Speciale Guerra in Ucraina
AGGIORNAMENTI 10 LUGLIO 2026
- ATTACCHI A DECINE DI UNITA' NAVALI RUSSE Per non dovere aprire le ostruzioni poste a difesa dei porti russi del mar Nero, dopo brutte esperienze, Mosca aveva concentato decine di unità mercantili al momento non impiegate, fra cui molte petroliere, nel Mar d'Azov. I droni ucraini a medio raggio le hanno attaccate e, in tre giorni, ne hanno colpite qualcosa come 45. Intendiamoci. Le piccole cariche belliche trasportate non hanno provocato affondamenti ma, essendo in genere dirette verso i ponti di comando, danni, magari incendi, con messa fuori servizio per settimane o mesi. Dovendo fare tutti questi lavori insieme, sicuramente ci saranno dei rallentamenti. Parte delle petroliere servivano per i traffici petroliferi russi, sottoposti a embargo. Non vi era nessuna difesa anche se poi Mosca ha mandato qualche caccia sullo specchio di mare, senza particolari effetti. In azione, a sud della Crimea, almeno un drone navale che ha colpito una petroliera scarica, con danni anche all'opera viva (la nave era scarica).
- Due notti fa è stato colpito un deposito di missili a Kyiv, con vasti danni e missili finiti anche in aree urbane. Il deposito era già stato oggetto di un precedente attacco.
- PROSEGUE LA CAMPAGNA PETROLIFERA Colpita di nuovo la grande raffineria nei pressi di Mosca, così come un analogo impianto nel Tataristan (alto corso del Volga). Praticamente sono state colpite almeno una volta tutte le raffinerie nel raggio di 2.500 Km dall'Ucraina. I russi stanno effettuando riparazioni ma attualmente si stima che la loro capacità di raffinazione è passata da 3,8 a 2,8 milioni di tonnellate al giorno, tanto che Putin deve importare prodotti raffinati, avendo di fronte anche un grosso problema agricolo oltre che d'immagine.
- Nella prima settimana di luglio, gli ucraini hanno distrutto in media 34 autocarri al giorno nei territori sotto controllo nemico, creando non pochi problemi alla logistica, militare e civile.
- Si continua a combattere a Kostjantynivka, data per occupata dai russi, secondo schemi già adottati in precedenza dalla propaganda di Mosca.
- Ufficiale: la Russia è in Guerra, dopo 4 anni e mezzo, il portavoce di Putin Peskov, non ha parlato più di "operazione speciale" ma di guerra. E poi vi è chi insinua che il Cremlino nasconda le cose! Probabilmente il riconoscimento di qualcosa che era chiaramente un conlitto su larga scala, potrebbe preludere anche a una ulteriore mobilitazione. Ovviamente i russi non sono entusiasti dell'ipotesi, sempre se si vogliono utilizzare eufemismi. Basta pensare che praticamente si è azzerato anche il flusso di volontari provenienti dalle patrie galere.