giovedì 29 aprile 2021

 INIZIA IL RITIRO DALL'AFGHANISTAN


E' iniziato il ritiro dall'Afghanistan degli ultimi contingenti internazionali, la cui conclusione è prevista per il prossimo settembre. I militari statunitensi hanno fatto affluire rinforzi proprio per assicurare la protezione in questa fase delicata.

Intanto vi è da segnalare che gli attacchi talebani nell'ultimo trimestre sono aumentati del 31% rispetto allo scorso anno. Particolaremnte insidiosi si sono rivelati gli attacchi sferrati da elementi talebani infiltrati all'interno delle forze di sicurezza, accresciuti dell'82%, con 115 vittime e 32 feriti in questo tipo di attacchi nei primi tre mesi del 2021. Le forze di sicurezza afghane si battono in genere con coraggio ma hanno bisogno ancora di appoggio a livello materiale e addestrativo. Il settore aereo, in particolare,  è ancora troppo debole e non potranno effettuare le operazioni condotte attualmente dai velivoli, della coalizione, incluso i teleguidati. La decisione del presidente statunitense di legare il ritiro a una data iconica (l'11 settembre) ci sembra un grave errore. Gli accordi di pace si rispettano in due. Se i talebani incrementano gli accordi, il ritiro dev'essere bloccato, considerando che i contingenti stranieri sono ridotti a valori molto bassi. Si parla di 2.500 militari statunitensi e 800 italiani, per esempio, quasi mai coinvolti in azione dirette sul campo. 

UNITA' RUSSE RIENTRANO DALLA CRIMEA

 

Il Quartier Generale delle aviotruppe russe ha annunciato ufficialmente il ritiro dalla Crimea e dalle zone limitrofe della 7a e della 76a Divisione di Assalto Aereo, nonché della 98a Divisione Aviotrasportato, al termine di una esercitazione. L'arrivo di queste unità e di altre nei pressi del confine dell'Ucraina, aveva fatto inalzare notevolmente la tensione, inducendo Kiev a schierare rinforzi sul terreno. Anche in Mar Nero erano giunte altre unità russe e si sono svolte manovre anfibie. 

mercoledì 28 aprile 2021

IMBOSCATA NEL MYAMAR ORIENTALE

E ATTACCHI A DUE BASI AEREE

 

Una colonna dell'Esercito del Myamar ha subito una imboscata da parte dell'esercito Popolare Chin, che opera a ridosso della frontiera con India e Bangladesh. I militari governativi hanno avuto 15 vittime  e alcune decine di feriti. I guerriglieri il giorno 25 avevano conquistato una posizione ai piedi del monte Alaw Bum.

Tutte le minoranze e l'opposizione attiva in Myamar si sono riunite in un governo provvisorio, per ora situato molto probabilmente in India. Intanto proseguono le fortissime proteste di piazza in tutto il paese, contro la giunta golpista, nonostante la durissima repressione. 

Giunge anche la notizia che sono state attaccate due basi aeree, una con una incursione di guastatori e l'altra con razzi. L'Aeronautica è intervenuta su vari fronti in cui la giunta è impegnata, con azioni anche contro centri abitati.  E' evidente che sale il rischio di uno scontro generalizzato. 

Intanto il numero delle vittime accertate della repressione nelle manifestazioni di piazza ha superato le 750 unità. 

LA TOTAL FERMA I LAVORI IN MOZAMBICO

 

Dopo l'attacco alla città costiera di Palma in Mozambico, iniziato alla fine di marzo, la società petrolifera Total ha dichiarato il fermo delle attività. Un brutto colpo per la società che pensava d'investire qualcosa come 20 miliardi di Euro in questo progetto e per il paese africano, la cui economia poteva avere un forte incremento. Ora si sta pensando come intervenire per contrastare l'offensiva integralista. Stati Uniti e Portogallo hanno annunciato aiuti in equipaggiamenti e addestramento e forse qualcosa farà anche Parigi che però ha già vari impegni militari, specialmente nell'Africa settentrionale. Il Sudafrica parla di un impegno a livello regionale ma non tanti sono disponibili per impegni militari, ricordando che il Mozambico ha forze di sicurezza decisamente ridotte rispetto alle necessità.

LA SITUAZIONE IN IRAQ

 

L'Iraq continua ad essere un paese con varie conflittualità. I gruppi radicali sciiti organizzano attentati contro la presenza statunitense nel paese. La Turchia anche il 28 aprile ha fatto azioni contro i gruppi kurdi, in particolare l'YPG e occupa una fascia del territorio iracheno. Daesh dà segni di una qualche ripresa, e nelle ultime 24 ore ha fatto alcuni attentati nei territori a nord di Baghdad, in zona sunnita.

La situazione economica dà qualche segno di ripresa ma siamo ancora in una fase critica e molto complessa anche perché vi è sempre il problema dell'autonomia kurda e della presenza iraniana nel paese. 

martedì 27 aprile 2021

 

I TORNADO DELL'AMI SOSTITUITI DAI TYPHOON 

IN KUWAIT

 

Presso la base area di Ahmed Al Jaber, in Kuwait, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kuwait Carlo Baldocci si è svolta il 27 aprile la cerimonia che ha sancito il passaggio di responsabilità tra le due unità Operative italiane che svolgono nell’ambito dell’Operazione INHERENT RESOLVE   compiti di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione Aerotattica, il Task Group TORNADO DEVIL  tra i primi assetti ad essere schierati, nel 2014, ed il Task Group Eurofighter INERENT RESOLVE. 

A presiedere l’evento il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, accompagnato dal Comandante dell’Italian National Contingent Command Air (IT NCC AIR) e Task Force Air Kuwait (TFA-K), Colonnello Luca Vitaliti

La cerimonia è stata preceduta dal passaggio di consegne in volo tra i TORNADO e i TYPHOON che, in formazione di 4 velivoli, hanno sorvolato la linea volo avvicendandosi alla testa della formazione, a suggellare l’Handover-Takeover di compiti e responsabilità nell’ambito della Coalizione impegnata nell’Operazione INHERENT RESOLVE  in Iraq.

Ricordiamo come i TYPHOON dell'Aeronautica Militare da tempo si stiano addestrando per le procedure di attacco al suolo, rese possibili dalle caratteristiche di un velivolo in precedenza utilizzato solo come caccia. La missione aerea italiana, che include anche UAV, è attiva dal 2014 e, fra le altre cose, ha consentito l'instaurazione di eccellenti relazioni con le autorità locali politiche e militari.

