martedì 6 settembre 2022

 Speciale Guerra in Ucraina


GAS DALLA RUSSIA;

ALLA FINE LA RUSSIA HA CHIUSO LE FORNITURE

 

La storia delle vicende delle forniture di gas dalla Russia è finita come era facile immaginarsi. La Russia ha chiuso le forniture. Chiunque avesse un minimo di visione della situazione se lo aspettava. I "guasti" che Mosca dichiarava, erano tutte scuse e quando le cose hanno iniziato a mettersi male sul piano militare, Putin ha deciso di giocare anche questa carta.

Si discute molto dell'effetto delle sanzioni e delle loro ripercussioni.

A nostro avviso una cosa deve essere chiara; le guerre non si vincono con le sanzioni, specialmente se le si applicano a paesi come la Russia, enormi e con risorse primarie. Certo, l'industria russa si è trovata, per esempio, senza centraline di tiro per i suoi nuovi carri T-90 che erano prodotte in Francia. Proverà a sostituirle con prodotti autarchici o, più rapidamente, si rivolgerà a Pechino. Lo stesso avverrà per altri manufatti e servizi. Per esempio per i tanti velivoli di linea civili e proverà a procurarsi pezzi di ricambio tramite triangolazioni. Senza le entrate dei prodotti energetici verso l'Europa, saranno tempi duri anche da quelle parti. Uno slogan degli Anni '80 diceva: "Il metano ti dà una mano" ma oggi paghiamo una eccessiva dipendenza dal metano anche perché dopo le evidenti avvisaglie del 2014, nessuno ha fatto niente per prepararsi.

L'Europa dovrà affrontare non pochi problemi. Ci spaventa la burocrazia europea e certi egoismi, oltre a fesserie ideologiche. Noi, per esempio, avremmo riaperto i pozzi italiani che non risolvono certo il problema ma danno una mano. L'idroelettrico ha ancora margini di sviluppo importanti anche per regolare le portate dei corsi d'acqua (eccessiva in autunno/inverno e scarsa in estate). L'idroelettrico va sfruttato meglio, ricordando che oggi una persona in un ufficio può gestire decine di piccoli impianti che forniscono energia anche quando è notte o vi è bonaccia. Va ripensato il nucleare, ovviamente in chiave moderna ma qui la vedo più dura visto che perfino una nave per rigassificare porta la gente in piazza. Sarà necessario anche riaprire qualche impianto a carbone per questa emergenza.

Ci sapremo ingegnare e passeremo anche questa, ricordando che il problema non sono le lampadine ma l'industria e il riscaldamento. Per questo, per il prossimo governo, serve un commissario all'energia, in grado di prendere provvedimenti rapidi, magari evitando attentamente di metterci un imbecille o uno "troppo furbo".

Bisogna poi assicurare fonti alternative. Lasciamo perdere per carità di patria l'era Di Maio e Di Stefano (andatevi a a vedere cosa diceva il secondo a Russia Unita nel 2016). Anche qui ci vogliono persone capaci, sia per i rapporti europei che per quelli con altri paesi, ad iniziare "dalle Libie". E se qualche predone della guerra non vuole comprenderlo, bisognerà che lo capisca con le buone o con sistemi più cinetici.

Quanto alla gestione del conflitto, serve un cambio di passo radicale. Si discute molto di armi all'Ucraina ma noi che sappiamo abbastanza bene cosa è stato promesso e cosa è giunto realmente (dalla parte di Kiev abbiamo buone fonti) possiamo dirvi che si tratta di troppo poco, perfino in campo sanitario. Qualcuno, anche abbastanza attento, ha messo addirittura 5 semoventi PzH.2000 ma non è assolutamente vero. Si tratta dei 5 mezzi "palettati" a Caserta perché la ditta che li trasportava aveva dei problemi con gli autisti. E' giunto poco e molto lentamente, con qualcuno che sperava che la guerra finisse prima di dover andare avanti su questa strada, ostaggio dell'alleanza con personaggi come Frattoianni. Orbene, purtroppo (ma era abbastanza facile immaginarlo) non finirà a breve e bisogna proseguire e rafforzare certe scelte. Ovviamente non abbiamo le scorte di equipaggiamenti di altri paesi ma nei magazzini vi sono ancora vari materiali che potrebbero tornare utili per Kiev e guasterebbero i sogni di gloria di qualcuno. E non bisogna solo pensare a quanto in forza all'Esercito. E poi vi è l'industria, con alcuni prodotti molto interessanti e perfino qualcuno disposto a contribuire o accollarsi le spese. 

