, cosa che farebbe scorrere altro sangue e in modo copioso. Fra i bersagli colpiti vi sono le sedi di tre importanti banche, i cui edifici sono stati completamente distrutti, probabilmente incluso le camere di sicurezza


Sembra che l'85/90% dei razzi di Hamas sia stato distrutto in volo dal sistema IRON DOME che però in alcuni momenti ha visto saturare le sue potenzialità dal gran numero di razzi sparati contemporaneamente.

Israele ha pubblicato una immagine che mostra che l'ingresso di un tunnel verso l'Egitto si trovava a 29 metri da un asilo e a 60 metri da una moschea. Non è un elemento nuovo in questo tipo di conflitti.

Intanto giungono notizie e immagini di gruppi di palestinesi armati che stanno muovendo verso il territorio israeliano con l'intenzione d'ingaggiare combattimento.

 

DISTRUTTO UN VEICOLO IN SIRIA

 

Gli israeliani continuano a monitorare quanto avviene in Siria e ieri hanno distrutto un veicolo siriano fermo, nei pressi della frontiera con il Libano. Non ci sarebbero vittime e forse il mezzo trasportava equipaggiamenti per Ezbollah.

Da segnalare che i russi hanno sbarrato la strada a una pattuglia motorizzata statunitense, nei pressi dell'area sotto controllo turco nel nord del paese. Non ci sarebbero vittime. 

LO SCONTRO FRA ISRAELE E HAMAS

 

Continua il lancio di razzi da parte di Hamas e proseguono le azioni israeliane a Gaza. Intanto sono giunti razzi anche dal Libano meridionale dove è in corso un tentativo di penetrazione oltre le barriere da parte di "civili", cosa che potrebbe portare a gravi conseguenze. Anche lungo la frontiera con la Giordania vi è stato un tentativo di sfondamento e la situazione potrebbe precipitare.

Si sta cercando di capire cosa è accaduto fra civili (ebrei e palestinesi) in varie zone, con assalti a persone e proprietà e contrassalti, con i rischio che anche qui scorra altro sangue.

A Gaza fra i bersagli colpiti vi è anche la sede della Polizia Marittima ma si tenta di colpire soprattutto i tunnel e i locali sotterranei gestiti dai miliziani. Sembra che non pochi di loro, fra cui diversi capi, siano rimasti uccisi. Sono in azione anche le unità navali israeliane. Molte utenze elettriche nella striscia di Gaza sono interrotte così come una parte di quelle idriche. I voli civili dell'aeroporto Ben Gurian sono dirottati di quello di Eilat.

Domenica ci dovrebbe essere la riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU proprio su questi avvenimenti. 

giovedì 13 maggio 2021

 SMENTITA DA ISRAELE L'INVASIONE DI GAZA

 

Poche ore dopo aver annunciato che le truppe israeliane erano entrate nella parte settentrionale della striscia di Gaza, il ministero della Difesa israeliano ha annunciato che si era trattato di: "un errore di comunicazione". Siccome conosciamo la situazione e come Israele gestisce le informazioni (magari agendo ma non dichiarandolo), è abbastanza evidente che questo annuncio serviva per vedere come avrebbero reagito le forze di Hamas. Magari qualche capo ha deciso di muoversi rendendo meno complessa la sua localizzazione. Israele ha un impressionante sistema di controllo della zona, fatto di UAV e stazioni di ascolto elettronico, per esempio delle celle telefoniche.

Comunque i razzi di Hamas, seppure in misura ridotta, vengono ancora lanciati mentre proseguono le azioni israeliane, anche utilizzando elicotteri d'attacco AH-64 APACHE.

Il numero delle vittime ufficiale è salito a 107 per i palestinesi e a 7 per gli israeliani. Veramente pochi se si pensa il volume di fuoco sviluppato  e il fatto che i territori intorno a Gaza sono con una enorme densità e Hamas sistema le proprie strutture militari in mezzo ai centri abitati e anche all'interno di complessi residenziali.

Intanto possiamo dire che i razzi più potenti di Hamas, di concezione iraniana, sono lunghi circa 3,5 metri e vengono piazzati su di uno scivolo inclinato all'interno di una stretta buca, orientata verso il bersaglio. Ovviamente queste buche erano state realizzate in precedenza, senza destare particolare sospetti. 

Israele è ora preoccupato per le violenze diffuse fra la popolazione palestinese, incluso cittadini israeliani. Sono uscite fuori delle armi, incluso quelle automatiche, e ci sono state varie e gravi violenze anche in luoghi come Haifa o nella cittadina di Lod, praticamente adiacente all'aeroporto internazionale Ben Gurion, chiuso quando il lancio dei missili era intenso ma poi sempre riaperto.

