sabato 3 ottobre 2026

 

Speciale guerra Russo-Ucraina

 

Aggiornamenti 4 ottobre 2025

 

- Il cancelliere tedesco è giunto nella capitale ucraina. 

- Il Ponte Nord a Kyiv è stato colpito da un drone. Danni limitati.

- Il cancelliere tedesco ha assicurato au miliardo e 300 milioni di aiuti, in maggioranza militari, per rispondere agli attacchi russi. 

- Attacchi a varie località ucraine, inclusa missili su Odessa.

- Gli ucraini hanno rivendicato la distruzione di un Su.35 e di un Su.34 sull'aereoporto di Maykip, nel Caucaso. 

- CONTRO I DRONI A REAZIONE L'Ucraina ha messo a punto i nuovi missili terra-aria leggeri NIKA mentre sta realizzando il drone a reazione SPYS in collaborazione con la Germania, sempre contro i medesimi bersagli.

venerdì 2 ottobre 2026

 

Speciale guerra Russia - Ucraina

 

Cosa ha dato l'Italia all'Ucraina e cosa può dare 

 

Personaggi che non sono assolutamente esperti del settore, narrano che "abbiamo armato fino ai denti l'Ucraina ma non è servito". Idiozie. Ufficialmente l'Italia ha fornito lo 0,17 del PIL del trienio 2022-2025. Abbiamo più volte spiegato che in questo conto i vari equiaggiamenti sono stati conteggiati con il loro prezzo d'acquisto quanto, non di rado, il valore dei mezzi era quello dei metalli che contenevano dato che sarebbero stati rottamati, un giorno.

Possiamo dire che il valore effetivo è sotto lo 0,1%, un millesimo di tutto il PIL. E' servito tutto ma 1/1000 per la libertà di un paese non ci sembra un salasso, rispetto ad altre scelte (specialmente se legate a certi "gratuitamente" finiti in bocca a politici men che modesti). Abbiamo speso realmente per i missili antiaerei ASTER, i PzH 2000 e pcoo altro.

Cosa possiamo ancora offrire.

Intanto mezzi in fase di dismissione, come le CENTAURO 1 e i piccoli ruotati PUMA 4x4 e 6x6, tutti apprezzati e modificati per questo teatro operativo. Possiamo fornire canne di ricambio per l'artiglieria e qualche altro 105/14 mm se richiesto. Servono molti missili ASTER 30 NG ma a queste spese, oltre ovviamente alla Francia con cui lo riduciamo, intervengono anche altri fondi da altri paesi, vista la loro alta priorità. Servono munizioni ma anche componenti elettroniche, poco appariscenti ma spesso essenziali, acquistate  e pagate. Ci sono elicotteri dismessi da poco, come gli AB-205 e gli AB-212, in prospettiva anche gli AB-412, macchine robustissime e facili da gestire, dato che i vecchi elicotteri di concezione sovietica si stanno esaurendo. Ci sono poi vari M-339 che andrebbero bene per l'addestramento dei piloti, visto che sono in fase avanzata di sostituzione con l'accoppiata M-345/M-346. Gli M-339, con armamento adeguato, vanno bene anche per dare la caccia ai droni a reazione e ai missili da crociera. Stiamo ritirando anche i VM-90, forniti anche da altri paesi.

Ovviamente vi sono anche equipaggiamenti nuovi, pagati con fondi anche comuni, ad iniziare dai missili ASTER 30 NG, con relativi radar. Anche MBDA Italia è impegnata al massimo, dovendo far fronte ad impellenti richieste anche dal Medio Oriente.  Molto richiesti, da vari paesi, sono anche i cannoncini Rheinmetall da 35 mm, in versione rimorchiata e semovente.

- Un drone russo ha colpito il ponte Pivnichnuyi a Kyiv, provocando danni minimi. Gli ucraini sono pronti a lanciare ponti galleggianti sul grande fiume, qualora fosse necessario.

- 3 missili BANDEROL e due droni sono finiti nel territorio della Moldavia, senza creare danni, con preoccupazioni nell'area per il ripetersi di questi incidenti.

- Il Giapone sta valutando l'ipotesi di cedere missili Patriot realizzati in Giappone su licenza, all'Ucraina.

 

 

 

Ritiro statunitense completo dall'Iraq


L'ultimo militare statunitense ha lasciato la grande base di Erbil, ponendo fine a una presenza che in pratica in Iraq risaliva al conflitto del 2003. Gli USA erano tornati in forza dal 2014, dopo la pericolosa avanzata di Daesh in Iraq e in Siria.

Il contingente italiano rimane invece in zona anche se a forza ridotta. Una presenza diversa da quella statunitense e, anzi, richiesta da molti.



Fine del mandato di Unifil

 

A  fine anno scadrà il mandato UNIFIL in Libano, alcuni paesi vorrebbero rimanere (come nel caso di Francia e Italia) ma bisogna vedere in che quadro legislativo. Il governo libanese è favorevole ma non Israele. Con l'area di scontro che tira (i combattimenti in Libano non si sono mai arrestati), sarà difficile giungere ad un accordo.

 

 

 

Colpita una petroliera a Hormuz

Terza portaerei in arrivo

 

Una petroliera di grosse dimensioni, utilizzata per "forzare" il blocco iraniano ad Hormuz, è stata colpita ieri, probabilmente da un missile. Si è sviluppato un incendio, poi domato e la nave ha proseguito la rotta. Si è trattato di una delle varie unità che ogni giorno passano Hormuz, senza attivare i dispositivi per la loro individuazione, per ovvi motivi di sicurezza.

