lunedì 30 novembre 2020

CONFERMATA LA PRESA DI MAKALLE'

 

Siamo in grado di confermare l'arrivo delle truppe etiopi a Majallé e la fuga della dirigenza tigrini. Probabilmente non tutta la popolazione ha sostenuto questa lotta perché lo scontro, almeno in queste fasi, si è risolto troppo rapidamente rispetto alle forze teoricamente in campo. I capi del Fronte Popolare per la Liberazione del Tigrai hanno fatto sapere che la lotta proseguirà avendo annunciata la riconquista della città di Axum. Intato è confermato l'abbattimento di un MiG.23 etiope che stava conducendo missini d'attacco al suolo.

 

 

domenica 29 novembre 2020

OLTRE 100 VITTIME IN UN ATTACCO DI BOKO HARAM

 

Oltre 100 persone sono state uccise (alcune decapitate) in un attacco della milizia integralista di Boko Haram, nella Nigeria nord-orientale, Si tratta di uno dei maggiori massacri che i gruppo integralista ha compiuto in questi anni. 

Ancora le forze governtive non riescono a bloccare queste azioni, un lento ma vasto massacro che sta passando nell'indifferenza generale. 

SULLA CONQUISTA DI MAKALLE'

 

Si susseguono le informazioni circa l'avvenuta conquista di Makallé da parte delle forze etiopi e sono giunte congratulazioni da vari paesi, inclusa l'Eritrea e Gibuti ma ancora manca una conferma esterna. Si parla di una caccia all'uomo contro i dirigenti tigrini m ancora non lo possiamo confermare mentre è confermato che intorno a l'Asmara sono giunti altri missili balistici questo pomeriggio. 

sabato 28 novembre 2020

TRUPPE ETIOPI  MAKALLE'?

 

Il governo etiope ha anninciato che le sue truppe sono entrate in Makallé. La notizia non trova ancora conferma e lascerebbe intendere di un colasso dei reparti tigtini. Cercheremo di raccogliere altre informazioni.

 

BOMBARDAMENTI SU MAKALLE'

 

Da questa mattina alle 10.00 si stanno susseguendo i bombardamenti etiopi su Makalle', capoluogo del Tigrai, attualmente in rivolta contro il potere centrale. Le truppe etiopi hanno guadagnato terreno  anche sulla strada che proviene dall'Eritrea dato che gli eritrei sembrano essersi schierati decisamente con Addis Adbeba, in una nuova allenaza veramente insolita. L'asse dell'avanzata da nord è più semoplice orograficamente che non quello da sud che, infatti, si è bloccato. Intanto cresce il numero dei profughi che fuggono in Sudan.

 

 

SI STRINGONO I RAPPORTI FRA GRECIA ED EMIRATI

 

Si stanno stringendo i rapporti anche a livello militare, fra Grecia e Emirati Arabi Uniti, per cercare di arginare le'spansionismo di Erdogan. Ricordiamo come nei mesi scorsi F-16 degli Emirati siano stati rischierati a Creta mentre la tensione sta salendo nel Mediterraneo. Atene ha ottimi rapporti con l'Egittoe gli israeliani fanno manovre anche nella parte sotto controllo greco-cipriota di Cipro. Alla fine Erdogan potrebbe trovare troppi avversari anche per le sue risorse. 

venerdì 27 novembre 2020

UCCISO SCIENZIATO NUCLEARE IRANIANO

 

Quello che per gli israeliani era il capo del programma nucleare iraniano è stato ucciso oggi, alla periferia di Teheran, in un agguato condotto con armi automatiche. Mohsen Fakhrizadeh, questo il suo nome, potrebbe essere stato vittima di agenti stranieri o di un regolamento di conti iterno. Ad occhio la prima ipotesi ci sembra più probabile in quanto IOsraele da anni da la caccia a certi scienziati nucleari. 

PROSEGUONO I RAID SAUDITI IN YEMEN

 

Dopo le mine in Mar Rosso e l'attacco con missili da crociera a un deposito di petrolio a Gedda, stanno proseguendo i raids di ritorsione dell'Aeronautica saudita, dato che si vuol far capire alle milizie houthi e ai loro alleati iraniani, che la devono finire con queste azioni. Anche nella mattinata del 27 novembre vi sono stati attacchi intorno a Saana, lontano dai centri abitati e su bersagli militari. 

