domenica 28 giugno 2020

SCONTRI FRA REPARTI GOVERNATIVI IN SIRIA


Si registrano da qualche tempo scontro all'interno dei reparti siriani governativi. Il 28 giugno si sono sparati fra di loro elementi dei servizi di sicurezza e appartenenti al 5° Corpo d'Armata, nella regione di Daraa. Il bilancio per ora è di cinque morti e diversi feriti. I contrasti sono sostanzialmente di motivo economico, per esempio per il controllo delle scarse risorse di carburanti per i civili.
Più frequenti i combattimenti fra diversi gruppi ribelli, ripetutesi anche in questi giorni. Anche in questo caso ci si affronta sostanzialmente per spartirsi risorse in un paese ridotto in condizioni molto difficili.
Speciale Guerra in Libia
 
RINFORZI NAZIONALISTI VERSO SIRTE
 
 
Sono stati avvistati rinforzi nazionalisti, con armi pesanti, in marcia verso Sirte, attualmente fronte principale della guerra in Libia anche se da giorni i combattimenti si sono praticamwnte arrestati.
Intanto 4 fregate turche e una nave rifornimento hanno svolto manovre nel Mediterraneo centrale.

CONFRONTO NAVALE NEL GOFO


Alla fine di giugno unità saudite e iraniane si sono confrontate nel Golfo dove una serie di piccole isole rende il problema delle acque territoriali piuttosto complesso e delicato e fonte di problemi. La Guardia costiera saudita ha sparato anche alcuni colpi di avvertimento per allontanare battelli iraniani che erano entrati nel limite delle acque territoriali (12 miglia).

giovedì 25 giugno 2020

SABATO E DOMENICA PROSSIMI
 
27 e 28 giugno
 
VENETO IN GRIGIOVERDE
 
A SANTA LUCIA DI PIAVE
 
 
Primo appuntamento fieristico dopo l'epidemia 
 
Una opportunità da non perdere
 
 



Speciale Guerra in Libia 

DRONI TURCHI ATTACCANO AL JAFRA

Droni turchi hanno attaccato il 25 giugno la base aerea di Al-Jafra, a sud di Sirte, dove sono stati avvistati in precedenza vari velivoli da combattimento nuovi.
Probabilmnete l'azione rischia di troncare la tregua che vigeva in pratica da alcunbi giorni, provocando una reazione da parte delle forze nazionaliste. 
Intanto, dopo la visita di Di maio a Tripoli, ovviamente senza alcun risultato pratico, lo stesso giorno è stato avvistato un Falcon 900 italianbo diretto a Tripoli. In questa situazione si avverte tutta la carenza di un autorevole ministro degli esteri in modo che l'Italia abbia un peso nella soluzione della lunbga e delicata crisi libica, ricordando che noi siamo gli unici ad ammettere di avere militari in Tripolitania, incluso un team di sminatori giunto da poco.

mercoledì 24 giugno 2020

L'ISOLA DI SOCOTRA
SOTTO IL CONTROLLO DELLE FORZE SEPARATISTE
Grazie ad un accordo favorito dalla mediazione saudita, la grande isola jemenita di Socotra, che si trova a largo della punta estrema nord-orientale della Somalia, è passata da un paio di giorni sotto il controllo delle forze favorevoli al ritorno della separazione fra i due Yemen. Socotra ha una considerevole importanza strategica.
Nello stesso tempo vi è stato un accordo per un cessate il fuoco, già in atto da tempo, fra i governativi e i fautori di un ritorno alla separazione fra i due Yemen. I contrasti fra le due componenti ha consentito alle forze houthi di riprendere fiato in un momento molto delicato per via anche della pandemia. La situazione per loro e per i loro alleati iraniani rimane critica anche perché i sauditi vogliono eliminare una minaccia non indifferente proprio per i legami strettissimi con l'Iran che ha problemi per l'invio di rinforzi ed equipaggiamenti.