 

TERZA TORNATA DI COLLOQUI A SIRTE

 

Le due principali forze che si sono affrontate in Libia, nazionalisti e GNA, hanno tenuto la quinta tornata di colloqui a Sirte, sotto gli auspici del nuovo governo di accordo nazionale. La situazione in Libia sembra migliorata e ora servirebbe una adeguata missione internazionale sotto egida ONU se possinile. 

TRE GIORNALISTI UCCISI IN BURKINA FASO

 

Tre giornalisti, due spagnoli e un irlandese, sono stati uccisi il 27 aprile, assassinati da miliziani integralisti. Ovviamente questi sono stati spietati ben sapendo che l'uccisione di stranieri ha ben altro clamore mediatico. Anche il Burkina Faso ha bisogno di aiuto internazionale contro la minaccia integralista, già ben radicata in un paio dei paesi confinanti. 

ATTACCO A CONVOGLIO IN IRAQ

 

Un convoglio militare statunitense è stato attaccato il 27 aprile nei pressi di Fallujah in Iraq, a occidente della capitale, gin in passato al centro di duri scontri. Questo non è che l'utimo degli attacchi che si sono ferivicati negli ultimi tre giorni e che sono avvenuti anche vicino a Nassiriah e nell'area di Bassora. I convogli logistici sono obiettivi abbastanza facile, specialmente se si ricorre a IED posti lungo le strade ma che non richiedono reparti organizzati per l'attacco. In ogni caso non si hanno notizie di vittime fra i militari statunitensi, grazie anche alle protezioni dei loro veicoli.

IL PRESIDENTE ZHELENSKY IN PRIMA LINEA

 

Viste le crescenti tensioni, il presidente ucraino Zelensky ha voluto visitare le postazioni dell'Esercito di fronte a quelle russe nella Crimea occupata, dopo essere stato, poche settimane prima, sul fronte del Donbas. 

I SAUDITI DISTRUGGONO UN BARCHINO ESPLOSIVO

 

Le Forze Armate saudite hanno distrutto in Mar Rosso un barchino esplosivo messo in acqua dalla milizia houthi. Tecnicamente vengono indicti come WBIED (Water Boat IED) e possono essere di tipo telecomandato o con un pilota suicida. Il Mar Rosso sta vedendo una nuova escalation di attività belliche, decisamente preoccupante, visto le sue dimensioni e i traffici enormi che vi scorrono.

 

 

I KAREN CONQUISTANO BASE 

 

I guerriglieri dell'Unione nazionale Karen, che combatte per l'autonomia di quella etnia dal governo centrale del Myamar, hanno conquistato una postazione dell'Esercito il 27 aprile. Tutte le opposizioni armate del paese sono all'offensiva, approfittando del fatto che i militari sono impegnati nella repressione all'intorno dei centri abitati.

Un Karen è stato nominato alla testa del governo del Myamar in esilio, per dar forza a tutta l'opposizione ai militari che, con l'appoggio di Pechino, hanno condotto un colpo di stato. 

ALLEANZA FRA GRECIA E ARABIA SAUDITA

 

I nuovi scenari geostrategici partoriscono anche nuove alleanze. Ne è un esempio quella fra Grecia e Arabia Saudita, in contrapposizione alla Turchia, che ha visto prima arrivare i potenti F-15 sauditi a Creta e ora la Grecia annunciare che schiererà una batteria di missili antiaerei PATRIOT in Arabia Saudita dato che questo paese è ancora oggetto di lancio di missili balistici da parte delle milizie houthi dal territorio yemenita che controllano oltre che da azioni di teleguidati armati. 

Per i greci si tratta di un appoggio importante in quanto vi sono costanti tensioni con Ankara anche per quanto riguarda Cipro e le acque circostanti. Ricordiamo come entrambi i paesi facciano parte della NATO, cosa che non impedì nel 1974 di andare vicino a uno scontro in campo aperto, dopo che le forze di Ankara erano sbarcate a Cipro.

domenica 25 aprile 2021

GENERALE UCCISO IN PAPUA-NUOVA GUINEA

 

Un brigadier generale dell'Esercito indonesiano è stato ucciso durante una imboscata in Papua-Nuova Guinea. Questi territori, già colonia olandese, furono occupate dall'Indonesia e poi annesse dopo un referendum del 1969, sul cui svolgimento vi furono forti dubbi. Da allora si è sviluppato un movimento di resistenza armata.  Questo ciclo di scontri è iniziato l'8 aprile con un assalto ad alcuni edifici pubblici. Su questa guerriglia le informazioni sono veramente scarse in quanto si tratta di aree di fitta foresta molto remote. 

DOZZINE DI RAZZI DA GAZA

 

Alcune dozzine di razzi sono stati lanciati da Gaza verso Israele per la terza notte consecutiva. Questo mentre a Gerusalemme e in altre parti gruppi di palestinesi hanno manifestato scontrandosi con le forze di sicurezza. Ora ci si attende una reazione per i lanci dei razzi, sembra intercettati dal sistema IRON DOME. 

sabato 24 aprile 2021

TRIPOLI CHIEDE IL RITIRO TURCO

 

Durante un'audizione alla commissione esteri del Parlamento italiano, il nuovo ministro degli esteri di Tripoli ha chiesto il ritiro delle truppe turche dal paese. In effetti non si tratta solo dei militari inviati da Erdogan ma da migliaia di miliziani siriani che Ankara ha inviato nel paese e che hanno avuto un ruolo assolutamente decisivo sull'esito della battaglia per Tripoli, ribaltando, grazie anche ai mezzi che sono giunti con loro, l'esito di uno scontro che sembrava segnato. Questi miliziani sono pagati da Erdogan e rispondono a ufficiali turchi. Ricordiamo come per far giungere i carichi d'armi a Tripoli, violando in modo palese l'embargo ONU (grazie anche alle esitazioni europee) Ankara faceva scortare i mercantili da proprie unità da guerra.

Nel nuovo quadro strategico che si sta formando, l'Italia potrebbe rivestire un ruolo importante per la stabilizzazione del paese, dopo 10 anni veramente difficili, seguiti all'abbattimento di Gheddafi e al mancato intervento stabilizzatore internazionale. 

 PROSEGUE LA GUERRA NAVALE FRA ISRAELE E IRAN:

COLPITA UNA PETROLIERA DAVANTI 

ALLE COSTE SIRIANE


Secondo quanto dichiarato dal governo di Damasco il 24 aprile, una petroliera che doveva scaricare in quel paese, probabilmente con a bordo petrolio iraniano, è stata attaccata da un drone che l'ha colpita, provocando un incendio che però sembra sotto controllo.