Ricordiamo che molte basi aeree sono sotto il tiro dei nuovi razzi lanciati da Gaza, così come depositi e anche la centrale nucleare israeliana.

BREAKING NEWS

 

TRUPPE ISRAELIANE ENTRANO A GAZA

 

Prosegue sempre fortissimo lo scontro fra Hamas e Israele. Se alcuni palestinesi che vivono in Israele hanno attaccato sinagoghe e proprietà israeliane, ora gruppi di ebrei ortodossi stanno attaccando proprietà palestinesi e si rischia una escalation. A Gaza si lanciano sempre missili ma si è sottoposti a duri attacchi che stanno causando la morte di molti capi dei miliziani e di loro gregari. 

Intorno alle 23.45 ora italiana, un portavoce ufficiale delle Forze Armate israeliane ha annunciato che truppe di terra sono entrate nella parte settentrionale della striscia di Gaza. Ovviamente si tratta di un ulteriore passo in avanti, praticamente l'inizio di un conflitto. Ovviamente non vi è nessuna intenzione di occupare quei territori ma si cerca come eliminare i miliziani di Hamas, compito difficile perché si possono tranquillamente mimetizzare fra la popolazione.

Ovviamente forniremo ulteriori informazioni sullo sviluppo della situazione. 

 SI SPARA IN ISRAELE


La situazione sta precipitando nello scontro fra palestinesi radicali e israeliani. Gruppi di palestinesi dotati di armi automatiche, il pomeriggio del 13 maggio sono andati in giro su auto con la targa coperta facendo mostra di armi. Si sono scontrati con civili armati israeliani e ora danno loro la caccia le forze di sicurezza. Scontri si sono avuti anche ad Haifa e in diverse altre località. Intanto partono ancora, seppur in numero ridotto, razzi verso Israele, dove sono stati mobilitati altri 7.000 riservisti. Sicuramente si assicurerà il controllo degli insediamenti palestinesi e poi proveranno a regolare i conti con Hamas.

Sono stati sparati altri missili verso Tel-Aviv ma risultano tutti intercettati dal sistema IRON DOME.

Abbiamo appena ricevuto la notizia che il palazzo più alto di Gaza, la Torre Al Gifari 20 piani, è stato evacuato perché potrebbe essere il prossimo obiettivo che sarà distrutto dagli israeliani. Ovviamente a rischio sono anche gli edifici circostanti anche se le esplosioni sotto gli edifici spesso provocano collassi verticali delle strutture.

Nel pomerigio carri MERKAVA IV e altri corazzati si sono schierati intorno a Gaza, pronti all'azione.

I riservisti richiamati sono saliti a 9.000 il che lascia intendere importanti sviluppi della situazione.

 CONSIGLIERI PORTOGHESI ED EUROPEI 

PER IL MOZAMBICO

 

Il governo del Portogallo ha mandato altri 60 consiglieri militari in Mozambico, una sua ex colonia fino al 1975, come parte di un nuovo accordo di cooperazione volto ad aiutare il paese ad affrontare l’insurrezione legata allo Stato Islamico nella provincia settentrionale di Cabo Delgado che insanguina la regione dal 2017. Lo ha annunciato il 10 maggio il ministro della Difesa portoghese Joao Cravinh.

I miliziani islamisti hanno intensificato in modo massiccio gli attacchi nell’ultimo anno, facendo pagare un pesante tributo ai civili e minacciando le attività legate allo sfruttamento del gas naturale da parte di compagnie straniere.

L’accordo tra Lisbona e Maputo, che durerà fino al 2026, vedrà il Portogallo aumentare il numero di truppe in Mozambico per addestrare i soldati mozambicani ad affrontare la rivolta, condividere l’intelligence e aiutare il paese a utilizzare i droni per monitorare i movimenti dei miliziani. Maputo conta su altri paesi per rinforzare le sue piccole forze armate che devono proteggere un territorio molto vasto. L'Unione Europea sta valutando d'inviare 2/300 consiglieri e molto probabilmente fra loro vi dovrebbero essere anche militari italiani, apprezzati durante la missione ONU del 1993/94.