FREGATA TEDESCA CONTROLLA NAVE TURCA

 

Il 22 novembre la fregata tedesca HAMBURG ha controllato un mercantile turco, circa 200 km a nord di Bengasi. Probabilmente si tratta di un avvertimento ad Erdogan, in quanto probabilmente si sapeva che a bordo di questa unità non vi erano armi ma si è fatto sapere che, seppur con enormi ritardi, sono iniziati i controlli. In altre occasioni navi turche con carichi bellici sono state addirittura scortate da unità navali turche, elemento che renderebbe molto più complessa qualsiasi attività di controllo. Comunque la fase di afflusso via mare sembra essere diminuita, dato che i combattimenti in Libia sono praticamente cessati mentre prosegue il traffic di velivoli da trasporto C-130 e Airbus A-400 m, che volano ancora dalla Turchia alla Libia occidentale e viceversa.

 

 

mercoledì 25 novembre 2020

PETROLIERA SU MINA IN MAR ROSSO 

 

La sera del 26 novebre, una petroliera greca sembra aver innescato una mina nelle acque prospicenti il porto saudita a circa 100 chilometri a nord della frontiera con lo Yemen. Si tratta di un grave evento e ricordiamo che proprio il nostro blog aveva lanciato l'allarme. Probabilmente il minamento è stato compiuto dall'Iran, magari con una unità non battente bandiera oraniana, approfittando dell'intensissimo traffico che solca il Mar Rosso. Molte Marine sono già in allarme e scatteranno contromisure. 

 

Intanto si ha notizia che missili cruise sono giunti anche nel porto di Gedda, danneggiando un serbatoio. La risposta della coalizone è stata una serie di radis contro obiettivi militari avversari.

martedì 24 novembre 2020

ATTACCHI AEREI ISRAELIANI SUL GOLAN

 

Nella notte fra il 24 e il 25 novembre, velivoli israeliani hanno colpito bersagli sul Golan con armamento stand-off, Probabilmente si è trattato di postazioni degli Etzbollah libanesi che stanno tentando di stabilire delle basi nell'area, con l'appoggio iraniano. Israele sembra deciso a non consentire questo tipo di attività, attentamente monityorata così come quella iraniana in Siria. 

MINE IN MAR ROSSO

 

Preoccuante escalation delle attività belliche in Mar Rosso, Le forze della coalizione a guida saudita hanno distrutto 5 mine nella parte meridionale del Mar Rosso, a largo delle coste yemenite. Non è la prima volta che queste acque sono oggetto di azioni navali ma questa volta sono coinvolti i traffici internazionali, in modo simile per quanto avvenne per le mine libiche nel 1984. L'impressione è che anche questa attività sia stata realzzata con l'appoggio iraniano. 

lunedì 23 novembre 2020

INCONTRO FRA ISRAELIANI E SAUDITI,

MISSILI HOUTHI SU GEDDA IN RISPOSTA

 

Un missile da crociera, lanciato dalle milizie houthi, ha colpito l'area di un impianto petrolifero nei pressi di Gedda. I danni non dovrebbero essere gravi dato che non si sono sviluppati incendi. La risposta saudita è stata immedia con vari attacchi aerei contro le posizioni della milizia filo iraniana.

Il tutto è avvenuto dopo che sono corse notizie circa un incontro riservato (non segreto, in quel caso non si saprebbe niente porbabilmente) fra il primo ministro israeliano e il principe ereditario saudita, un fatto storico, avvenuto il 22 ottobre. Probabilmente gli iraniani hanno, tramite la milizia houthi, dato una loro risposta. Si sono accesi combattimenti terrestri anche a occidente di Saana.

Se si normalizzassero le relazioni fra le princincipali monarchie arabe e Israele, come sembra si stia completando, per l'Iran sarebbero grossi problemi, in quanto si troverebbe in una posizione moto delicata. E vi è da notare che anche l'Azebagian sembra avere byoni rapporti con Israele e un confine, anche marittimo, con l'Iran. Il regime teocratico iraniano si sente sempre più alle strette, alle prese anche con la crisi economica e il COVID-19 anche se si trasmettono dati assolutamente riduttivi. 

Le milziie houthi oitrebbero essere dichiarate dagli Stati Uniti un gruppo terroristico, con ulteriori conseguenze. 

AL ZAWAHIRI MORTO?