Noi, subito prima del conflitto, avevamo scritto a lettere chiarissime che Putin faceva meglio a tenersi lontano da certe tentazioni. Non ha voluto darci ascolto e ora ne pagherà le conseguenze, incluso i danni che ci causa. Non sarà semplice né veloce ma abbiamo la forza per tagliargli le unghie. Ci vuole solo la volontà politica, fattore già presente in vari paesi europei ma anche in Australia, Nuova Zelanda e Giappone.

Bisogna sapersi organizzare e rinunciare a qualcosa.


domenica 4 settembre 2022

 Speciale Guerra in Ucraina


AGGIORNAMENTI  5 settembre (196° giorno)

 

- TRAGHETTI SUL DNIPRO Il genio russo sta operando sul fiume Dnipro con elementi da ponte spinti da motobarche. Non è solo un traffico diretto da una sponda all'altra, la via più breve ma anche quella più facile da colpire. I russi hanno creato una serie di rampe o, come a Kherson, sfruttano quelle preesistenti per trasportare armi e rifornimenti, ricordando che non tutta  la sponda orientale del fiume è transitabile, in quanto vi sono laghi e acquitrini, nonche "Yazoo River" vale a dire corsi d'acqua paralleli a quello principale. Ovviamente il momento migliore per colpire questi bersagli è quando sono fermi per imbarcare e sbarcare i veicoli. Specialmente la prima operazione richiede abbastanza tempo, specie se condotta di notte. O satelliti vedono tutto (anche quelli civili) e possono far intervenire l'artiglieria a lunga gittata. Già diversi pontoni sono stati affondati. Mosca ne ha una scorta enorme mentre meno numerosi sono gli specialisti del genio pontieri che hanno già avuto perdite consistenti.

- A KHERSON SI SPARA Qualcuno ha messo in relazione i colpi di armi leggere che si sentiva in città a Kherson, con l'avanzata ucraina, dicendo che i colpi si sentono anche a 10 km di distanza, cosa che non ci risulta. A 5 km già non si sente un elicottero che vola vicino al suolo. In realtà all'interno di Kherson ci sono state delle azioni a fuoco. Potrebbe essere stata qualche sentinella così come qualche azione di guerriglieri ucraini. In città comunque i russi si devono guardare le spalle mentre vari collaborazionisti hanno già abbandonato la città temendo l'arrivo delle forze di Kiev.

- UNITA' RUSSE IN MEDITERRANEO A fine agosto l'incrociatore lanciamissili ADMIRAL USTINOV (una delle due unità Classe "Slava" in servizio dopo l'affondamento del Moskva lo scorso aprile) ha lasciato il Mediterraneo dove ha operato per diversi mesi, avendo urgente bisogno di lavori. Ai primi di settembre è entrato in Mediterraneo il sottomarino a propulsione nucleare K-560 SEVERODVINSK, munito di missili da crociera. Le unità russe sono strettamente controllate da quelle della NATO.

- ANCORA BOMBE SU ZAPORIZHZHIA L'area della centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata raggiunta ancora da vari ordigni. Nel complesso da alcuni giorni vi sono fissi due rappresentanti dell'Agenzia dell'Energia Nucleare ma i colpi arrivano lo stesso. A questo punto bisogna essere chiari. Non crediamo proprio che, avendo ben presente la Cernobyl nel 1986, gli ucraini abbiano non diciamo l'interesse  ma neppure il pensiero di causare danni all'impianto anche se è palese che i russi vi abbiano collocato mezzi militari per ripararli dal fuoco avversario. L'impressione è che Putin voglia far pressione, minacciando un incidente, su Ucraina ed Europa. Nell'area operano anche elementi della resistenza ucraina mentre forze speciali ucraine hanno passato il Dnipro nella zona, colpendo alcune installazioni. Mosca intanto ha disconnesso la centrale dalla rete ucraina. Il problema della centrale avrà sicuramente una importanza crescente.

Intanto anche oggi l'antiaerea russa ha sparato missili sulla costa occidentale della Crimea, temendo nuovi attacchi.