martedì 23 giugno 2020

AFGHANISTAN: OTTICHE NOTTURNE PER I TALEBANI


Un filmato di un atatcco notturno mostra come i talebani dispongono di ottiche notturne nel nord del paese. Nel filmato si vede che vengono ingagiati militari afgani che dormivano sul tetto di un edificio, risultando ovviamente esposti.
Probabilmente i sistemi disponibili sono pochi ma si tratta di un incremento delle capacità operative, in quanto a lungo i miliziani sono rimasti privi di questi equipaggiamenti.
Speciale Guerra in Libia 
CALMA IN LIBIA,
RICOGNIZIONI ITALIANE
I fronti della Guerra in Libia sono calmi dopo la grande avanzata in Tripolitania delle forze del GNA appoggiate dai turchi e da almeno 11.000 miliziani siriani. Il GNA sperava di riconquistare Sirte ma è stato bloccato anche da problemi logistici e dalla presenza dei nuovi velivoli giunti alle forze nazionaliste, sicuramente con personale straniero ai comandi. 
Intanto proseguono le ricognizioni italiane, così come quele di altri paesi. A largo hanno "le antenne ben dritte" le unità navali e, con tutta probabilità, anche mezzi subacquei, molto discreti. In aria operano P-82 (alias ATR-72 MP) dell'Aeronautica ma anche SUPER KING AIR 350 ER che effettuano missioni decollando e rientrando a Pantelleria (normalmente è ricoverato nel grande hangar protetto dell'isola) per missioni ISR.

sabato 20 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia 
LA LINEA DI DIFESA NAZIONALISTA


Le forze nazionaliste libiche si sono attestate sulla linea Sirte-Al Jafra e sembrano in grado di sostenere gli attacchi avversari, potendo contare anche su un rinnovato potenziale aereo. Le linee logistiche si sono notevolmente accorciate mentre, ovviamente, quelle del GNA e dei suoi alleati ora sono molto più lunghe.
Fra le altre cose si sta valutando l'inferiorità dei semoventi antiaerei russi PANTSIR S1, rispetto ai droni di attacco turchi. Dovrebbero essere stati distrutti 8 sistemi mentre uno è stato catturato ma è inutilizzabile anche perché, mentre lo si trasportava a Tripoli, qualcuno l'ha fatto incastrare sotto un viadotto. Il PANTSIR S1 non aveva brillato in Siria ma qui doveva afrontare i sofisticati sistemi israeliani.
In queste settimane vi sono stati dei repentini passaggi di campo da quello nazionalista al GNA, fenomeno non certo nuovo. Anche alcune tribù tuareg sono passate con le milizie appoggiate dalla Turchia. 
Il presisdente egiziano Al Sisi, durante una visita a Sidi al Barrani, ha detto che i reparti si devono tener pronti per qualsiasi tipo di missioni, un chiaro messaggio nei riguardi della Turchia di Erdogan e al suo pesante coinvolgimento nelle vicende libiche.

venerdì 19 giugno 2020

IL GENIO INDIANO COMPLETA UN PONTE 


I reparti del genio indiani hanno completato un ponte di 60 metri sul fiume Galwan, nei pressi del confine con la Cina. Il ponte fa parte di una strada di altissima montagna che da Darbul raggiunge, dopo 225 km, la frontiera e serve per alimentare le posizioni indiane. La costruzione di quest'opera non è gradita da Pechino che ha provato ad ostacolarla.
Bisogna segnalare l'incremnto di tensione su tutto il lungo confine, incluso quello in Assan, lontanissimo nella parte orientale della linea fra i due paesi.

mercoledì 17 giugno 2020

ALTA TENSIONE FRA INDIA E CINA 


E' sempre molto alta la tensione fra Cina e India, nel quadro di antiche dispute di confine. Sembra che fra le vittime cinesi vi siano stati anche alcuni ufficiali. Entrambi i paesi hanno inviato rinforzi in una zona molto remota e difficile da raggiungere.

Speciale Guerra in Libia

PRIMO TEAM ITALIANO DI SMINATORI IN LIBIA  


Mentre l'attività bellica sembra molto diminuita, è giunto a Tripoli il primo team di sminatori italiano, a cui non mancherà il lavoro, non solo per le mine ma anche per i tanti ordigni inesplosi rimasti a Tripoli. Siccome vi sono molti ordigni anche in Cirenaica, bisognerebbe, per equità, inviare un team simile anche in quella regione.
Intanto la Lega Araba ha condannato duramente il ruolo della Turchia in Libia mentre anche la Francia sta prendendo provvedimenti. 
Da segnalare anche violenti combattimenti fra milizie siriane e appartenenti al GNA, con morti e feriti, un ulteriore problema. 
Intanto a Tripoli è giunta una frossa delegazione turca, all'interno della quale troviamo il ministro degli esteri e il capo dei servizi segreti.