Con tutta probabilità si tratta di un nuovo episodio della guerra (o guerriglia) navale che sta coinvolgendo Israele e l'Iran, con tutta una serie di attacchi. Già due anni or sono, un punto per lo sbarco di petrolio davanti alle coste siriane era stato sabotato da "misteriosi" (ma non troppo) incursori navali. Senza il petrolio iraniano la situazione rischi di aggravarsi in Siria, da tempo alle prese con l'embargo e restrizioni alle consegne petrolifere.


AGGIORNAMENTO DEL 25 APRILE ALLE 07.30

Da fonte siriana si apprende che a bordo della petroliera si registrerebbero tre vittime.

LA FREGATA RIZZO METTE IN FUGA I PIRATI

 

La Fregata LUIGI RIZZO, che opera da alcune settimane nel Golfo di Guine per contrastare la pirateria, ha risposto rapidissima alla richiesta di soccorso di un mercantile attaccato dai pirati, mettendoli in fuga. 

“La nostra Marina Militare continua a svolgere con successo la missione nel Golfo di Guinea. Nell’ambito dell’operazione Gabinia, lo scorso 21 aprile l’elicottero della fregata RIZZO ha impedito un attacco di pirateria al largo delle coste nigeriane, mettendo in fuga un’imbarcazione veloce con 9 sospetti pirati e attrezzature idonee all’abbordaggio.” – ha reso noto ieri il sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli.

Dato che il veloce fuoribordo, dotato di due motori e perfino di scala per facilitare l'abbordaggio, è stato raggiunto da un elicotteroSH-90 armato (con una Minigun a canne rotanti M-134 D in 7,62 mm), si sarebbe potuto tentare di fermare l'imbarcazione per arrestare i pirati. ma siccome in Italia qualcuno è pronto a difendere anche questi elementi, non si sono messe in atto procedure più energiche, a differenza di quanto fanno atre marine che non danno loro un'altra opportunità di aggredire nuovamente navi indifese.



IL CAPO DELLA CIA IN AFGHANISTAN

 

Il capo della CIA, William Burns, ha effettuato una visita a sorpresa in Afghanistan, molto probabilmente per parlare con i suoi referenti statunitensi e locali nel paese, e decidere la futura politica operativa nel paese. Forse un segnale per far capire che se i militari si ritireranno entro il prossimo settembre, la CIA rimarrà operativa e farà sentire il suo non piccolo peso, organizzando attività e infavore dei governativi e facendo giungere sostegno materiale. 

venerdì 23 aprile 2021

PUTIN RITIRA UNITA' 

DALLE FRONTIERA CON L'UCRAINA

 

Le forze russe che si erano accumulate in Crimea e lungo il confine con l'Ucraina, movimenti che avevano fatto salire notevolmente la tensione in questa parte del mondo. L'aeroporto di Taganrog, fra Rostov e il confine ucraino, vedeva la presenza di una ventina di Il.76 da trasporto e molti parcadutisti mentre rinforzi erano giunti anche in Crimea, con addestramento allo sbarco anche se NTR-80 e ZSU-23-4 non sono mezzi modernissimi.

Sembra che Putin abbia capito che non può giocare sempre d'azzardo anche perché le Forze Armate ucraine del 2021 non sono assolutamente quelle del 2014. La Russia del 2021 non è l'unione sovitica e non reggerebbe un conflitto prolungato, dovendo affrontare anchei bassi prezzi petroliferi e misure d'embargo. Putin ha giocato molte volte d'azzardo, in genere sfruttando la superiorità schiacciante eo la scarsa voglia dei governanti occidentali di fronteggiare le sue azioni con adeguate contromisure. Fra l'altro vi è stato un certo cambio d'indirizzo della politica statunitense con il nuovo presidente, meno isolazionista rispetto a Trump. Si parla della fornitura anche di "armi letali all'Ucraina, cosa che era già avvenuta in precedenza ma in misura ridotta. Kiev in particolare ha bisogno di velivoli da combattimento, magari F-16 di seconda mano, già disponibili in buon numero visto che il programma F-35 procede ora regolarmente in tutti i sensi. Certo il salto fra i velivoli di concezione sovietica e quelli occidentali non sarà facilissimo e immediato.

mercoledì 21 aprile 2021

ESPLOSIONE IN FABBRICA DI MISSILI IN ISRAELE

 

Una forte esplosione si è avuta all'interno della fabbrica israeliana Tomer, situata nella parte centrale del paese, nel corso di alcuni test. L'industria è specializzata nella realizzazione di missili.

NIGERIA: NUOVO ATTACCO 

 

Il 18 aprile miliziani di Boko Haram hanno attaccato la cittadina di Dikwa, nel nord-est del paese. Immagini messe in rete mostrano come abbiano messo fuori combattimento 3 veicoli 8x8 BTR, una autoblinda leggera AML-60 e un pezzo italiano da 105/14 mm. Fonti governative avevano dato come respinto l'attacco ma un qualche successo il gruppo integralista lo deve aver ottenuto se ha mostrato il filmato. La Nigeria ha ancora grossi problemi nel fronteggiare la rivolta e l'instabilità che potrebbe investire il Ciad, ai suoi confini, dopo la morte  per cause violente del presidente Idriss Débry non semplifica il quadro complessivo. 

martedì 20 aprile 2021

COMBATTIMENTI NELLA SIRIA NORD-ORIENTALE

 

Stanno avvenendo scontri fra le Forze Democratiche Siriane e truppe governative, nella Siria nord-orientale, a ridosso del confine con la Turchia. Qui ha sempre resistito, rifornita dall'aria, una sacca di forze fedeli ad Assad, in particolare nell'area di Qamishly. L'assedio si era concluso ma, dopo i vari assedi che l'enclave ha subito (forze ribelli e Daesh in particolare), sono rimaste delle tensioni con le forze che attualmente controllano tutta l'area circostante.

Sul resto dei vari fronti, più o meno attivi, vi sono azioni ma così come avviene da molti mesi. Niente pace, dopo oltre 10 anni di guerra e varie situazioni molto incerte e a rischio, dato che si sovrappongono vari conflitti.  

RAID CONTRO PRIGIONE TALEBANA

 

Nella note fra il 19 e il 20 aprile, le forze speciali afghane hanno lanciato un'operazione di sorpresa contro la prigione talebana di Mussa Qala, nella parte settentrionale della provincia di Helmand, riuscendo ad eliminare molti miliziani e liberando vari prigionieri che vi erano rinchiusi, fra cui membri dell'Esercito e della Polizia oltre che civili imprigionati dai talebani. Ricordiamo che un tempo a Musa Kala vi era una base statunitense, visitata nel 2006 da un inviato di Raids.