 

E' circolata la notizia che l'attual capo di al-Qaeda sia morto, per cause naturali. Al momento si tratta di voci non confermate anche perché l'organizzazione terroristica ha l'interesse che si dia la caccia a un capo già defunto, lasciando margini di sopravvivenza superiori ad un eventuale nuovo capo, ovviamente subito in testa alla lista delle persone da eliminare da parte degli Stati Uniti.  

TRUPPE AZERE PRENDONO POSIZIONE

 

 Come previsto dagli ccordi di pace, truppe azere stanno prendendo il controllo di zone del Nagorno-Karabakh, come quella di Agdam mentre si stanno schierando anche i militari russi che contorlleranno l'appicazione ei vari accordi.

Oer gli armeni si tratta di una sconfitta pesante che sta facendo traballare l'attuale esegutivo in carica. Del resto anche nei precedenti colloqui di pace, proseguiti per 30 anni, si trattava per un ritorno della sovranità azera su alcunu distretti della regione. 

domenica 22 novembre 2020

TIGRAI: CONQUISTATA ADIGRAT

MANCANO CONFERME

 

I reparti etiopi che avanzano in Tigrai partendo dal confine con l'Eritrea, avrebbero conquistato Adigrat e ora si troverebbero ad un centinaio di chilometri da Makallé, la capitale della regione. Da Adigrat l'avanzata è molto più semplice che non procedendo da sud, sempre che l'Eritrea sostenga logisticamente l'operazione. 

 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 01.00

La televisione tigrina ha mostrato aspetti di normalità ad Axum e Adigrat, commentando che i due centri abitati sono ancora sotto il suo controllo. Vedremo di capire che cosa sta succedendo. 

sabato 21 novembre 2020

ATTACCATA L'AMBASCIATA IRANIANA A KABUL

 

Il 20 novembre vi è stato un attacco contro l'ambasciata iraniana a Kabul, probabilmente legato allo scontro fra sciiti e sunniti che ha risvolti anche in questo paese.

Il 21 novembre sono giunti alcuni razzi alla periferia della capitale che hanno causato 8 vittime. I lanci erano comandati da un dispositivo a tempo e molto imprecisi, vista anche la distanza del punto di lancio. 

venerdì 20 novembre 2020

 

 AVANZATA NEL TIGRAI

 

Le truppe etiope hanno conquistato la città di Axum e sono vicine ad Adua. Si tratta di reparti che erano a ridosso della frontiera con l'Eritrea, rimasti fedeli ad Addis Abebba che sicuramente godono della'appoggio del governo di Asmara, non fosse altro che per la parte logistica, I reparti etiopi controllano l'arteria principale che dal Suda raggiunge Makallé, capoluogo del Tigrai. Difficile ottenere informazioni attendibili da questo scacchiere.

Per quanto riguarda i rapporti fra Scioia e tigrini, basta ricordare che quando le armate etiopi furono sconfitte dalle forze italiane, nel 1935-36, i tigrini assalirono le forze imperiali, creando non pochi problemi. I militari tigrini furon fra quelli che si batterono di più contro i reprti inglesi e del Negus anche durante la II Guerra Mondiale.

mercoledì 18 novembre 2020

AZIONI SUL GOLAN E REAZIONE ISRAERLIANA

 

Operatori non meglio identificati hanno piazzato ordigni su una strada dell'area del Monte Hermon, al confine fra Israele, Siria e Libano. Immediata la reazione israeliana. Nella notte fra il 17 e il 18 novembre, i velivoli israeliani hanno lanciato missili che hanno colpito un bersaglio alla periferia sud di Damascao, uccidendo 10 fra iraniani e siriani e ferendoli altri. Prosegue questa vera e propria guerra di attrito che ha i suoi alti e i suoi bassi. 

martedì 17 novembre 2020

 NUOVO INTERVENTO DELLA MARTINENGO


Due giorni dopo il precedente intervento, la fregata italiana MARTINENGO ha messo in fuga un altro gruppo di pirati nel Golfo di Guinea. I pirati nella notte erano saliti a bordo di una unitò navale, ferendo un membro dell'equipaggio in modo non grave, subito soccorso dal personale del SAN MARCO che è intervenuto rapidamente e in modo professionale. I marinai italiani stanno dimostrando grande efficacia a distaza dal paese e in un teatro operativo molto vasto e trafficato.

lunedì 16 novembre 2020

CONFLITTO NEL TIGRAI

 

le forze Tigrine controlalno quasi tutta la regione anche se oggi i reparti di Addis Abeba sono entrati in Alamata, all'estremità meridionale del territorio della regione. 