- COLPITO DEPOSITO DI S-300 Un deposito di missili antiaerei S-300, utilizzati per colpire Kharkiv, è stato centrato nei giorni scorsi da missili HIMARS. Il fatto notevole è che il deposito era in Russia, nell'area di Bielgorod. Questo fatto indicherebbe che gli ucraini, almeno in certe situazioni, sono autorizzati ad utilizzare i missili anche contro bersagli in territorio russo; pessima notizia per Putin. Probabilmente l'autorizzazione è pervenuta perché da mesi i russi tirano ordigni su Kharkiv per terrorizzare la popolazione.  

- ALTRI 48 SEMOVENTI KRAB PER LA POLONIA Visto il ruolo dell'artiglieria russa e il parco di armi disponibili (enorme anche se vecchio in larga misura), la Polonia ha deciso di ordinare all'industria nazionale altri 48 semoventi da 155/52 mm KRAB, 18 dei quali sono stati forniti a Kiev. 

- COLPITO IL PONTE MILITARE A DARIVKA Il ponte galleggiante che i militari russi avevano realizzato a Darivka, per sostituire qullo preesistente sul fiume Inhulets, è stato colpito e interrotto dalle forze di Kiev, isolando le due parti della testa di ponte.

 21 CIVILI UCCISI IN SOMALIA


21 civili somali sono stati uccisi nella parte centrale del paese, nel corso di un attacco portato avanti da miliziani del gruppo integralista al-Shabab, le cui azioni proseguono anche se è stato cacciato dalle località principali. Ma è mai possibile che, con una campagna mirata, non sia possibile eliminare questa minaccia?

 Speciale Guerra in Ucraina


AGGIORNAMENTI  4 settembre (195° giorno)

 

- 7° GIORNO DELL'OFFENSIVA UCRAINA Siamo al settimo giorno dell'offensiva sulla riva destra del Dnipro. Intanto bisogna rimarcare che i russi sono sempre bloccati nel Donbas, dove non riescono più ad avanzare, subendo invece sconfitte con perdite. Giusto per ricordarlo a tutti quelli che davano la conquista del Donbas "inevitabile".

Per quanto riguarda l'avanzata sulla sponda destra del Dnipro, anche qui qualcuno sa già come è fallita l'offensiva di Kiev mentre a noi risultano conquiste di terreno rilevanti, con gli ucraini in vista di Kherson e avanzate più importanti a nord. Gli ucraini avanzano con cautela per limitare le perdite e cercare di logorare l'avversario. L'artiglieria ha preso di mira ancora i traghetti che tentano di mantenere i collegamenti fra le due sponde del Dnipro, così come avviene anche in altri punti più a nord.  

- UCRAINI RIPRENDONO VILLAGGIO NEL DONBAS Un reparto della Guardia Nazionale ha riconquistato il villaggio di Ozele, circa 15 km a oriente di Slaviansk. Non solo i russi non avanzano più nel Donbas ma iniziano a doversi ritirare, essendo stati costretti ad inviare truppe su altri fronti, con uno sviluppo complessivo sempre molto lungo, considerando che reparti si confrontano anche suul confine a nord di Kharkiv e fino alla frontiera fra Bielorussia e Polonia.

- RIFORNIMENTI PER LE TRUPPE RUSSE Le truppe di Putin stanno facendo di tutto per far giungere rifornimenti e nuovi reparti freschi sulla sponda destra del Dnipro. Falliti i tentativi intorno al ponte stradale, ora si opera con sezioni di ponte galleggiante spostate da piccoli battelli affiancati. Ora alcuni di questi galleggianti stanno sbarcando nel centro abitato di Kherson su alcune rampe che, in ogni caso, sono esposte ai tiri dell'artiglieria a lungo raggio ucraina.

- COLPITA STAZIONE DI POMPAGGIO A NOVA KAKHOVKA La stazione di pompaggio dell'acqua di Nova Kakhovka, che spinge parte delle acque del Dnipro verso la Crimea, è stata colpita e messa fuori servizio. I russi tenevano molto a questo punto perché senza l'acqua captata da qui, l'agricoltura nella Crimea settentrionale è gravemente penalizzata.

venerdì 2 settembre 2022

 Speciale Guerra in Ucraina


AGGIORNAMENTI  3 settembre (194° giorno)

 

- IL PUNTO SULL'OFFENSIVA UCRAINA Vediamo di fare il punto sull'offensiva ucraina lanciata il 29 agosto. Le forze ucraine sono avanzate in vari punti della enorme testa di ponte russa sulla riva destra del fiume Dnipro. Il fronte è stato sfondato in più punti anche se la resistenza russa è forte e le forze di Kiev avanzano con prudenza per limitare le perdite. Oltre all'artiglieria anche di origine NATO, si sono visti in azione i cingolati olandesi YPR-765, simili ai veicoli VCC-1 italiani, vale a dire con una protezione in acciaio invece del solo alluminio degli M-113 da cui derivano entrambi. Si tratta di APC e non di IFV comunque.