 

mercoledì 12 maggio 2021

ANCORA GUERRA FRA ISRAELE E HAMAS 

 

Qualcuno parla di "rischio" di guerra fra Israele e il movimento integralista Hamas che controlla la striscia di Gaza. In realtà la guerra è già in corso. Hamas ha lanciato oltre 1.500 razzi verso il territorio israeliano e dall'altra parte anche la notte fra il 12 e il 13 maggio è stata caratterizzata da attacchi, soprattutto dall'aria. Il numero dei morti è decisamente basso rispetto alla potenza delle armi utilizzate durante l'Operazione GUARDIANO DELLE MURA, ma le distruzioni sono notevoli e la sensazione è che siamo in una fase molto delicata. Israele si è stufata di avere milizie filo israeliane lungo i suoi confini, sempre pronte ad attaccarlo in qualche modo. E' già accaduto diverse volte che prima di colpire un edificio siano stati sparati dei missili anticarro di avvertimento, allo scopo di dare tempo ad eventuali civili presenti al loro interno, di mettersi in salvo. Difficile che Israele occupi Gaza in quanto si dovrebbe occupare della popolazione con tutta una serie di problemi, ma può rendere la vita difficile ad Hamas e forse creare dei problemi all'Iran. Ricordiamo che una parte dei palestinesi non ha nessuna intenzione di seguire Hamas sulla strada dello scontro ad ogni costo, nonostante vi siaano stati seri episodi anche nei territori palestinesi, con attacchi a sinagoghe e proprietà e civili israeliani.

In diversi paesi si stanno adoperando per trovare una soluzione ma sarà molto difficile perché Israele non può vivere sotto la costante minaccia dei razzi da Gaza. Questi razzi sono lanciati anche con meccanismi a tempo, da aree fittamente abitate, come mostrano le immagini dei circuiti internazionali. I sistemi IRON DOME non possono intercettare tutti i razzi (centinaia per ogni attacco) sparati, magari con salve in rapida successione.

PROSEGUE LO SCONTRO FRA ISRAELE E HAMAS

 

Prosegue lo scontro fra le forze israeliane e Hamas. In tarda serata è stato colpita la torre Al-Shouruk, un edificio con uffici, in parte crollata dopo essere stata centrata da un ordigno a spoletta ritardata. La bomba esplode solo dopo che è penetrata profondamente, tagliando i pilastri dell'edifico. A sganciare questi ordigni spesso sono droni sempre in volo su Gaza. Si vogliono colpire in questo modo comandi, depositi e piccole fabbriche dove vengono montati i razzi che sono stati utilizzati su vasta scala in queste ore. Hamas ha ammesso di aver perduto alcuni dei suoi leader. Le Forze Armate israeliane hanno distribuito immagini e dati di 6 personaggi che sarebbero stati eliminati. I lanci verso Israele proseguono e crediamo che stanno per essere prese misure più radicali per bloccarli.

martedì 11 maggio 2021

 NOTTE DI FUOCO FRA ISRAELE E HAMAS


E' salito ad oltre 1.000 il numero dei razzi sparati da Gaza verso i territori sotto controllo Israeliano. Il numero delle vittime è relativamente ridotto dato il ricorso alle difese attive ( IRON DOME sostanzialmente) e a quello dei rigugi. Per ora si parla di 5 civili uccisi. Anche Israele ha risposto con energia, colpendo molti obiettivi a Gaza mentre vi sono state aggressioni a civili israeliani e il ricorso anche ad armi da fuoco clandestine. E' stato distrutto anche un teleguidato lanciato da Hamas. Si stanno facendo operazioni anche nei territori palestinesi, dando la caccia ai sostenitori di Hamas e della Jihad  Islamica, i due movimenti che conducono questa ondata di violenza. Relativamente ridotto il numero delle vittime per ora accertate a Gaza (34) rispetto alla potenza di fuoco messa in campo. Probabilmente i capi di Hamas non comunicano i miliziani uccisi nelle operazioni, ricordando che praticamente tutte le attività del movimento sono letteralmente attaccate ad attività civili. Fra le vittime dei razzi di Hamas, sparati abbastanza a caso, vi sono stati anche cittadini israeliani di etnia palestinese.

Dopo il richiamo dei riservisti si parla di una operazione terrestre ma il problema è che il territorio di Gaza è piccolo ma molto densamente popolato, ponendo non pochi problemi. L'Iran cerca di ottenere un successo costringendo la popolazione di una parte notevole dello stato di Israele a rimanere nei rifugi e diffondendo insicurezza anche con attacchi condotti da civili palestinesi sul territorio, ricordando però che molti israeliani dispongono di armi anche da guerra in casa. 

Qualcosa ci dice che Israele vedrà di colpire  l'Iran, alla base di questa situazione, preoccupato dal fatto che la sua posizione nei riguardi delle complesse e annose questioni palestinesi, rischia di rimanere isolata dopo che molti paesi arabi hanno instaurato relazioni diplomatiche ufficiali con Israele.