ALTRI ATTACCHI HOUTHI
I sistemi difensivi sauditi hanno intercettato un altro missile balistico e alcuni droni lanciati dalle milizie houthi contro bersagli al confine fra i due paesi. I sauditi hanno risposto anche con alcuni attacchi aerei mirati verso obiettivi militari.

martedì 16 giugno 2020

NUOVI SCONTRI FRA INDIA E CINA


Ci sono stati nuovi scontri fra truppe indiane e truppe cinesi, lungo il confine. Fonti indiane parlano di 20 militari indiani uccisi (fra cui anche un colonnello) e 43 fra caduti e feriti cinesi. E' chiaro che la tensione fra i due paesi è molto alta così come altissima è la quota a cui avvengono i combattimenti.
IL REGIME NORD COREANO 
DISTRUGGE L'UFFICIO DI COOPERAZIONE
Qualcuno, forse lo stesso leader, si dev'essere alzato male in Corea del Nord.
Oggi è stato chiuso l'ufficio di collaborazione con la Corea del Sud. Non una chiusura tradizionale ma con il ricorso all'esplosivo, con cariche che esplodendo hanno richiamato l'attenzione oltre il vicino confine. Ogni commento ci sembra superfluo mentre  la Repubblica di Corea ha messo in allerta le proprie truppe, temendo altri gesti clamorosi.

lunedì 15 giugno 2020

ATTACCHI AEREI TURCHI NELL'IRAQ DEL NORD
Missili turchi lanciati da velivoli hanno colpito alcune presunte basi del PKK nell'Iraq del nord. Ankara ha fatto sapere che due elementi ostili sono stati uccisi ma mancano altre informazioni mentre Baghdad non gradisce queste operazioni che proseguono da tempo. Le zone colpite sono al di fuori dei territori effettivamente controllati dai kurdi di Erbil, vale a dire facenti capo a Barzani.

domenica 14 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia

PRESENZA TURCA A LARGO DELLA LIBIA
Marina e Aeronautica turche sono presenti in modo significativo a largo della costa libica. La Marina in particolare scorta i mercantili con carichi militari a bordo, impedendo che vengano controllate dalle navi della missione internazionale che dovrebbe assicurare il rispetto dell'embargo, come è già successo, cosa che rende inutile l'operazione. 
L'Aeronautica ha spinto propri velivoli da combattimento e ricognizione a largo della Libia, ricorrendo al rifornimento in volo, allo scopo di lanciare un preciso messaggio. Ovviamente si tratta di missioni non semplici e non sostenibili a lungo, viste le distanze in gioco.
Questa attività sta provocando una accresciuta vigilanza da parte di Grecia ed Egitto, in aria ma anche sul mare, condotta anche da battelli subacquei.

INTERCETTATI ATTACCHI HOUTHI
I sistemi di difesa sauditi  hanno distrutto un missile balistico diretto verso la cittadina di frontiera di Najran. Da mesi gli houthi non dispongono più di missili a medio raggio ma fanno lanci saltuari di missili iraniani contro bersagli più vicini al fronte.
Nelle stesse ore sono stati distrutti due UAV con esplosivo a bordo che erano penetrati nello spazio aereo saudita. I sauditi hanno risposto colpendo con i velivoli alcuni obiettivi nei territori sotto controllo houthi, dove la situazione complessiva è sempre più grave.

sabato 13 giugno 2020

TENSIONE IN LIBANO 


La grave crisi economica che si trascina da diversi mesi, sta creando reazioni nel paese, con tensioni crecenti. Vi sono state tensioni e dimostrazioni con l'uso anche della forza. La cosa stupisce perché non avvenne nulla di questo neppure nei periodi più duri della guerra civile negli Anni '70/'80.

giovedì 11 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia
FRONTE STABILIZZATO IN LIBIA