Sempre oggi i velivoli etiopi hanno attaccato il capoluogo regionale di Makallé. Artiglierie tigrine ed eritree si sono scambiate colpi nella zona di confine. Si stanno muovendo masse di profughi.

Non crediamo, conoscendo l'orografia della zona, che i reparti etiopi potranna avanzare rapidamente. 

PROFUGHI ARMENI

 

Colonne di profughi armeni stanno abbandonando i territori che, in base ai recenti accordi, dovrebbero passare sotto il controllo azero. Alcuni di loro prima di partire danno fuoco alle abitazioni, abbattendo anche gli alberi da frutto. Una nuova tragedia che però non trova molti commenti in Europa.

Intanto si è dimesso il ministro degli esteri armeno e resta molto alta la tensione nel paese. 

domenica 15 novembre 2020

 RAZZI DA GAZA VERSO ISRAELE E RISPOSTA


Nella notte Hamas ha tirato razzi verso Israele e subito è scattata la risposta israeliana. Hamas è preoccupata per la nuova situazione geostrategica nell'area che la vede sostanzialmente con pochi alleati dopo il riconoscimento di Israele da parte di un numero crescente di paesi arabi.

 MISSILI DAL TIGRAI SU ASMARA

 

Nella serata diu ieri cinque missili (prima 3 poi altri 2) sonogiunti nell'area della capitale eritrea, Asmara, lanciati dal Tigrai. I tigrini accusano l'Eritrea di appoggiare le forze etiopi che da 12 giorni combattono contro di loro. L'obiettivo doveva essere l'aeroporto ma non è stato colpito. Ovviamente si tratta di una grave escaltion della situazione mentre i combattimenti vanno avanti. Sembra che vi siano combattimenti fras tigrini ed eritrei intorno alla città di Adigrat mentre UAV, probabilmente degli Emirati, avrebbero colpito obiettivi militari a nord di Makallé.

Intanto circolano notizie di massacri fra la popolazione il chr non tranquillizza certo l'anima delle forze in lotta.

I miussili giunti si l'Asmara dovrebbero essere degli SCUD arrivati a suo tempo di cui non si avevano precise notizie. Ricordiamo che in Eritra vi è ad Assab una base per le operazioni contro le miliz<ie houthi nello Yemen.

sabato 14 novembre 2020

FORSE UCCISO IL NUMERO DUE DI AL-QAEDA

 

Da diverse ire gia la voce che l'uomo ucciso con la figlia a Teheran lo scorso agosto, non era un professore distoria ma Abdullah Ahmed Abdullah, vale a dire nienbte di meno che il numero 2 di al-Qaeda, indicato come uno dei responsabili dell'attentato contro le ambasciate USA di Nairobi e Dar-el-Salan, in cui morirono oltre 200 persone.

Il ricercato sarebbe stato ucciso da due agenti israeliani ma ancora non possiamo confermare l'evento. L'Iran nega ma generalmente i professori di storia non vengono uccisi per strada. Certo sarebbe molto imbarazzante per l'Uran aver ospitato un terrorista di questa importanza, rischiando pesanti ripercussioni.



venerdì 13 novembre 2020

SCONTRO FRA MARCOCCO E POLISARIO

 

A 29 anni dall'accordo per il cessate il fuoco fra Marocco e guerriglieri del POLISARIO (che si battono per l'indipendenza di quello che fino al 1975 era la remota colonia del Sahara Spagnolo), i combattimenti sono ripresi. Teatro dello scontro la località di Guerguerat, nella zona di confine fra Marocco, Algeria e Mauritania, zone desertiche immense. L'intervento dei reparti di rabat ha messo in fuga i reparti del POLISARIO ma ovviamente la tensione nella zona contesa si è innalzat di molto, con il POLISARIO sempre appoggiato dall'Algeria.

Rabat, per bloccare le scorrerie delle colonen dei guerriglieri, aveva realizzato ampi valli in terra, con predsidi, postazioni arretrate e campi minati. 