I progressi maggiori sono stati fatti a occidente della strada P-81 che collega Kherson e la cittadina di Snihurivka anche con una ferrovia parallela. Le forze russe tentano di mantenere il controllo della P-81 perché subito a oriente vi è il fiume Lymanets che taglia in due la testa di ponte e ostacola il passaggio della logistica. I ponti su questo corso d'acqua sono stati interrotti tutti da settimane ma il genio russo può lanciarne di nuovi, sempre a rischio distruzione però.

Il punto nodale rimane il passaggio del fiume Dnipro. I due attraversamenti fissi di Antonivka e Nova Kakovka, sono interrotti ed è fallito il tentativo di costruire attaccato al ponte originale della prima località un ponte di barconi, è fallito con l'affondamento di varie chiatte. Il comando russo tenta di traghettare rifornimenti e mezzi con sezione di ponte spinti da battelli ma anche questi tentativi sono oggetto di lancio di missili, come è avvenuto sul lago subito a nord di Nova Kakhovka. I tentativi d'intercettazione delle armi statunitensi da parte dei missili antiaerei russi, ha avuto scarso successo per la piccola sezione radar e la forma sfuggente di queste armi che arrivano a grande velocità. Le forze di Putin avevano creato dei depositi di munizioni, carburante e viveri sulla sponda destra ma alcuni sono stati distrutti e i consumi sono alti. I russi hanno disseminato mine anticarro ma anche antiuomo in modo massiccio, elemento che ostacola e rallenta l'avanzata. 

Nei prossimi giorni probabilmente i reparti ucraini proveranno a occupare tutta la sponda destra del Lymanets, stringendo poi su Kherson, cercando di bloccare il flusso di rifornimenti attraverso il Dnipro, volendo ovviamente evitare una battaglia urbana che avrebbe conseguenze micidiali sulla popolazione; scelta differente rispetto a quella fatta dai russi nell'attaccare le varie località del Donbas. Il compito è difficile perché il terreno non offre appigli tattici e oltre il fiume vi è sempre l'artiglieria russa che, disponendo anche dell'osservazione satellitare, può colpire concentramenti di forze.

Si sapeva che le unità navali russe non si azzardano a portarsi presso la costa per impiegare l'artiglieria, temendo i missili antinave della difesa costiera mentre lo scarso utilizzo dell'Aeronautica russa è clamoroso. Sembra impossibile che il timore di perdite induca questa fondamentale componente dallo svolgere un ruolo più intenso. Siamo di fronte di una delle principali forze aeree mondiali e l'assenza di sortite d'attacco lascia molti dubbi. Gli elicotteri sono più attivi ma anche loro hanno un atteggiamento complessivamente prudente, forse per le perdite subite nei primi giorni dell'invasione, quando si sono spinti in profondità in cieli difesi meno efficaciamente rispetto alle armi antiaeree disponibili oggi.

Ci attendono settimane decisive anche se le previsioni di un forte rallentamento dello scontro con l'arrivo della stagione piovosa e fredda dimenticano che questi sono elementi ben conosciuti ai militari ucraini e russi. Ovviamente in diversi si sono dimenticati scontri come quello di Debaltseve che si svilupparono proprio nell'inverno 2014/2015.

- 13.7 MILIARDI DI AIUTI USA Il presidente statunitense Biden ha hiesto al Congresso la consessione di ulteriori 13,7 miliardi di US$ per l'Ucraina. Evidentemente si tratta di una cifra veramente consistente che, probabilmente, include anche armi sofisticate e, forse, anche velivoli da combattimento. Evidentemente a Washington ci si prepara per sostenere un conflitto lungo in quanto la cifra richiesta è pari a più di quanto concesso dagli Stati Uniti nei precedenti sei mesi di aiuti a Kiev. Ovviamente si conta anche sull'impatto psicologico che la notizia può avere in Russia, dovendo poi sommare gli aiuti da altri paesi.