Il fronte in Libia sembra essersi stabilizzato. In particolare è stato respinto l'attacco a Sirte mentre i velivoli nazionalisti hanno colpito i convogli che vi si avvicinavano. Anche l'avanzata verso il Fezzan è ferma anche perché le vie di comunicazione si sono molto allungate per il GNA e i suoi alleati, proprio come avveniva durante la II Guerra Mondiale. 
Se l'aeronautica nazionalista proseguirà a colpire in questo modo, sarà difficile sostenere ulteriori offensive. Alcuni gruppi e tribù che si erano schierati con i nazionalisti, ora sono passati con il GNA, per esempio parte dei tuareg.

mercoledì 10 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia

SACCHEGGIATO IL COMPLESSO ENI DI MELITA

Il complesso di pompaggio del metano dell'ENI di Melita, sulla costa libica a occidente  di Tripoli è stato occupato e saccheggiato da un gruppo di miliziani. Il pompaggio del gas è stato bloccato, cosa che lascia prevedere quello che potrebbe accadere in futuro. Probabilmente dietro l'azione vi è la Turchia che vuole sostituirsi all'Italia in parte dell'attività energetiche in Libia.
Ovviamente il governo italiano non è in grado di scoraggiare simili iniziative quando avrebbe validi argomenti per farsi intendere. Forse è la vendetta di Erdogan per la fornitura di due fregate all'Egitto, elemento che preoccupa la Turchia che sta portando avanti un'aggressiva politica navale, da sfruttare anche per il suo espansionismo in Mediterraneo.
Intanto sale la tensione in mare, con il confronto di unità greche e turche, in particolare intorno all'ennesimo mercantile turco diretto in Libia, che una fregata greca voleva controllare nell'ambito del blocco delle forniture militari decretato dall'ONU.

domenica 7 giugno 2020

L'EGITTO SCHIERA RINFORZI 
ALLA FRONTIERA CON LA LIBIA 

Dopo che il GNA ha respinto le proposte di pace del presidente Al-Sisi, l'Egitto ha iniziato a schierare rinforzi alla frontiera con la Libia che includono anche carri M-1 ABRAMS  ed elicotteri AH-64 APACHE. Il messaggio è chiaro e se la Turchia di Erdogan vuole uno scontro troverà adeguate risposte. Ricordiamo che Erdogan ha inviato in Libia anche carri M-60.
Intanto sono iniziate le incursioni dei LiG.29 giunti in Libia che hanno inziato a bersagliere le ora più lunghe vie logistiche delle forze del GNA e dei suoi alleati.
Si combatte a Sirte una battaglia importante per il controllo anche delle vie di comunicazione verso il Fezzan occidentale.

Speciale Guerra in Libia
AL SISI PROPONE UNA TREGUA PER LA LIBIA 


Il presidente egiziano Al-Sisi il 7 giugno ha proposto una tregua per la Libia, sconvolta da quasi un decennio di conflitti. Siamo dubbiosi sull'accettazione da parte del GNA e della Turchia, ora che hanno respinto le forze nazionaliste da Tripoli e dal suo circondario e si sentono vittoriosi anche se i nazionalisti mantengono il controllo di gran parte del paese.
L'alternativa sono altri conflitti e il coinvolgimento più energico di altri paesi  in favore delle forze guidate dal generale Haftar, con non pochi rischi per la Turchia che ha già visto ridurre drasticamente il suo ruolo in Siria. Sembra che il GNA non voglia accettare una tregua almeno prima di essere riotrnato in possesso di Sirte, persa lo scorso anno.
Da segnalare un servizio RAI sulla Libia che dava le forze turco-libiche in avanzata dentro la Cirenaica, facendo riferimento a Sirte e a Cufra. Peccato che Sirte sia in Tripolitania e Cufra nel Fezzan, lontanissima da dove si trovano le forze di Sarraj e quelle dei suoi alleati.