Ricordiamo come durante il conflitto con l'Iraq, gli iraniani utilizzassero petroliere per trasportare il petrolio da Kharg fino a grandi petroliere ancorate proprio nei pressi di Hormuz, proprio perché la rotta veniva attaccata da velivoli iracheni, in particolare inizialmente SUPER ENTENDAR (già francesi e con piloti e personale a terra francese!) e poi MIRAGE F-1 Q5, sempre con missili antinave AM-39 EXOCET. I traffici, con perdite, andarono avanti fino a quando missioni a lungo raggio, con rifornimento in volo (e anche qui in molti ipotizzarono l'aiuto di piloti francesi), non colpirono e distrussero le grandi petroliere all'ancora. Poco dopo si giunse a un cessate il fuoco.  Fra l'altro quelle petroliere risultano i bersagli navali distrutti più grandi durante una guerra, trattandosi di unità anche sopra le 500.000 tonnellate di stazza lorda.

-  Verso Hormuz è diretta la portaerei ROOSVELT che porterà a 3 le unità di questo tipo in Medio Oriente. Sembra che giugano anche 9.000 militari di rinforzo. 

giovedì 1 ottobre 2026

 

Speciale guerra Russia - Ucraina 

 

 Aggiornamenti 2 ottobre 2026

 

- L'Ucraina Fire Point ha sperimentato il nuovo missile balistico FP-7. La nuova arma ha un raggio operativo di oltre 250 Km, un carico bellico di oltre 200 Kg e un errore probabile medio al massimo di 14 metri. Da questo missile potrebbe derivare la versione "X", adatta al contrasto dei missili balistici russi. L'arma ha terminato la sua traiettoria in una zona dell'Ucraina occupata. Non si conosce l'effetto reale.

- Un drone a reazione Geran 4 ha colpito un ponte sul Dnipro nella capitale ucraina. La struttura, su cui passa anche la metropolitana, ha subito danni minimi.

- E' precipitato un elicottero russo nelle retrovie, forte un Mi.17. Tre le vittime.

- E' precipitato, per cause non note, un MiG.29 ucraino. Il pilota è morto. 

- Sembra che i russi abbiano messo a punto un drone in grado di colpire i piloni dell'alta tensione ma il centro, registrato da un video, potrebbe essere stato casuale. Ci sono voci che indicano come gli ucraini stiano mettendo a punto un'arma con lo stesso scopo, non complessa da realizzare. 

- Per la prima volta un MIRAGE-5F ucraino ha abbattuto a colpi di cannone un drone d'attacco russo S-8000 BANDEROL. I missili aria-aria risultano costosi per certi bersagli e scarseggiano, per cui si è utilizzato l'armamento di lancio anche se era una intercettazione notturna. Sembra che la traccia visibile notturna di queste armi russe sia piuttosto intensa e ne consenta l'ingaggio. Certo bisogna essere prudenti perché se l'arma esplode lancia all'intorno pericolosi pezzi che rischiano di centrare l'attaccante.

- Sembra che il Mi.17 abbattuto sia stato colpito da un Su.35 in un tipico incidente di fuoco amico. Nell'area volavano droni ucraini e il pilota non ha identificato correttamente il mezzo, decisamente diverso, anche come traccia radar, da un drone. 

- Sono stati centrati da droni ucraini un impianto petrolifero a Samarra e una importante fabbrica chimica nella regione di Mosca.

- Colpito nuovamente un ponte nella capitale ucraina. I danni sono minimi ma il traffico è stato interrotto per verifiche strutturali.

mercoledì 30 settembre 2026

 

Hormuz funziona !

 

A fine settembre le esportazioni saudite via Hormuz sono riprese all'80% circa, con petroliere saudite che travasano il petrolio fuori da Hormuz, vale a dire 6 milioni di barili al giorno, senza alcun permesso iraniano. La scorta è assciurata da mezzi statunitensi. Transita anche il petrolio iracheno, su concessione iraniana. E' stato riaperto anche l'oleodotto saudita Est-Ovest, che sbocca sul Mar Rosso. La situazione complessiva è migliorata decisamente anche se il problema non è risolto.

Transitano anche le petroliere degli Emirati e di altri paesi mentre restano i problemi per il metano dal Qatar, almeno per ora.

Le scorte di metano italiano sono sopra l'80% dei depositi (sotterranei) e dovrebbero giungere al 90% entro la stagione fredda, mettendoci al riparo da grossi problemi. 

 

La situazione a Bab-el-Mandeb

 

Per ora non ci sono problemi a Bab-el-Mandeb ma le cose potrebbero cambiare. I velivoli sauditi stanno conducendo intensi attacchi e si pensa ad una controffensiva delle forze yemenite governative. L'Europa è sempre lenta nel reagire e l'Italia sta facendo pressioni per un presidio più forte.  

 

Pericolo su un volo EAU/Israle


Su un volo dagli Emirati fino a Israele, vi è stata una colluttazione in cabina di polotaggio. Il velivolo, con oltre 180 persone a bordo, ha perso di colpo circa 4.000 metri, andando poi ad atterrare, in emergenza, su un aeroporto saudita. Stato di allarme in Israele e forte tensione nella regione.