ALCUNE MILIZIE SCIOLTE E DISARMATE A TRIPOLI

 

E' salito a 23 il numero delle milizie disarmate e sciolte, in particolare nell'area sud di Tripoli. Si tratta di gruppi composti anche da fuorilegge, comunque in posizione incerte. Fra le armi sequestrate vi sono stati anche cannoni M-46 russi da 130 mm. L'operazione rientra nel piano di stabilizzazione e riconciliazione nazionale. Ovviamente la cosa sta portando a delle tensioni, con la 444a Brigata che si sta occupando di portarla avanti.

Vogliamo segnalare che a Malta sono state sequestrate 900 repliche inerti e di non alta qualità, dei fucili d'assalto AKM Kalashnikov dirette a Tripoli. Non si capisce se servivano come giocattoli o come elementi per l'addestramento anche perché di armi leggere, grazie a Gheddafi, la Libia è strapiena. 



BREAKING NEWS

 

LA MORTE IN COMBATTIMENTO 

DEL PRESIDENTE DEL CIAD DEBY

 

Il 20 aprile è giunta, totalmente inattesa, la notizia della morte in combattimento del presidente del Ciad, Idriss Déby, al potere da oltre 30 anni e impegnato nella lotta all'integralismo e alle milizie islamiste. Il presidente, 68 anni, era stato anche un comandante guerrigliero in gioventù, prima di salire al potere con una sollevazione militare nel 1990. 

La morte in combattimento è avvenuta mentre il presidente si trovava in visita alle truppe, alcune centinaia di chilometri a nord della capitale, in una campagna contro il Fronte per il Cambiamento e la Concordia, un gruppo dell'opposizione armata, fondato nel 2016, che opera nella parte settentrionale del paese, al confine con la Libia, una zona dove agiscono vari gruppi.

E' stato proclamato il coprifuoco e il potere è per ora nelle mani di un Consiglio guidato dal figlio trentasettenne del presidente. Idriss Déby era stato appena confermato alla presidenza con l'80% dei voti, in una consultazione tenutasi l'11 aprile.

Daremo ulteriori informazioni su una vicenda che merita di essere seguita e chiarita in quanto vi sono ancora molti punti oscuri. Fra l'altro vorremmo sapere se si è trattato di un combattimento o di un attentato, oppure di un incidente.

SALE IL NUMERO DELLE VITTIME IN MYAMAR

 

Il numero delle vittime della repressione susseguente il colpo di stato in Myamar del 1° febbraio scorso, è salito a 738 mentre le proteste e le manifestazioni proseguono. Il paese rimane sull'orlo della guerra civile e il regime tiene duro in virtù, oltre che delle armi, del sostegno della Cina comunista, con l'occidente molto esitante sul da farsi concretamente, salvo alcune eccezioni. 

domenica 18 aprile 2021

20 DIPLOMATICI CEKI ESPULSI DALLA RUSSIA

 

Mosca ha risposto all'espulsione di 18 dei suoi diplomatici dalla Repubblica Ceka, espellendo 20 diplomatici ceki. Quella in corso è una crisi grave e rimane il fatto che agenti del GRU sono ritenuti responsabili del sabotaggio di un deposito di munizioni avvenuto nel 2014. Da molto tempo i rapporti fra NATO e Moca non erano così conflittuali. L'impressione è che Putin sia alla ricerca di "nemici esterni" con cui cancellare i suoi fallimenti interni, in particolare nel settore economico.

Intanto sono gravi le condizioni del principale oppositore, Navalny, rinchiuso da gennaio in carcere, dopo essere sopravvissuto a stento ad un tentativo di avvelenamento la scorsa estate e curato in Germania. I giudici lo hanno accusato di espatrio clandestino quando, sotto gli occhi di tutti, venne trasportato in aeroporto per essere trasferito per cure in Germania, per giunta in stato di coma. La questione sta provocando forti proteste internazionali. 

ATTACCO IN NIGER

 

Almeno 19 civili sono stati uccisi durante un attacco da parte di dozzine di miliziani integralisti al villaggio di Gaigorou, nella provincia di Tillaberi, la più occidentale, confinante con il Mali e il Burkina Faso. I miliziani sono giunti a bordo di motociclette, dileguandosi subito dopo l'attacco contro la comunità. 

ESPULSI 18 DIPLOMATICI RUSSI

DALLA REPUBBLICA CEKA

 

Prosegue il confronto a livello di operazioni segrete e attività di spionaggio. Nel 2014 un deposito di armi registrò una grave esplosione (due morti fra il personale di sorveglianza), riguardante munizioni che stavano per essere trasferite all'Ucraina. Dopo 7 anni d'indagini è stato scoperto che nell'attività furono coinvolti due agenti russi ritenuti responsabili del tentativo di uccisione a Salsbury (Regno Unito) di un ex agente russo e di sua figlia, rimasti intossicati dal Novichok. Anche un poliziotto accorso in loro aiuto presentò sintomi simili.

A questo punto è scattata la reazione di Praga, con la decisione di espellere 18 diplomatici russi; un passo altamente significativo. Davanti a certe evidenze si è voluto mandare un segnale forte, specialmente in un periodo come questo di rinnovate tensioni con Mosca da parte dei paesi della NATO.

I DANNI ALLA CENTRALE NUCLEARE IRANIANA

 

Ora si hanno maggiori informazioni sul sabotaggio alla centrale nucleare di Natanz, dove le centrifughe arricchiscono l'uranio. Si è trattato di un vero e proprio ordigno, di potenza consistente che ha innescato un violento incendio. Sembra che il programma sia stato ritardato di circa un anno. Evidentemente ain Israele non si vuol permettere che l'Iran ottnga materiale per ordigni atomici.

Lascia interdetti il fatto che i sabotatori siano riusciti nel loro intento contro una struttura ultra sorvegliata, evidentemente utilizzando personale iraniano, il che conferma ulteriormente la grande capacità dei servizi segreti israeliani di lavorare in un paese molto sorvegliato come l'Iran teocratico, sempre pronto a denunciare "complotti sionisti" e del "Grande Satana" statunitense. 

sabato 17 aprile 2021

RISALE LA TENSIONE NEL SUD DELLA SIRIA

 

Una serie di uccisioni di persone legate al governo ma anche di ribelli, sta facendo risalire la tensione nella parte più meridionale della Siria, nella zona della città di Daraa, in particolare. Alcune aree limitrofe sono sotto il controllo pratico dei ribelli. Nel resto del paese, lungo i vari fronti si combatte di meno ma le azioni proseguono sempre anche se a ritmo inferiore. 