sabato 6 giugno 2020

13.500 ORE PER I MANGUSTA IN AFGHANISTAN 
Gli elicotteri AW-129 MANGUSTA hanno raggiunto il traguardo delle 13.500 ore di volo in Afghanistan da quando furono schierati, nell'ambito della Task Force FENICE, nel paese asiatico. Il loro apporto è stato fondamentale in molte situazioni, in un ambiente molto difficile (si pensi solo alle distanze, alle alte quote, alle temperature e alla polvere), contro un avversario molto insidioso e spesso mimetizzato fra la popolazione.
L'elicottero italiano, nato per fermare colonne corazzate nel corridoio veneto-friulano, si è ritrovato in tutt'altro contesto ma si è comportato molto bene, grazie anche alla preparazione professionale del personale del 5° e del 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito (AVES) a cui appartengono.
Il personale ha accumulato una enorme esperienza che ora si riverserà anche nello sviluppo del nuovissimo AW-249 in fase di realizzazione. E già vi sono acquirenti per quando l'Esercito passerà alla nuova macchina dismettendo i MANGUSTA, presenti in tante missioni, dalla Somalia al Kosovo. Il MANGUSTA è stato riprodotto anche in Turchia (T-129) mentre l'ordine di queste macchine da parte del Pakistan per ora è fermo per la mancanza di licenza d'esportazione delle turbine statunitensi.

UCCISO DAI FRANCESI 
IL CAPO DI AL-QAEDA PER IL MAGHREB

Il ministro della Difesa francese ha annunciato il 6 maggio che il 3 di questo mese (ma la notizia è stata data dopo, è stato eliminato in un'operazione delle forze speciali di Parigi, il capo di Al Qaeda per il Sahel, Abdelmalek Droukdel, nell'ambito di una operazione che si è svolta in Mali, nella parte settentrionale del paese. Si tratta di una operazione importante perché l'uomo era ricercato da circa 15 anni e si era rivelato un avversario pericoloso. Solo un suo attentato contro un ufficio dell'ONU ad Algeri, aveva causato 62 vittime.
Si spera che il contrasto contro i terroristi integralisti che operano a cavallo di ben cinque stati (tutti molto poveri) dia presto ulteriori risultati. Intanto attendiamo notizie anche circa  il contingente italiano in Niger, che è sul posto da quasi due anni, di cui si sono perse le tracce, visto il silenzio delle fonti ufficiali.

venerdì 5 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia

PROSEGUE L'AVANZATA IN TRIPOLITANIA

Il 6 giugno è proseguita l'avanzata delle forze del GNA, siriane e turche a sud di Tripoli, riconquistando il centro di Tharuna, sotto attacco dall'inizio di questa grande offensiva e sono rientrate a Al-Araba, riconquistata dai nazionalisti pochi giorni prima.
I nazionalisti sembrano ripiegare verso l'interno e si apprestano a difendere il nodo di Bani Walid, che ha una notevole importanza. 
La battaglia per Tripoli si è conclusa ma ora bisogna vedere che cosa accadrà dato che le linee logistiche del GNA si allungano e si accorciano quelle nazionaliste.
Intanto cresce il numero dei miliziani siriani assoldati da Ankara che combattono in Libia. Il 5 giugno è entrata a Bengasi una nave carica di armi dalla Russia, per cui la partita è ancora tutta da giocare.

giovedì 4 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia

LE FORZE DEL GNA RICONQUISTANO TUTTA 
TRIPOLI E AVANZANO VERSO SUD

Importante e significativa avanzata delel forze del GNA e dei loro alleati turchi e siriani che hanno ripreso il 5 giugno il controllo di tutta la città di Tripoli e si sono spinte a 25 chilometri a sud dell'aeroporto internazionale di Tripoli, puntando su Tharuna. Siamo ad un punto importante della lunga guerra, una svolta resa possibile dall'arrivo delle milizie siriane e d'ingenti quantitativi di armi turche.
Il fronte di Tripoli non era più sostenibile ma probabilmente le forze nazionaliste si stanno riorganizzando per continuare a dare battaglia in condizioni logistiche meno difficili, magari dopo aver ricevuto rinforzi.

mercoledì 3 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia 

I NAZIONALISTI SI RITIRANO DA ALCUNE 
PERIFERIE DI TRIPOLI 


Le forze nazionaliste del generale Haftar si stanno ritirando da alcune periferie di Tripoli, continuando però ad opporre resistenza. Hanno problemi nel contenere l'offensiva non solo del GNA ma anche delle milizie siriane portate nel paese da Erdogan e dai mezzi che il regime di Ankara ha inviato nel paese. Stanno attendendo l'arrivo di ulteriori rinforzi dalla Cirenaica per riequilibrare l'impatto di almeno 11.000 miliziani siriani sull'andamento delle operazioni.
In particolare è atteso l'impiego dei velivoli di costruzione russa che sono giunti nel paese e che potrebbero ribaltare la situazione sul campo.

