sabato 15 dicembre 2018

MINACCE CINESI AGLI STATI UNITI  A FORMOSA
 
 
In Italia in tanti evitano di parlarne ma l'aggressività della Cina comunista è un fattore veramente preoccupante.
In una conferenza tenutasi a Pechino e resa pubblica, a cui partecipavano esponenti politici e militari, qualcuno ha affermato che la Repubblica Popolare Cinese dovrebbe attaccare le forze statunitensi che si avvicinano agli arcipelaghi rivendicati (e parzialmente occupati) dalle forze armate cinesi.
Si tratta di una questione veramente spinosa vista anche la grande distanza dalle coste cinesi e la presenza di territori anche a breve distanza. Va bene che si chiama "Mar Cinese Meridionale" ma non vuol dire che tutto quello che vi si trova sia cinese! A una tale egemonia, resa possibile solo dal grande sviluppo della flotta di Pechino, si oppongono tutti i paesi dell'area: Vietnam, Filippine, Malesia, Singapore, Brunei, Indonesia nonché il Giappone, con cui ci sono altre problematiche per altri arcipelaghi.
Bisogna notare che il Giappone, un tempo assente nella politica militare internazionale, ora è molto più presente e sta collaborando con le Filippine, che si sentono gravemente minacciate.
La Repubblica di Cina (Formosa), sta migliorando il proprio apparato difensivo perché rimane sempre il bersaglio principale della strategia di Pechino.
Far finta di niente, come si fa in Europa, è un atteggiamento veramente pericoloso perché se è vero che abbiamo bisogno dei prodotti cinesi, loro hanno bisogno di mercati e non possono condurre le relazioni internazionali come sembra loro più opportuno, infischiandosene di diritti sacrosanti e regole economiche. 
La cosa interessante è che quando Trump ha fatto presente queste cose, Pechino è giunta subito a più miti consigli, riducendo, per esempio, in modo drastico, i dazi sulle importazioni di auto dagli Stati Uniti, in precedenza al 40%. Sarebbe l'ora che anche gli europei si facessero sentire oltre a proteggere gli interessi delle grosse aziende che hanno de localizzato in Cina, dove no si rispettano i diritti dei lavorati e neppure quelli universali, gestendo la politica con un partito unico; elemento caratterizzante che a casa nostra viene indicato con il nome di dittatura.

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