 VELIVOLI RUSSI E FRANCESI SUL MAR NERO

 

Sukhoi Su.30 hanno intercettato sulle acque del mar Nero due MIRAGE 2000 francesi e l'aviocisterna che gli stava rifornendo. I velivoli di Parigi sono in Romania per rinforzare il dispositivo NATO nella regione dopo la mobilitazione delle forze di Mosca a ridosso dell'Ucraina e nella Crimea occupata. Anche il dispositivo navale in Mar Nero è stato rinforzato.



 BREAKING NEWS


SITUAZIONE GRAVISSIMA FRA ISRAELE E HAMAS


Per tutto il giorno e anche in queste ore si registra una esplosione di violenze fra Israele e il movimento integralista palestinese vicino all'Iran Hamas. Addirittura sono stati lanciati razzi contro Tel-Aviv e contro molte altre località. Non tutti i missili e i razzi sono stati intercettati dal sistema IRON DOME (che comunque ha distrutto centinaia di ordigni in volo) mentre la risposta israeliana non si è fatta attendere ed è stata dura.

Elementi palestinesi hanno attaccato propietà israeliane in vari luoghi. In molti luoghi i cittadini israeliani sono nei rifugi mentre la situazione a Gaza è drammatica. Sono stati colpiti vari bersagli di Hamas, eliminando importanti capi ma con anche civili uccisi dato che spesso i possibili bersagli sono collocati in mezzo alle normali abitazioni. Un razzo di Hamas, di concezione iraniana, ha colpito la centrale di Ashdod provocando un incendio. Anche una cisterna nei pressi di Ashkeln è stata incendiata. Colpita e colassata anche la Torre Hanadi, alta 13 piani. Vi sono alcune vittime anche fra gli israeliani ma quella che è cominciata sarà una notte molto difficile a Gaza, perché sicuramente vi saranno nuove azioni. Il capo del quartier generale israeliano ha parlato di oltre 500 bersagli colpiti e sembra che molti miliziani siano stati eliminati. Alcuni voli di linea diretti all'aeroporto Ben Gurion sono stati dirottati verso aeroporti di Cipro e greci per motivi di sicurezza.

Si tenta una mediazione da parte di USA, Egittro e Qatar ma la situazione è veramente difficile anche perché in Israele  è noto che questa offensiva parte su iniziativa iraniana e si tratta di uno scontro su più piani. Intanto è stata autorizzato il richiamo di 5.000 riservisti e non si escludono neppure azioni terrestri contro Gaza. Hamas ha lanciato centinaia di razzi e la cosa non finirà in questa maniera dato che il gioco è scoperto.


AGGIORNAMENTO DELLE 00.40 DEL 12 MAGGIO

Proseguono i lanci di razzi, con minor intensità e continuano le azioni israeliane contro la Striscia di Gaza, dal 2007 controllata da Hamas. I danni sono ingenti e il bilancio di vittime elevato. Vi sono ancora scontri fra sostenitori di Hamas e forze di sicurezza israeliane in varie località in quelli che sono i disordini più forti negli ultimi 20 anni. La giornata di domani potrebbe essere veramente cruenta.

 PESCHERECCIO ITALIANO ASSALITO DAI TURCHI


Dopo i colpi di una motovedetta libica che hanno rischiato di uccidere su un peschereccio italiano, lo scorso 3 maggio, è la volta delle aggressioni turche. Pescherecci di Ankara hanno prima lanciato oggetti contundenti contro un peschereccio italiano, a largo della Siria, e poi hanno provato a speronarlo. Insomma, tempi difficili per i nostri marinai, che si vedono preclusi, con metodi violenti sempre più ampi tratti di mare. Forse è il caso di pensare ad adeguate contromisure.

lunedì 10 maggio 2021

NOTTE DI SCONTRI FRA HAMAS E ISRAELE

 

La notte fra il 10 e l'11  maggio sarà ricordata per le violenze fra Hamas e Israele, a base di scontri di piazza a Gerusalemme, copiose salve di razzi da Gaza (in gran parte neutralizzati in volo) e la reazione israeliana a base di attacchi dall'aria a Gaza, con un bilancio ancora incerto ma grave, su cui daremmo ulteriori informazioni nelle prossime ore.

SEQUESTRO DI ARMI NEL MAR ARABICO

 

Il 6 maggio la 5 Flotta statunitense ha sequestrato un grosso carico di armi nel Mar Arabico, molto probabilmente proveniente dall'Iran, come emerge dalla tipologia di armi che sono state rintracciate a bordo. Fra l'altro vi è la copia iraniana del fucile di precisione HS-50 in12,7x99 mm che vengono realizzati anche in Iran come copie non autorizzate. Evidentemente i controlli in quelle acque sono efficaci e si controllano anche i punti salienti delle singole missioni.