Il previsto referendim per le sorti della regione non si è mai svolto, in quanto non si è trovato l'accordo su chi poteva votarvi. 

giovedì 12 novembre 2020

TRUPPE TURCHE IN NAGORNO-KARABAKH

 

Il presidente turco Erdgan ha annunciato che truppe turche si schiereranno in Nagorno-Karanakh, per svolgere un ruolo simile a quello che faranno i militari di Mosca. Vi è una differenza non da poco fra le due realtà perché i turchi si sono schierati in armi con Baku durante il recente conflitto. 

ANNIVERSARIO STRAGE NASSIRYAH

 

Oggi è il 17° anniversario della strage accaduta, utilizzando una cisterna con un grosso carico di esplosivo, alla Base MAESTALE  Nassiryah. E' stato il più alto tributo di vittime in un singolo giorno durante le missioni all'estero. Un ricordo per i caduti militari e per i civili italiani, cvoinvolti in questo tragico evento. Anche per loro, per onorare la loro memoria, bisogna andare avanti con l'impegno per la stabilizzazione e la difesa degli interessi nazionali anche quando bisogna affrontare macellai senza scrupoli. 

mercoledì 11 novembre 2020

ATTENTATO A GEDDA

 

Nella mattinata dell'11 novembre, vi è stato un attentato terroristico al cimitero di Gedda in Arania Saudita, dove si svolgeva una cerimonia in ricordo dei caduti inglesi, francesi e italiani della I Guerra Mondiale. E' esploso un ordigno provbabilmente dietto contro il console francese e l'addetto militare che l'accompagnava.. Vi è stato solo un ferito. Evidentemente nel paese operano ancora gruppi integralisti che cercano di destabilizzare la situazione.

 

IL FRONTE OROMO A FIANCO DEI TIGRINI

 

Il Fronte di Liberazione Oromo è entrato in lotta a fianco delle forze tigrine che si stanno battendo contro le forze di Addis Abeba. Gli oromo sono in rivolta da decenni contro il potere centrale e rivendicano maggior indipendenza. La cosa strana è che gli oromo operano da sempre nei loro territori, a meridione e a occidente di Addis Abeba, lontano dal Tigrai. 

Intanto proseguono i combattimenti e gli attacchi aerei. 

TREGUA NEL NAGORNO KARABAK

DISPIEGAMENTO RUSSO

 

La tregua sembra tenere nel Nagorno Karabakh. Le forze di Mosca hanno iniziato a dispiegarsi nella regione e lo stanno facendo dato che erano già in Armenia e stanno inviando rinforzi per via aerea, sorvolando la Georgia. 

Circolano le prime mappe su come i russi sistemeranno i lorto punti d'osservazione e questa provincia dovrebbe essere divisa grosso modo a metà, fra parte settentrionale (armena) e meridionale (azera).

Ora bisognerà vedere che cosa accadrà al governo armeno che è stato duramente contestato dalla popolazione in rivolta per il suo atteggiamento durante il conflitto, giudicato troppo remissivo e arrendevole, non avendo inviato adeguate unità di rinforzo.

 

martedì 10 novembre 2020

LA FREGATA MARTINENGO 

METTE IN FUGA I PIRATI

 

La mattina dell'8 novembre la fregata italiana MARTINENGO, ha ricevuto il segnale di soccorso da parte di un mercantile di Singapore attaccato dai pirati a largo delle coste del Benin. L'equipaggio si è barricato  nella "cittadella" (area di sicurezza non facile da penetrare) e la fregata ha fatto decollare rapidamente un elicottero NH-90, con a bordo anche personale della Brigata Marina SAN MARCO, che con qualche raffica di mitragliatrice hanno convinto i pirati da desistere dall'azione.

Sulla nave si è calato poi un tem del SAN MARCO che ha controllato che a bordo non si fosse nascosto qualche pirata mentre ka loro imbarcazione si è allontanata. Si è trattato di un'operazione rapida e ben condotta. 