TENSIONI CRESCENTI CON LA RUSSIA

 

La tensione continua ad aumentare nei riguardi della Russia di Putin. Cinque diplomatici polacchi sono stati espulsi mentre il console ucraino  San Pietyroburgo è stato fermato per diverse ore, accusato di aver ricevuto informazioni da un cittadino russo. La cosa sembra molto strana in quanto è facile immaginare come siano strettamente controllati i diplomatici di Kiev in Russia. Il clima si è reso teso da quando i russi hanno iniziato cospicui movimenti di truppa lungo il confine con l'Ucraina e anche nella Crimea occupata nel 2014. 

CHIUSE SEDI DI MILIZIE A TRIPOLI

 

Reparti della 444a Brigata da Combattimento del GNA hanno chiuso ben 11 sedi di milizie a Tripoli. Si trattava di ben strane unità, dove non mancavano incalliti deliqueti, dediti a ogni sorta di traffici, ed elementi radicali. Probabilmente si tenta di riportare ordine nella capitale libica, il cui tessuto è stato sconvolto da anni di guerra e mancanza di legalità. Un buon passsulla strada della stabilizzazione attualmente in corso.

 RAZZI DA GAZA, RISPOSTA ISRAELIANA


La notte fra venerdì 16 e sabato 17 aoruke, alcuni razzi sono stati lanciati da Gaza verso i territori israeliani, venendo intercettati dal sistema IRON DOME. In risposta, dopo pochissime ore, velivoli israeliani hanno colpito obittivi nell'area di Gaza. Si tratta di una situazione ripetutasi migliaia di volte in questi anni anche se negli ultimi mesi con minor frequenza.

MYAMAR: FONDATO GOVERNO IN ESILIO

 

E' stato fondato iil Governo Birmano in esilio, che si oppone alla giunta militare salita al potere con il colpo di stato del 1° febbraio scorso. Ne fanno parte tutti i rappresentanti dell'opposizione e anche dei gruppi armati che sono in lotta da molti decenni. Da notare come il primo ministro sia un appartenente alla minoranza Karen, una delle più determinate nella difesa dei propri diritti, che opera in armi a ridosso del confine con la Thailandia. 

Il regime ha intanto rilasciato 23.000 detenuti ma si tratta di detenuti comuni. Probabilmente vuole far posto nelle carceri alla massa di arrestati di queste settimane. 

venerdì 16 aprile 2021

 AL SHABAB OCCUPA CITTADINA


La milizia radicale somala di Al-Shabab ha occupato la cittadina di Belet Uen, lungo lo Urbi Scebeli, da dove passa la strada principale per l'Ogaden, già Via Imperiale italiana. Non è ancora chiaro come mai il presidio delle forze governative si sia ritirato, creando una situazione delicata, sfruttata anche dalla propaganda. Stiamo cercando le ragioni della ritirata.

SALE ANCORA LA TENSIONE FRA UCRAINA E RUSSIA

 

La Russia continua a muovere le sue forze ai confini con l'Ucraina, nel Donbas occupato e in Crimea. Sale la tensione  e la cosa preoccupa anche la NATO. I russi stanno illegalmente bloccando lo stretto di Kerch alle unità ucraine o dirette ai porti ucraini sul Mar d'Azov.

Anche i rapporti tra Russia e Stati Uniti sono peggiorati, in particolare dopo che i presidente Biden ha dato del "killer" a Putin, decisamente un elemento poco diplomatico. Ma Putin prosegue nel fare le sue manovre creando instabilità, convinto di poter agire poco contrastato. 

NUOVI ATTACCHI HOUTHI

 

La milizia houthi ha lanciato ieri 11 fra missili tattici e droni armati contro la zona di Jazin, a ridosso del confine fra i due paesi. Sembra che non vi siano stati danni di rilievo e che i missili siano stati tutti intercettati. Certo è sempre un mistero da dove saltino fuori questi missili perché le milizie houthi non hanno assolutamente capacità tecniche in tal senso. Sicuramente gli iraniani hanno qualche strada (o più strade) per farli giungere ai loro alleati. 

mercoledì 14 aprile 2021

ATTACCO CON UN DRONE ALLA BASE DI ERBIL

 

La base del contingente multinazionale a Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata attaccata il 14 aprile da un piccolo drone, che ha sganciato alcuni ordigni. Una fonte iraniana ha partato di "10 agenti sionisti uccisi" ma non sembra vi siano state vittime. Probabilmente dietro all'attacco vi è un gruppo terroristico filo iraniano, già autore di un altro paio di attacchi. 

RITIRO L'11 SETTEMBRE DALL'AFGHANISTAN

 

Gli stati Uniti hanno annunciato il ritiro del proprio contingente dall'Afghanistan, attualmente ridotto a 2.500 uomini, per il prossimo 11 settembre, ventesimo anniversario dell'attacco alle torre gemelle e al Pentagono che poi portò all'intervento nel paese dove Bin Lade, con l'appoggio dei talebani, aveva le sue basi.

Ovviamente si ritireranno anche i contingenti alleati rimasti fino ad oggi, incluso quello italiano. Già ora la presenza della coalizione era alquanto ridotta, lontanissima dai numeri del passato. Per ora i governativi hanno retto abbastanza bene ma vi è il timore che, nonostante gli accordi, i talebani lancino nuove offensive. Rimangono sul posto i contractor che provvedono a varie esigenze tecniche, in particolare per le componenti più sofisticate. 

martedì 13 aprile 2021

 NAVE ISRAELIANA SFIORATA DA UN MISSILE

 

Il 13 aprile, il mercantile israeliano HIPERYON RAY, una unità adibita al trasporto delle auto, mentre si trovava a largo del porto degli Emirati di Fujairah, nel Golfo di Oman, è stato sfiorato da un missile  antinave probabilmente  lanciato dagli iraniani. Si tratta di un nuovo episodio degli attacchi a unità mercantili che si ripetono dal 2019, con azioni portate dall'Iran e da Israele. Prima erano attacchi clandestini ma oggi si fa ricorso anche a missili antinave, come successo un paio di settimane prima, in acque a nord della Somalia. 

Facile ipotizzare una qualch reazione mentre la tensione è alta dopo anche l'esplosione avvenuta in un centro per l'arricchimento dell'uranio iraniano, attribuita a Israele.


