Speciale guerra Russia - Ucraina
Aggiornamento 10 ottobre 2026
- IL MALE AMERICANO Si tratta di una "malattia" che è nota da tempo ma che con l'attuale occupante della Casa Bianca sta raggiungendo nuovi aggravamenti. Trump, nel disperato tentativo di ribaltare il prossimo confronto elettorale di "Mid-Term", ha deciso per un accordo con la Russia per importare nafta dalla Russia. Insomma, dalle sanzioni alla collaborazione e, cosa ancor più stupefacente, quasi in contemporanea.
Oramai è chiaro che fra meno di un mese subirà una dura sconfitta ma sta provocando autentici disastri, con un alternarsi di sanzioni contro la Corte Internazionale e fucilazioni in diretta, quasi una misera sceneggiatura per un film su un presidente oramai fuori controllo.
Bisogna vedere se la nafta arriverà veramente perché gli ucraini tengono sotto tiro il settore e non intendono assolutamente demordere. E su questa strada si è posta anche la visita del Comitato Nato nella capitale ucraina. L'Europa e i suoi alleati hanno risorse per costringere la Russia ad abbandonare le sue aspirazioni imperialistiche verso l'Europa.
- E' precipitato un quadrireattore da trasporto Il.76 russo. Morte le 15 persone a bordo.
- Colpito un centro petrolifero a Rostov, da cui si alzano alte le fiamme.
- LA NAFTA RUSSA CHE NON ESISTE. Mentre non si parla quasi per niente del fatto che da Hormuz transitano anche 16,5 milioni di tonnellate di barili al giorno (erano 20 prima dello scoppio del conflitto, lo scorso marzo), la propaganda russa si è messa a urlare di "enormi quantità di gasolio che arriveranno negli Stati Uniti". A chi è pratico del settore balza agli occhi che i quantitativi annunciati (guarda caso dati in tonnellate, per confondere le idee quando nel settore petrolifero si parla di barili), appare chiaramente che questo apporto, se si concretizzerà, equivale a circa 3,5 milioni di barili al mese. Gli Stati Uniti ne consumano circa 2,5 al giorno. Significa poco più di un giorno del fabbisogno statunitense!
Ma a sottolineare lo stato di "confusione" che regna nell'Amministrazione statunitense, in particolare del suo capo, vi è il fatto che attualmente la Russia ha bloccato le esportazioni per il semplice fatto che i colpi inflitti all'industria petrolifera russa sono stati tali da non consentire l'export. Putin, per accontentare Trump, potrebbe dirottare parte della produzione tagliando le forniture interne. Che riesca a far giungere materialmente le forniture negli Satati Uniti prima delle elezioni, è impossibile. Magari il prezzo avrà un calo sfruttando l'effetto annuncio, magari farà deviare qualche carico dalla sua destinazione originale (ripetiamo, i prodotti raffinati non stavano uscendo) ma il mercato non si farà certo ingannare.
Trump sta tendando mosse disperate perché si profila una sconfitta alle imminenti elezioni di novembre, cosa che lo porrebbe in grave imbarazzo, con il rischio anche di azioni legali a suo carico, tanto per essere chiari.
- Le forze ucraine hanno colpito un centro nella regione di Novogorod in cui si lavora sui missili balistici e sui lanciatori spaziali per i satelliti.