CONFLITTO NEL TIGRAI

 

Sembra che le forze di Addis Abeba abbiano raggiunto l'aeroporto di makallé, capoluogo della regione dove sono in corso combattimenti con le formazioni tigrine. Quest'utime hanno accusato l'Eritrea di essere entrata nello scontro al gfianco di Addis Abeba. Proseguono anche le incursioni aeree.

la situazione è decisamente imbarazzante per il presidente tiope che solo lo scorso anno aveva ricevuto il premio Nobel per la Pace. 

lunedì 9 novembre 2020

Breaking News

 

PROSEGUE L'AVANZATA AZERA

SEGNATO UN ACCORDO CON IL DISPIEGAMENTO DELLE TRUPPE RUSSE NEL NAGORNO-KARANAKH

 

In queste ore sta proseguendo l'avanzata delle forze azere su più fronti e in più direzioni, con gravi ripercussioni anche sulla politica armena.

Intanto ieri un elicottero d'attacco Mi.24 russo è stato abbattuto per errore dagli azeri mentre era in volo sull'Armenia, nei pressi dell'enclave azero lungo il confine con la Turchia. Ovviamente la cosa ha provocato forti reazione da Mosca  che subito ha inviato 10 velivoli da trasporto con rinforzi in uomini e armi nel paese. I russi dovrebbero schierarsi nel territorio conteso. Si parla di centinaia di altri uomini con molti veicoli che stanno affluendo anche in queste ore.

E' stato firmato un cessate il fuoco con la mediazione russa ma le proteste sono montate a Erevan, con una folla che ha accusato di tradimento il primo ministro. la cui moglie, per altro, è con i reparti a Stepanakerth. La situazione è molto tesa anche perché è evidente che l'Armenia non ha inviato adeguati rinforzi nell'area.

Ovviamente forniremo ulteriori informazioni nelle prossime ore cercando di avere un quadro aggiornato di quanto sta accadendo nel silenzio quasi totale per quanto concerne i media italiani.

 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17.00

IL primo velivolo Il.76 con le forze russe che dovrebbero vigilare sulla tregua tra Armenia e Azerbaigian, è atterrato a Erevan. Saranno utilizzati anche in militari già presenti in Armenia che si sono già mossi, Intanto il presidente Macron si è schierato con l'Armenia.

La situazione è molto tesa nella capitale Armena e i diostranti hanno assaltato la residenza del presidente che però è fuggito, malmenando il suo portavoce, accusati d'inettitudine nella campagna. In effetti qualcosa di strano è avvenuto ed è mancato un massiccio intervento delle forze armene nel momento ciitico della campagna. 

 

SCONTRO FRA PPK E KURDI IRACHENI 

 

Il PPK, Parito Comunista Kurdo (attivo in Turchia) è in lotta contro i kurdi nazionalisti dell'Iraq, al punto di effettuare azioni contro le loro forze. Da tempo lw forze kurde di Barzani non sono in conflitto con quelle turche mentre il PPK è sempre in battaglia con Ankara, subendo attacchi anche in Iraq. Le forze di Erbil mantengono relazioni con la Turchia mentre il PPK è in scontro aperto. Questo confronto conferma la complessità estrema della situazione nella regione.

 I REPARTI AZERI A SHUSHI


Nella mattina del 9 novembre le forze azere sono entrate in Shushi, ottenendo un importante risultato e mettendo in crisi lo schieramento armeno nella regione, dato che ora controllano la strada principale per la vicina Stepanakert verso l'Armenia.

Non si capisce come mai la resistenza non sia stata più prolungata vista l'importanza dell'obiettivo. Sembra quasi che i reparti armeni, quelli di Erevan e non le milizie locali, si astengano dall'intervenire. I locali non hanno risorse bastevoli per una resistenza contro un avversario molto più numeroso e meglio equipaggiato.

Stepanakert dista pochi chilometri e ora è direttamente minacciata

SHUSHI ANCORA SOTTO CONTROLLO ARMENO

 

La località di Shushi, sulla strada principale che collega Stepanakert con l'Armenia, è ancora nelle mani delle forze armeno mentre sono in corso intensi combattimenti subito a meridione. Sembra che le infiltrazioni azere siano state respinte.

Intanto a Erevan vi sono delle manifestazione di protesta perché si chiede un maggior coinvolgimento delle unità armene in supporto delle formazioni armene che si stanno battendo contro le forze azere. 

domenica 8 novembre 2020

 SCONTRO IMPORTANTE PER STEPANAKERT


Gli azeri hanno annunciatola presa si Shushi, località posta a pochi chilometri da Stepanakert, il capoluogo della regione contesa, da cui si sono allontanate colonne di civili su mezzi. Si tratta di una fase molto importante dello scontro mentre stanno affluendo rinforzi armeni per bloccare la spinta avversaria. Il capoluogo è stato ancora una volta colpito dall'artiglieria azera e dalla sua periferia meridionale si sente il suono delle armi leggere.

sabato 7 novembre 2020

SI COMBATTE NEL TIGRAI

 

Sono in corso combattimenti nel Tigrai, la regione dell'Etiopia settentrionbale ai confini con l'Eritrea. Addis Abeba ha fatto intervenire l'Aeronautica che ha colpito zone intorno alla città di Makallé, capoluogo della regione.