SCONTRI FRA ISRAELE E HAMAS

 

Siamo di fronte a un forte scontro fra Israele e il movimento radicale palestinese Hamas. Ci sono stati nuovi e forti scontri a Gerusalemme, con decine di feriti ma alle 18.00 (ora locale) sono stati lanciati 8 missili da Gaza verso Gerusalemme. Alcune di queste armi sono state intercettate dal sistema IRON DOME  ma due sono cadute a sud di Gerusalemme anche se non hanno causato vittime. Nelle stesse ore sono stati lanciati 80 razzi più piccoli sempre da Gaza. Molto rapida è scattata la reazione israeliana su Gaza e si parla di 9 vittime mentre gli israeliani stanno portando avanti altre operazioni, operazioni che andranno avanti per tutta la notte probabilmente. Oggi non era l'anniversario della presa di Gerusalemme Est da parte degli israeliani nella guerra contro i paesi arabi nel 1967, in quanto questa venne combattuta, per appena 6 giorni, nel mese di giugno.

 

 B-52 E A/F-18 PER PROTEGGERE IL RITIRO


Il Pentagono ha deciso di schierare bombardieri strategici B-52 e velivoli A/F-18 dell'US Navy per proteggere il ritiro statunitense dall'Afghanistan. Probabilmente si tratta di uno escamotage per una campagna aerea in favore delle forze di Kabul, per sollevare anche il loro morale e ridare slancio alla loro iniziativa. A nostro avviso sarebbe più produttivo l'impiego di velivoli ad elica ed elicotteri da combattimento oltre che cannoniere volanti, le cui caratteristiche si attagliano meglio a certe necessità.

Intanto Kabul ha rivendicato l'uccisione di 158 miliziani integralisti nelle ultime 24 ore. Le perdite non saranno così alte  effettivamente ma anche i talebani stanno pagando un forte prezzo alla loro offensiva, attualmente in corso.

Purtroppo il numero di vittime dell'attentato di ieri contro una scuola femminile, è salito a ben 85 morti, fra cui molte ragazze. Si è trattato di un attentato condotto con tre ordigni, una strage che non lascia prevedere niente di buono e che deve far riflettere su tempi e modi di un ritiro definitvo.

 PROSEGUONO LE VIOLENZE FRA

 ISRAELIANI E PALESTINESI

 

Proseguono le violenze fra palestinesi e forze di sicurezza israeliane, con scontri e feriti. Intanto da Gaza vengono ancora lanciati razzi e palloni con ordigni a bordo. Un guidatore israeliano ha investito con il proprio mezzo un gruppo di palestinesi e anche questo episodio non raffredda certo il clima.

Da segnalare come il 10 maggio un elicottero israeliano abbia lanciato missili nei pressi della città siriana di Quneitra, sulle alture del Golan. Si parla di un militare siriano ferito ma l'obiettivo dovevano essere elementi iraniani, sulla cui sorte Damasco non ha fatto parola.



domenica 9 maggio 2021

 PETROLIERA COLPITA IN SIRIA


Un'altra petroliera è stata colpita da almeno due ordigni mentre si apprestava a scaricare il suo carico di carburanti, indispensabile per le operazioni militari nel paese mediorientale, sconvolto da oltre 10 anni di conflitti. Probabimente si tratta di un avvertimento a Damasco perché non faccia installare forze iraniane sul suo territorio.

 PRIMA MISSIONE ALL'ESTERO PER IL KOSOVO


Per la prima volta il Kosovo ha inviato un piccolo distaccamento all'estero, per l'esattezza in Kuwait, per partecipare alla missione per contrastare quello che resta di Daesh in Medio Oriente. Per ora le Forze di Sicurezza del Kosovo allineano solo 2.745 militari ma si conta di raddoppiare questa forza creando un vero e proprio Esercito entro il 2028, a cui si aggiungerebbero 3.000 riservisti. Allo sviluppo di questa entità hanno dato un contributo significativo paesi come gli USA, il Regno Unito e la Turchia.

 RAID AEREO ISRAELIANO IN SIRIA


Durante la notte fra l'8 e il 9 maggio, vi è stato un attacco aereo israeliano nell'area di Latakia, durante il quale sono stati uccisi cinque membri dei Guardiani della Rivoluzione iraniani e altri tre miliziani, Fra le vittime anche un miliziano afghano e questo elemento deve far riflettere circa i legami fra elementi afghani e il regime iraniano. Vi sono stati anche una dozzina di feriti. Questo non è che l'ultimo di una serie di attacchi contro la presenza iraniana in Siria.