- PANTSIR S-1 DISTRUTTO Un brevissimo filmato mostra un semovente antiaereo PANTSIR S-1 distrutto nella regione di Kherson, nei territori che sono stati liberati dall'offensiva di Kiev. Offensiva che sta proseguendo anche se mancano informazioni ufficiali.

- CINGOLATO OLANDESE CATTURATO Le forze russe nell'area di Kherson hanno catturato un veicolo cingolato di costruzione olandese YPR-765, rimasto immobilizzato per un guasto o un colpo. Si tratta del primo veicolo di questo tipo ad essere catturato dai russi.


giovedì 1 settembre 2022

 Speciale Guerra in Ucraina


AGGIORNAMENTI  2 settembre (193° giorno)

 

- IL PUNTO SULLA CONTROFFENSIVA UCRAINA Mancano ancora notizie ufficiali circa la controffensiva ucraina nella parte più meridionale del fronte. Kiev tace e Mosca parla di azione respinta con gravi perdite (che non mostra). Perfino noi abbiamo difficoltà nel reperire informazioni attendibili. Quello che si è capito è che gli ucraini sono giunti ad alcuni chilometri dalla periferia di Kherson (villaggio di Klapaia, sulla M-14) e potrebbero tentare di resistere nel centro urbano, approfittando del fatto che la città è abitata per cui le forze di Kiev avrebbero delle remore ovvie per attaccarla e sviluppare un combattimento al suo interno. Bisogna tener presente due fattori. Intanto i  problemi di rifornimento attraverso il Dnipro (anche questa mattina è stato colpito il punto di transito di Nova Kakhovka) e poi che la resistenza ucraina opera nel centro urbano e vi sono stati degli scontri. Perdere Kherson sarebbe un colpo molto duro per Putin che poteva contare di scambiare in sede di trattative la città con il Donbas che non riesce a conquistare. Fra i comandi russi potrebbe farsi strada l'idea di una "nuova Stalingrado": Ma Paulus non aveva gli HIMARS con cui colpire i punti d'imbarco russi!

Di fondo ci sembra che i russi non abbiano truppe bastevoli per tutte le necessità e siano alle prese con problemi logistici legati all'attraversamento del fiume. Anche più a nord hanno perso terreno mentre le perdite territoriali sono state inferiori a nord del fiume Lymamets che taglia in due la testa di ponte russa sulla riva destra del Dnipro e su cui è interrotto l'unico ponte. Ma bisogna tener presente anche gli altri fronti anche se l'offensiva russa nel Donbas si è arenata. Vi è poi il problema della centrale elettrica di Zaporizhzhia, che Putin cercherà di utilizzare come arma di ricatto.

- COLPITO ALTRO PUNTO DI ATTRAVERSAMENTO. Con l'accesso alla strada sulla diga di Nova Kakhowka interrotto e sotto stretta sorveglianza, i russi hanno provato ad utilizzare pontoni galleggianti per traghettare mezzi e rifornimenti più a nord, ma sono stati scoperti e colpiti con un pontone affondato insieme a due imbarcazioni per spingerlo. 

- IL CONFLITTO PROCEDE I russi tirano missili da crociera nuovamente anche su località nell'Ucraina nord-orientale, per una rivalsa per come vanno le operazioni sulla riva destra del Dnipro. I missili ucraini colpiscono obiettivi militari, come la base aerea di Tokmak, a nord di Mariupol, dove i russi avevano accumulato munizioni, raggiunta da vari colpi questa sera con grandi esplosioni secondarie. Le loro offensive nel Donbas sono state bloccate anche oggi ma ci sembra che l'energia di queste operzioni sia scemata in modo netto,

 COLPITI GLI AEROPORTI DI DAMASCO E ALEPPO


Giovedì notte sono state colpite le piste e i sistemi elettronici per l'atterraggio degli aeroporti di Damasco e Aleppo, come riportano anche le immagini riprese da satelliti civili. Ovviamente qualcuno voleva mandare un esplicito messaggio alle forze di Assad, probabilmente legato alla presenza iraniana nel paese. I due aeroporti sono regolarmente utilizzati per l'arrivo di voli dall'Iran con militari e rifornimenti.