4a GUERRA DEL GOLFO
IL PROBLEMA ENERGETICO:
CALMA E RISCHIERAMENTI
Inntanto precisiamo che questa è la IV Guerra del Golfo.
- La prima fu dal 1980 al 1988, con lo scontro fra Iraq e Iran ma pesanti ripercussioni anche nel Golfo (e l'Italia inviò navi) per proteggere i traffici attaccati dall'Iran.
- La seconda fu quella connessa con l'invasione irachena del Kuwait, DERT SHIELD e DESERT STORM, fra il 1990 e il 1991 (l'Italia inviò aerei e bavi).
- La terza fu quella che portò all'Operazione IRAQI FREEDOM (2003 e seguenti).
Ovviamente un grande conflitto nel Golfo ha ripercussioni sui vari approvvigionamenti energetici. I pasdaran hanno dichiarato di aver bloccato Hormuz ma ovviamente la mossa era prevista, sono già state prese delle contromisure, come la distruzione di gran parte delle unità navili iraniane, in particolare le maggiori ma anche unità minori, missili da difesa costiera e droni di superficie.
Chi si approvvigiona per l'energia dal Golfo ed è alleato (il caso cinese è a parte e bisognerà vedere cosa deciderà l'India) dovranno organizzare forze che garantiscano i traffici nella zona e anche nel Mar Rosso. Sicuramente i padaran utilizzeranno droni aerei e navali (quelli che riusciranno a salvare) e proveranno anche altri mezzi. I paesi europei, il Giappone e altri paesi (come l'Australia) hanno mezzi per assicurare la libertà dei traffici nell'area (azioni strettamente difensive) ma serve organizzazine e, ovviamente, coordinamento con le forze statunitensi (servono anche velivoli).
Hormuz nel punto più stretto misura circa 33.000 metri e sul lato meridionale (quello che è in Oman) le acque sono profonde, difficili da minare.
Un fattore da ricordare è che gli Emirati hanno un oleodotto che dalla parte che si affaccia sul Golfo raggiunge il Golfo di Oman, bypassando Hormuz quindi. Un altro oleodotto conduce il petrolio saudita direttamente in Mar Rosso, quindi fuori dalla portata dei pasdaaran. Il punto d'imbarco nel Golfo di Oman è con boe e non in porto, quindi più vulnerabile rispetto a un porto.
Probabilmente una missione di questo tipo avrà tempi medi- lunghi ma le risorse aero-navali ci sono. Probabilmente sarà la prima grande missione giapponese (la cui Marina era già impegnata contro i pirati)
un fattore importante .
Durante la fase più dinamica e contrastata, probabilmente ci saranno attacchi. Le cisterne cariche di greggio sono bersagli non facili (alcune di quelle iraniane impegnate negli Anni '80 furono centrate per ben tre volte dagli AM-39 EXOCCET iracheni, proseguendo il servizio). I prodotti raffinati sono più pericolosi e possono esplodere. Ma ancora più critici sono i carichi di gas liquidi , richiedendo misure protettive molto alte.
Probabilmente le unità navali occidentali scorteranno certi traffici ma sicuramente altri si "accoderanno" per sfruttare la protezione in quel tratto di mare.
Molto dipenderà da che situazione in Iran ricordando che in gravi problemi è anche la Cina, che da qui importa molto petrolio e che quindi deve fare qualcosa.
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