 AUTO BOMBA A FARAH


Tre poliziotti e un civile sono, almeno per ora, le vittime di un attentato suicida condotto con un'auto. Si teme che il bilancio delle vittime potrebbe salire. La città di Farah è al centro di combattimenti da diversi mesi.

Si registrano i soliti combattimenti in altre parti del paese, in violazione alla tregua che era stata proclamata. I talebani sperano che il tiriro delle forze internazionali, dia loro maggiori possibilità nel condurre i loro attacchi.

UCRAINA: NUOVE VIOLAZIONI DELLA TREGUA

 

Nella notte fra il 12 e il 13 agosto vi sono state 17 violazioni del cessate il fuoco nel Donbas. Da segnalare come un velivolo teleguidato russo abbia sganciato alcuni ordigni sulle postazioni dei militari di Kiev, uccidendone due e ferendone altri. La tensione è più alta, da sempre, nell'area di Donietsk rispetto a quella dell'autoproclamata "Repubblica di Lugansk". In tutta la regione la tensione rimane alta anche perché il ministro degli esteri ucraino il 13 aprile ha parlato alla NATO, prospettando i problemi che il suo paese deve affrontare dopo l'intervento di Mosca in Crimea e Donbas. 

lunedì 12 aprile 2021

SEMPRE DRAMMATICA LA SITUAZIONE IN MYAMAR

 

Il confronto/scontro fra il regime golpista e gran parte della popolazione prosegue in Myamar. Ora si utilizzano anche le armi più pesanti e nei cieli di alcune città volano i velivoli da combattimento. Nonostante questo, le proteste proseguono anche se la comunità internazionale sembra non volersene occupare più di tanto. 

NAVE IRANIANA SEMPRE FERMA

 

La motonave iraniana Saviz, utilizzata dal ramo navale dei Guardiani della Rivoluzione, è sempre immobile davanti alle coste fra Eritrea e Yemen dopo essere stata oggetto di un attacco da parte di sabotatori. Probabilmente l'unità ha la sala macchine parzialmente allagat, tanto che utilizza generatori elettrici d'emergenza. Probabilmente è stata danneggiata l'elica e dovrà essere rimorchiata. Orami quella fra Iran e Israele è una sorta di conflitto navale e, probabilmente, non solo navale.

domenica 11 aprile 2021

SABOTAGGIO ALLA CENTRALE NUCLEARE IRANIANA?

 

Ieri l'Iran aveva annunciato la ripartenza del processo di arricchimento dell'uranio, con due centrifughe e oggi lo stesso impianto, a Natanz, ha registrato un serio problema con incendio all'apparato elettrico. Potrebbe essere un caso ma ci sono forti sospetti, visto come l'intelligence israeliano ha dimostrato di poter agire in Iran, anche in operzioni molto complesse, come l'uccisione del capo degli scienziati nucleari iraniani lo scorso anno. In passato gli israeliani avevano messo fuori uso varie centrifughe, semplicemente facendo giungere in rete un comando che le aveva mandate fuori giro, danneggiandole. Si attendono ulteriori notizie circa i danni causati dall'incendio. 

sabato 10 aprile 2021

MYAMAR: 82 VITTIME IN UN GIORNO

 

Il bilancio delle vittime in Myamar solo del 7 aprile è stato di 82 dimostranti uccisi, facendo passare le 700 unità dall'inizio delle proteste. Intanto sembra che in una imboscata siano stati uccisi 10 poliziotti, segno che parte dell'opposizione al colpo di stato sta armandosi. Il rischio di una guerra civile è sempre più alto. 



 

 

TENSIONE NELL'IRLANDA DEL NORD

 

Dopo la fine di uno scontro sanguinoso, conseguenza degli accordi del 1993, l'Irlanda del Nord sta rivivendo giorni di confronto e violenze. La scintilla è scaturita dal fatto che, secondo gli unionisti, la polizia non è intervenuta ad un funerale di un leader dell'IRA. E' altrettanto vero che un intervento ad un funerale avebbe causato reazione di segno opposto. Sono volati sassi e bottiglie incendiarie. Sicuramente anche qui la grave crisi economica e i problemi seguiti alla Brexit, in particolare in termini doganali,  hanno riaperto vecchie ferite.  Vi sono poi voci secondo cui i cattolici, secondo l'ultimo censimento, sarebbero divenuti la maggioranza, mutando la precedente situazione che, in buona sostanza, aveva fatto sì che l'Irlanda indipendente fosse priva delle sue province settentrionali, all'epoca a maggioranza protestante.

 

 

venerdì 9 aprile 2021

LA SITUAZIONE NEL DONBAS

 

Nel Donbas la situazione rimane di tensione, con varie provocazioni di provenienza russa. I mezzi d'informazione continuano a riportare non solo violazioni del cessate il fuoco ma anche movimenti di truppe e mezzi russe.

Il presidente ucraino Zelensky ha visitato la prima linea, in ore notturne, per rendersi conto direttamente della situazione che, come scriviamo da tempo, è molto complessa. Kiev ha fatto sapere che potrebbe riprendersi il territorio ma il costo in vite umane sarebbe alto e cerca una trattativa, sempre che sia possibile.

Segnaliamo anche che due ufficiali, una donna e un uomo, dell'ufficio dell'addetto militare statunitense a Kiev, si sono recati sulla linea di confrontazione nel Donbas, per rendersi conto della situazione nel'area alla periferia di Donetsk.  

 AVVICENDAMENTO DI AW-129 A HERAT

 

I tecnici del Task Group Fenice di TAAC-W hanno portato a termine con successo la delicata operazione di avvicendamento di un AW-129 che, al termine del suo ciclo operativo, pari a circa 300 ore volate in Teatro afghano, è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130 J dell’Aeronautica Militare per il rientro in Italia. Al suo posto, dallo stesso aereo, è stato sbarcato un nuovo AW-129 MANGUSTA proveniente dal 3° Reggimento di Sostegno Aviazione dell’Esercito “Aquila”, che rappresenta il Polo Tecnico Logistico (P.T.L) di riferimento per la componente AW-129.

20210329_151629 (002)

Nei prossimi giorni, i tecnici della manutenzione del T.G. FENICE saranno assiduamente impegnati nel ricondizionamento dell’elicottero appena giunto in Teatro. Un’operazione di estrema precisione che prevede il riassemblaggio dei numerosi componenti che erano stati precedentemente smontati per permettere all’elicottero di raggiungere le sue dimensioni minime al fine di permettere il caricamento a bordo dell’aereo. Al termine di questo delicato ricondizionamento, verrà condotto un apposito volo di collaudo, che sancirà l’operatività dell’aeromobile e con essa il ripristino della piena efficienza della flotta in Teatro.