Sono oramai tre giorni che si sono accese le ostilità con attacchi governativi in varie parti della regione. La situazione è confusa ma si tratta di un aggravamento notevole nella regione dove traeva le sue origini il Fronte di Liberazione del Tigrai, che portò alla caduta diel regime di Menghistù. 

Si tratta di un duro colpo per la stabilità dell'Etiopia che ha visto finire lo scontro con l'Eritrea e un discreto sviluppo. Forse si tratta dell'ennesimo capitolo della lotta per il potere in Etiopia.

NAGORNO-KARANAKH: COMBATTIMENTI PER SHUSHI 

 

Sono in corso intensi combattimenti per il controllo di Shushi, la cittadina a sud del capoluogo della regione, da cui passa una omportante arteria. Le forze azere. appoggiaye dall'artiglieria e dai teleguidati, sono giunte a 5-6 km del centro abitato ma stanno incontrando una resistenza crescente, avendo anche problemi logistici, vedendo arrivare anche la stazione invernale che renderà tutto più difficile.

Le ultime notizie indicano come le forze di Baku siano avanzate anche nella parte centrale del fronte, spingendo sempre da sud, probabilmente perché alcune forze armene si sono spostate verso occidente, per fronteggiare l'attacco a Shushi.

Shushi gioca un importante ruolo strategico e gli armeni sembrano intenzionati a difenderlo con determinazione, così come la strada principale che vi passa, avendovi fatto affluire corazzati e meccanizzati. Sembra che il problema tattico in questa fase del conflitto è che i reparti armeni non hanno abbastanza uomini perr presidiare adeguatamente un fronte che si è molto allungato e che carri e artiglieria sono stati colpiti in modo efficace dai teleguidati azeri, causando diverse perdite.

giovedì 5 novembre 2020

REPARTI AZERI AVANZANO ANCORA 

 

RAIDS è in grado di confermare che ieri le forze azere sono avanzate ad alcuni chilometri da Shushi, nella parte centrale della regione contesa, minacciando la strada principale che collega il capoluogo Stapanakert con l'Armenia. La strada è stata chiusa al traffico civile. 

Le forze azere sembra che riescano a filtrare attraverso le difese armene, sfruttando la superiorità nei cieli, in particolare per quanto riguarda i teleguidati, inclusi quelli armati. Le forze armene hanno palesato alcuni limiti tecnici anche se i combattenti si battono con coraggio. Ankara sta appoggiando in modo massiccio le forze di Baku e la sua presenza, con migliaia di uomini in ruoli chiave, si sente. Vi sono poi i soliti elementi integralisti siriani che vengono utilizzati come massa d'urto.

Da segnalare il silenzio assordante sui media italiani riguardo a queste vicende. Una vera e propria vergogna per una classe giornalistica che poi si vanta di essere professionale e libera in molte parti, quando semplicemente non lo è.

mercoledì 4 novembre 2020

ETIOPIA: TENSIONE NEL TIGRAI

 

Il primo ministro etiope ha dichiarato lo stato d'emergenza nella provincia settentrionale del Tigrai, al confine con l'Eritrea. Ha accusato il Fronte di Liberazione Popolara del Tigrai di aver assalito una base dell'Esercito, nel tentativo d'impadronirsi di armi ed equipaggiamenti.

Il Fronte aveva svolto un ruolo decisivo nel rovesciamento di Mengistù, svolgendo per molti anni un ruolo cardine nella politica del paese. Più di recente le cose sono cambiate e sono nate delle tensioni, che risalgono a facende vecchie di secoli, tanto per intenderci. 

 SEMPRE ALL'OFFENSIVA GLI AZERI


Le forze azere che operano nel Nagorny-Karabakh sono sempre all'offensiva e ora sono giunte a una ventina di chilometri dal capoluogo. Reparti di forze speciali azere minacciano anche la principale strada che collega il capoluogo, Stepanakert, con l'Armenia mentre vi sono sempre intensi bombardamenti anche con razzi campali a lungo raggio.

