sabato 29 febbraio 2020

CONTRATTACCO DEI RIBELLI A SUD DI IDLIB 

Le forze ribelli, appoggiate dall'artiglieria e dai droni turchi, hanno contrattaccato nell'estremità meridionale del fronte, riconquistando 3-4 chilometri di terreno e infliggendo perdite sensibilia ll'avversario, incluso le due brigate dei Guardiani della Rivoluzione che vi operano (la FATYMIOUN e la ZAINABUIOUM) che hanno ammesso la perdita di 21 combattenti. I loro funerali si terranno il 5 marzo in Iran. Fra le perdite delle forze di damasco, oltre ad almeno ad un semovente antiaereo PANSIR S1, anche due autocannoni, colpiti con munizionamento di precisione.
I velivoli di Damasco e quelli russi sembrano essere spariti dai cieli della battaglia, temendo per la presenza dell'antiaerea turca e dei caccia di Damasco. Questo potrebbe essere un fattore decisivo. Ora bisognerà vedere quale saranno le mosse future. 

SI SPARA ANCORA NEL DONBAS
 
 
Anche se vi viene data scarsissima attenxzione, non bisogna dimenticare che sul frnte del Donbas si spara ancora. Due giorni or sono, si è avuta una vittima ucraina e tutti i giorni vi sono feriti, per cui la crisi è lungi dall'essere stata risolta, nonosatante l'atteggimento del nuovo presidente della repubblica ucraino. Zelensky.
Intanto Kiev ha ordinato un altra partita di missili JAVELIN statunitensi, per rnforzare i suoi reparti. Le criticità maggiori sono però nei cieli e in mare.




CONTROFFENSIVA TURCA IN SIRIA

Dopo che l'ultima salva di bombardamenti sulla provincia di idlib ha causato 33 vittime tra i soldati turchi stanziati nei pressi della cittadina siriana, il governo di Ankara ha annunciato di aver attaccato oltre 200 obbiettivi appartenenti all'esercito Siriano. 
L'impennata di violenza rischia non solo di allargare la portata degli scontri, già ai massimi negli ultimi mesi, ma porta con sè il rischio di uno scontro diretto tra Turchia e Russia, i due maggiori player internazionali operanti in Siria su parti contrapposte.
Le due potenze per il momento hanno evitato il peggio grazie ad una serie di accordi al vertice ma, con la caduta sul campo di soldati turchi, il rapporto diretto tra Ankara e Mosca potrebbe non bastare. 
Il rischio di un conflitto tra Turchia e Russia è ulteriormente preoccupante soprattuto se si considera la posizione che dovrebbero assumere gli alleati turchi, soprattutto nell'ambito NATO: se la Turchia si appellase all'Articolo 5 della carta Atlantica e non dovesse ricevere il supporto chiesto (opzione tutt'altro che improbabile visto lo stato dei rapporti transatlatici), verrebbe meno tutto l'impianto su cui si regge la NATO. Per questo è indispensabile evitare l'escalation in Siria, possibilmente con un intervento di più ampio respiro internazionale possibile, in modo da contenere il più possibile azioni unilaterali che rischirebbero di allargare il conflitto.
Un ulteriore strumento con cui la Turchia sta mettendo pressione ai suoi alleati europei è quello dei migranti: ancora una volta la Turchia minaccia di lasciar passare milioni di rifugiati presenti sul suo territorio verso la UE, in contravvenzione dell'accordo firmato nel 2016.
ACCORDO FRA STATI UNITI E TALEBANI
 
 
A Doha, in Qatar, è stato firmato l'accordo fra Stati Uniti e talebani. I primi si ritireranno dall'Afghanistan nei prossimi 14 mesi mentre i secondi non daranno appoggio ai terroristi.
Resta da vedere che cosa avverrà realmente nel paese, in quanto vi è la presenza delle forze governative e i talebani potrebbero tentare di ripetere quanto fatto dai comunisti in Vietnam dove, dopo gli accordi del 1973, nel 1975 lanciarono l'offensiva generale e presero il potere.
Ovviamente rientreranno anche i militari italiani, impegnati in una missione che partì nel dicembre del 2001. La missione nel paese asiatico era per l'Italia quella più costosa, avendo fatto regisrare anche diverse perdite nel corso degli anni.
Anche i talebani hanno subito perdite spaventose e anche loro avevano dei problemi di tenuta. Il supporto alla loro causa è presente in alcune aree ma difficilmente troverebbero spazi nei centri urbani.
Osserveremo con attenzione lo svolgersi della situazione. Per ora la conflittualità sembra essersi decisamente attenuata. 

venerdì 28 febbraio 2020

Breaking News

L'INTERVENTO TURCO IN SIRIA

Ankara ha rivendicato l'uccisione di circa 300 soldati siriani, tramite azione della sua artiglieria (razzi inclusi) ma anche dei suoi velivoli che hanno distrutto, per esempio, almeno una postazione di semovente antiaereo PANSIR S1. I velivoli turchi hanno colpito, con missili, anche un paio di aeroporti a decine di chilometri dal fronte.
Le truppe di Assad sono avanzate nella parte occidentale del fronte a sud di Idlib ma i turchi e i loro alleati hanno contrattaccato a occidente della stessa localita, sfruttando l'appoggio dell'artiglieria turca, dopo aver ricevuto rifornimenti. I rischi di una crisi molto grave sono veramente alti.

giovedì 27 febbraio 2020

BREAKING NEWS 

SCONTRO IN CAMPO APERTO IN SIRIA 


Siamo oramai allo scontro in campo aperto fra Turchia e forze siriane, russe e altri alleati, ad iniziare dall'Iran, sul territorio siriano. La Turchia ammette la perdita di 33 militari e la sua artigliria, inclusi i lanciarazzi, è intervenuta in modo pesante per fermare l'offensiva delle forze nemiche che hanno costretti i ribelli ad abbandonare la parte meridionale delle zone che ancora controllavano fra Hama e Idlib, per una profondità da sud verso nord di circa 15 chilometri.
Ankara ha chiesto una riunione urgente della NATO mentre la sua artiglieria ha bombardato estesamente la zona a nord di Aleppo, dove operano forze kurde e di Damasco.
Le forze turche dovrebbero aver abbandonato i posti di osservazione che erano rimasti sul posto anche dopo che le truppe di Damasco avevano riconquistato certe zone, segno che non si voleva mantenere piccoli reparti completamente isolati e non rifornibili.
La tensione è altissima e si combatte duramente anche a oriente di Idlib, dove i ribelli, con l'appoggio turco, hanno anche contrattaccato e hanno ripreso il controllo di circa 15 chilometri della statale M5 che da Hama raggiunge Aleppo da meridione.
 I rischi di uno scontro ancora più vasto crescono e ovviamente seguiremo l'evolversi della situazione.



I RIBELLI ABBANDONANO LA ZONA MERIDIONALE 


Le forze ribelli siriane hanno abbandonato tutta l'area meridionale della zona che ancora controllavano, fra Idlib e Hama. Evidentemente temevano di essere tagliati fuori dall'offensiva delle forze di Damasco che, evidentemente, vogliono chiudere la partita. 
Nella notte l'artiglieria turca ha aperto un intenso fuoco, duellando con quella siriana mentre proseguono gli attacchi aerei russi.
Resta da vedere che cosa faranno i turch davanti a questi nuovi sviluppi mentre sale a 29 il numero ufficiale delle loro vittime.I russi parlano addirittura di un attacco con razzi alla loro grande base aerea di Latakia, con armi provenienti dall'interno del confine turco.