20210329_151024.jpg (002)

L’intera operazione di avvicendamento tra i due elicotteri si è resa possibile grazie all’ottima cooperazione tra i tecnici del TG Fenice e il personale della JATF dell’Aeronautica Militare, la cui collaborazione, avviata già diversi giorni prima rispetto al caricamento, è stata fondamentale per la corretta gestione logistica e documentale dell’intero processo, nonché per la movimentazione di tutti i materiali coinvolti. Tale sinergia ha così permesso lo svolgimento dell’intera operazione di sostituzione elicotteri in maniera rapida, sicura e nel rispetto delle normative legate all’emergenza Covid-19.

20210329_151059 (002)

L’ AW-129 rappresenta un assetto fondamentale di TAAC-W HQ come misura di Force Protection, in grado di contribuire alla sicurezza del contingente, ed è costantemente impiegato sia come scorta all’NH-90 durante le missioni di evacuazione medica di personale ferito (MED-EVAC) sia nelle complesse operazioni di ricerca e salvataggio di personale isolato (Personnel Recovery) a favore delle forze della Coalizione. Il Training Advice Assistance Command West (TAAC-W) è, nell’ambito della missione RESOLUTE SUPPORT della NATO, un’unita’ multinazionale a guida italiana, su base Brigata Paracadutisti Folgore al comando del generale di brigata Beniamino Vergori e opera con l’obiettivo di contribuire alla formazione, assistenza e consulenza a favore delle forze di sicurezza afgane nella regione occidentale del Paese.

Fonte: comunicato TAAC-W Brigata Paracadutisti Folgore



 

LA SITUAZIONE IN SIRIA

 

Il governo siriano ha accusato Israele per l'attacco di due giorni fa contro un'area militare alla periferia occidentale di Damasco, in cui sono rimasti feriti 4 militari. Probabilmente il bersaglio era una presenza militare iranianana o di Hetzbollah ma non si hanno ulteriori particolari.

Si combatte, anche con l'artiglieria e i velivoli, nell'area intorno ad Idlib ma in compenso vi sono, almeno oggi, meno scontri nella parte orientale del paese, dove opera l'opposizione e anche alcuni gruppi legati a Daesh, sconfitto in campo aperto ma sempre presente in piccole cellule clandestine, su entrambe le rive dell'Eufrate. 

Vi sono anche azioni, in genere attacchi su piccola scala e imboscate, nella parte merdionale del paese, ai confini con la Giordania dove da tempo è in corso una guerra sotterranea con uccisioni e vendette. 

giovedì 8 aprile 2021

MOZAMBICO: PALMA SOTTO CONTROLLO GOVERNATIVO MA SONO STATI TROVATI 12 PERSONE, PROBABILMENTE STRANIERI, DECAPITATI

 

La città di Palma è sotto il completo controllo governativo, dopo la battaglia iniziata il 24 marzo, quando venne attaccata da un buon numero di miliziani integralisti. La Polizia ha scoperto i corpi di 12 persone, probabilmente straniere, che sono state decapitate dai miliziani che, probabilmente, vogliono far fuggire le compagnie petrolifere che operano nella più settentrionale delle province del paese. 

SCONTRI IN DARFUR

 

Il bilancio di scontri a carattere tribale nel Dharfur, la regione occidentale del Suda, al confine con la Repubblica Centro Africana, è salito a 132 vitime e numerosi feriti. Ad affrontarsi sono stati due gruppi tribali, già coinvolti nella lunga guerra civile che ha devastato la regione in precedenza. 

RISCHIO GUERRA CIVILE IN MYAMAR

 

Il numero dei civili uccisi in queste ultime settimane, dopo il colpo di stato del 1° febbraio scorso, sta avvicinandosi a 600. La protesta non sta diminuendo anche perché il fatto che Esercito e Polizia del regime aprono il fuoco anche contro persone disarmate (hanno sparato ance su un matrimonio, uccidendo la sposa!) sta facendo montare la rabbia.

Giungono notizie che giovani stiano raggiungendo zone dove già in precedenza operavano forze di resistenza armate, come nel caso dei Karen, a ridosso del confine con la Thailandia. Questo lascia intravedere l'ipotesi di una lotta armata e di una vera e propria guerra civile, responsabilità della giunta militare e di Pechino che ha appoggiato il colpo di stato. 

 

AGGIORNAMENTO DELLE 17.30

Con le vittime di oggi, il numero dei manifestanti uccisi supera le 600 unità.

 

ABBATTUTI DRONI IN ARABIA SAUDITA

 

La difesa saudita sta abbattendo, nelle ultime ore, una serie di droni lanciati dalla milizia houthi contro il paese confinante. Sembra che il sistema di difesa sia divenuto più efficace anche nei riguardi di attacchi multipli. 

Intanto gli Stati Uniti hanno ritirato tre batterie di missili PATRIOT,  di cui una schierata nei pressi della capitale saudita, in quanto le Forze Armate saudite hanno reso operative proprie batterie di missili PATRIOT, rivelatisi efficaci contro i missili balistici.  

mercoledì 7 aprile 2021

IMBOSCATA IN NIGERIA

 

Otto soldati nigeriani sono rimasti uccisi e due sono dispersi dopo una imboscata nello stato di Benue, condotta da miliziani integralisti. Boko Haram sta espandendo la sua azione anche in questo stato settentrionale e il governo pare sempre in difficoltà nel bloccare queste offensive. 

martedì 6 aprile 2021

NAVE IRANIANA COLPITA IN MAR ROSSO

 

Una nave iraniana, la SAVIZ, utilizzata per attività militari dal ramo navale dei Guardiani della Rivoluzione, è stata colpita il 6 aprile con un attacco da parte, probabilmente, d'incursori, nel Mar Rosso meridionale, fra la costa eritrea e quella yemenita. Le esplosioni sono avvenute intorno alle 07.30 ora locale. Da anni alcune unità iraniane stazionano a largo della costa yemenita, svolgendo attività d'intelligence e appoggiando la milizia houthi anche per contrabbandare armi nel paese controllato ancora dai loro alleati. Probabilmente sabotatori hanno minato il suo scafo con mine limpet mentre era all'ancora. Potrebbe trattarsi della risposta all'attacco iraniano con un missile (e non mina o siluro come scritto da qualcuno) ad un mercantile, israeliano, il LORI,  nell'Oceano Indiano, il 25 marzo. Oppure di un'azione dell'alleanza a guida saudita, stufa del ruolo di queste unità. Oppure, ancora, si è trattato di una somma di fattori visto i nuovi rapporti fra alcuni paesi arabi e Israele. Si tratta della terza unità iraniana colpita dal 25 febbraio scorso, nell'ambito di uno scontro che probabilmente, in forma occulta, si protrae da un paio di anni ma che solo in questi ultimi mesi è venuto alla luce. Gli israeliani volevano dare un segnale all'Iran ma anche ai paesi con cui hanno ripreso le relazioni diplomatiche. Da segnalare come un sottomarino israeliano operi in quelle acque e in quelle dell'Oceano Indiano proprio per fare da deterrente nei riguardi dell'Iran, probabilmente con missili da crociera a bordo. 