Queste zone, oltre che orograficamente più tormentate, sono anche a maggiore presenza armena, per cui il contrasto dei difensori sarà sicuramente maggiore. Le forze di Baku hanno in pratica preso il cotrollo della parte meridonale della regione e ora spingono verso nord. I reparti armeni resistono e oggi in un solo episodio hanno messo fuori combattimento tre T-72 avversari, come si vede in un filmato. Le forze azere rispondono soprattutto con i droni turchi TB-2 che hanno ottenuto altri successi contro i corazzati avversari e forniscono un appoggio essenziale.

martedì 3 novembre 2020

ELIMINATI INTEGRALISTI IN NIGER 

 

Un drone francese il 30 ottobre ha avvistato oltre 30 motociclette dei miliziani integralisti musulmani, in movimento in Niger, vicino al confine con Mali e Nigeria. Sono rapidamente intervenuti 2 MIRAGE che hanno colpito a colonna in modo efficace. Oltre 50 jihadisti sono stati uccisi in uno dei maggiori successi di questi ultimi mesi nella lotta alle milizie integraliste. Ne ha dato ufficialmente notizia il ministro della Difesa francese.

 

INTENSI COMBATTIMENTI NEL CAUCASO

 

La giornata odierna nel Nagorno-Karabath è stata caratterizzata dal tentativo delle forze azere, che controllano la gran parte della sezione meridionale della regione, di avanzare verso la parte centrale da sud, investendo anche il capoluogo. Gli armeni stanno resistendo, avvantaggiati dal fatto che si tratta di zone montuose che meglio si prestano alla difesa. I reparti azeri spingono nella valle del fiume Arkas, che scorre parallelo alla zona che divide l'Armenia dalla regione contesa. Probabilmente lo scontro diverrà ancora più duro nei prossimi giorni. 

I TURCHI SI RITIRANO DA UNA BASE IN SIRIA

 

Colonne di camion stanno trasportando materiale fuori dalla base di Morek, quella più grande da loro realizzata all'interno del territorio siriano. Qualcuno parla di abbandono della base ma potrebbe trattarsi di una sua riduzione. La base si trova nell'area di Idlib.

 

 

lunedì 2 novembre 2020

ATTACCO TERRORISTICO A VIENNA 

 

E' in corso un attacco terroristico nel centro di Vienna, nei pressi della sinagoga. Per ora si parla di sette vittime, fra cui un poliziotto. Le immagini giunte per ora ci mostrano un terrorista armato di AKM. Un elemento deciso che è tornato indietro per finire una delle sue vittime. Il centro della capitale austriaca è bloccato dalla polizia e si parla anche di un sequestro. Le sparatorie sarebbero avvenute in punti distinti. Corre voce anche di un sequestro in corso. Forniremo notizie di questo nuovo attacco integralista non appena disponibile. 

 

AGGIORNAMENTO DELLE 08.00 DEL 3 NOVEMBRE

Le informazioni disponibili sull'attentato sono ancora abbastanza frammentarie. Sembra che gli attentatori fossero almeno due, di cui uno è stato ucciso, identificato come un simpatizzante di Daesh. Almeno un suo complice è ancora in fuga e stamani vi sono imponenti misure di sicurezza. Addirittura sono state chiuse le scuole per ridurre i rischi di un sequestro e rendere meno difficili le indagini. I controlli sono stati elevati e anche i paesi limitrofi sono in allarme.

Erano decenni che l'Austria non vedeva azioni di questo tipo, dopo attacchi effettuati negli Anni '70 e '80, alcuni clamorosi come il sequestro nella capitale di alcune delegazioni dell'OPEC (l'organizzazione dei primi dieci produttori petroliferi). Evidentemente i terroristi volevano colpire prima che oggi scattassero le nuove misure contro il virus, puntando a creare uteriori panico e incertezza.

ATTACCO ALL'UNIVERSITA' DI KABUL


Terroristi integralisti hanno lanciato un attacco contro l'università di Kabul in Afghanistan. Si sta ancora combattendo all'interno dell'ateneo e per ora il bilancio è di una ventina di vittime. Forniremo notizie ulteriori non appena disponibili.