Speciale Guerra in Libia
IL GNA HA PRESO IL CONTROLLO DELL'AEROPORTO
Le forze del GNA, con il fondamentale apporto delle milizie siriane e della componente turca, hanno preso il controllo delle rovine dell'aeroporto internazionale di Tripoli anche se le forze nazionaliste sono nelle sue immediate vicinanze. Si combatte per il sobborgo di Bin-Qashir, nelle sue immediate vicinanze ma crescono le notizie circa l'arrivo di rinforzi nazionalisti per lanciare una controffensiva. In particolare i velivoli nazionalisti hanno lanciato già diversi attacchi, causando varie perdite.

martedì 2 giugno 2020

L'IRAN INVIA BENZINA IN VENEZUELA
Il Venezuela ha problemi di raffinazione del petrolio, di cui pure possiede enormi giacimenti. Il regime iraniano ha appena inviato una quarta petroliera con prodotti raffinati, per far fronte alle sue gravi carenze. Le unità nell'ultimo tratto del percorso sono scortate da unità navali venezuelane.
Le proteste nel paese sono state sospese per il Covid-19 ma la situazione sociale non è assolutamente migliorata e presto vi potrebbero essere ulteriori sviluppi politici dato che la gente è alla disperazione. In un'area di Caracas, per esempio, i rubinetti sono all'asciutto da 62 giorni, per guasti alle pompe che non si riesce a riparare.

SESTA NOTTE DI VIOLENZA NEGLI STATI UNITI

Proseguono le violenze in diverse località degli Stati Uniti. Il motivo scatenante è stata la morte durante l'arresto di un afro-americano ma è palese che vi è un diffuso malessere dovuto anche alle conseguenze del Covid-19, su cui s'innetano poi bande di saccheggiatori di ogni tipo. Il paese non è certo nuovo a periodo di questo tipo ma non si capisce come mai qualcuno difenda i saccheggiatori e addirittura parli di "provocatori bianchi sovranisti" provate a guardare chi partecipa alle violenze più gravi. Non si comprende perché gruppi vari proteggano chi assalta le proprietà private e si dia al saccheggio. Ci sono stati già alcuni morti, molti feriti e migliaia di fermati. In diverse città è stato proclamato il coprifuoco notturno.
Il presidente Trump sembra deciso a stroncare questa ondata di violenze che mette in difficoltà i democratici, già in acque agitate.
Di sicuro il Covid-19 sta portando anche a gravi conseguenze sociali.

lunedì 1 giugno 2020

Speciale Guerra in Libia

PARTITO IL CONTRATTACCO DELLE FORZE 
NAZIONALISTE IN TRIPOLITANIA 


La mattina del 1° giugno è partito il contrattacco delle forze nazionaliste a sud di Tripoli, dopo che hanno ricevuto rinforzi. Hanno ripreso la cittadina di Mizda e sono proseguite rapidamente verso nord, riprendendo Al-Asaba (100 km a sud della capitale) e riportandosi a ridosso di Gharyan, ormai prossime a ricollegarsi con le forze che erano rimaste isolate a sud-ovest di Tripoli. E' stata avvistata una colonna con una cinquantina di veicoli con almeno due semoventi antiaerei PANTSIR-S, supportata da droni. Incerta appare anche la situazione nell'aeroporto internazionale, di Tripoli, almeno in parte ancora sotto controllo dei reparti nazionalisti che ancora tengono la periferia meridionale della città. 
Intanto si ha notizia dell'arrivo in Libia di carri turchi M-60 A1 per rinforzare le forze alleate che si battono in Tripolitania, con a bordo equipaggi turchi. Il conflitto nel paese rischia di aggravarsi ulteriormente.

ATTACCO JUHADISTA IN BURKINA FASO


Almeno 50 persone sono state uccise da un attacco di integralisti nella zona di Barkalosho, nel Burkina Faso settentrionale, contro un mercato. Le violenze più recenti hanno già costretto alla fuga centinaia di migliaia di persone in un paese che è fra i più poveri al mondo.