FUGGONO IN OLTRE 1.800 DA UNA PRIGIONE NIGERIANA


La prigione di Owerri, nella parte sud-occidentale del paese, è stata attaccata da un cospicuo numero di uomini armati, giunti su numerosi veicoli e armati anche di mitragliatrici e lanciarazzi RPG-7. Gli uomini hanno preso il controllo dell'istituto penitenziario e fatto scappare oltre 1.840 prigionieri. Non si hanno ancora notizie circa il numero delle vittime mentre il complesso ha subito gravi danni. Non è ancora possibile dire chi fossero gli assalitori. Ricordiamo che Owerri è in zona a netta maggioranza cristiana per cui non è detto che si tratti di integralisti musulmani. Nel delta del fiume Niger operano da tempo gruppi di miliziani.

 DRAGHI IN LIBIA


Il presidente del Consiglio Draghi è in queste ore a Tripoli per incontrare il premier libico Dbeibah, eletto dal nuovo governo di unità nazionale. Si tratta di un fatto significativo in quanto è il primo viaggio all'estero di Draghi, a sottolineare l'importanza della Libia per il nostro paese. La tregua tiene e si spera si possa andre avanti con la pacificazione e la stabilizzazione di questo nostro importante partner dopo dieci anni molto difficili.

domenica 4 aprile 2021

CATTURATO UN UFFICIALE IRANIANO 

NELLO YEMEN

 

Un ufficiale iraniano appartenente ai Guardiani della Rivoluzione, la milizia del regime iraniano, è stato catturato nello Yemen dalle forze governative, opposte alla milizia a guida houthi. L'ufficiale sarà processato per vari reati.

Intanto procede l'offensiva nella provincia di Marib, dove i governativi e le forze della coalizione avevano perso terreno nei mesi di febbraio e marzo. In alcuni punti sono stati ripresi anche 35 chilometri di territorio in profondità.

Terzo elemento da segnalare, la cattura da parte saudita di un battello imbottito di esplosivo che le milizie houthi pensavano di utilizzare in Mar Rosso contro il naviglio avversario, un barchno che nella parte finale dell'attacco poteva essere anche telecomandato, come avveniva già per i LINSE tedeschi durante la II Guerra Mondiale. Non è la prima volta che la milizia sostenuta dall'Iran allestisce battelli di questo tipo.

MYAMAR: SALE IL BILANCIO DELLE VITTIME

 

Il bilancio della repressione dei militari, che hanno preso il potere il 1° febbraio, sale a 577 morti in Myamar. Polizia e militari continuano a fare largo ricorso alle armi da fuoco, con drammatiche conseguenze. Le proteste però continuano in un braccio di ferro sempre più duro, dall'esito incerto. Certo il regime avrebbe vita breve senza l'appoggio di paesi come la Russia e soprattutto la Repubblica Popolare Cinese.

 

 

CONGIURA DI PALAZZO SVENTATA IN GIORDANIA

 

Un fratellastro del re di giordania è stato messo agli arresti domiciliari sembra per una tentata congiura di palazzo, sventata dai servizi di sicurezza. Il principe era stato già messo ai margini della vita del Regno nel 2004 ma sembra che continuasse a coltivare ambizioni di potere. Ricordiamo come l'attuale monarca sia schierato fermamente con l'occidente e contro i movimenti integralisti. Il regno ha anche ottimi rapporti con l'Italia, consolidati nel tempo.

 

sabato 3 aprile 2021

ATTACCHI IN SOMALIA RESPINTI

 

Due basi dell'Esercito somalo sono state attaccate la scorsa notte ma in entrambe le circostanze i miliziani integralisti sono stati bloccati e costretti a ripiegare. Entrambe le basi si trovano nel basso corso del fiume Scebeli, a circa 30 km una dall'altra. Entrambi gli attacchi sono iniziati con un'auto imbottita di esplosivo con un attentatore suicida, che avrebbe dovuto aprire la strada alle forze degli integralisti. Ma in entrambi i casi il piano è fallito e le truppe somale hanno condotto una efficace difesa. Sembra che siano stati eliminati 76 integralisti e 10 siano stati catturati, causando una pesante sconfitta.

 SALE LA TENSIONE FRA UCRAINA E RUSSIA


Grossi movimenti di truppa russe nella Crimea occupata e ai confini con il Donbas, stanno facendo salire la tensione fra Ucraina e Russia. Kiev ha aumentato lo stato di allerta non volendosi far certo cogliere impreparata, come avvenne nel 2014. Mosca fa sapere che se la NATO e gli Stasti Uniti incrementeranno il loro approntamento militare in Europa orientale, prenderanno contromisure. 

Nella realtà i rapporti con Mosca sono peggiorati e sembra che il ripetersi di certi fatti stia portando ad inevitabili conseguenze, come andava forse fatto prima. A frenare è principalmente la Germania, non per questioni politiche ma perché ha bisogno delle risorse energetiche russe (in primo luogo metano) per affrancarsi dalla grave dipendenza dal carbone e da altri combustibili fossili.

Del resto non si può certo permettere che Putin s'impossessi manu militare di enormi estensioni geografiche, come è accaduto in Ucraina e in Georgia, infischiandosene allegramente di trattati che sancivano le frontiere, come quello di Budapest del 1994, che avevano Washington e Londra come garanti.

Probabilmente anche in Russia la crisi economica e il COVID (e le conseguenze economiche e sociali del COVID), stanno portando ad un crescente nervosismo, e qualcuno, non solo in Russia, vorrebbe che lo sguardo della popolazione si spostasse su altre problematiche, come i classici "nemici esterni", un tempo cari alla dottrina comunista.