mercoledì 2 gennaio 2019

RAZZO CONTRO UN LVM IN AFGHANISTAN:
COLPO DI  MILITARI LOCALI
Herat, 2 gennaio 2019
Intorno alle 11.00 ore locali, un razzo anticarro RPG-7 è stato lanciato a circ 20 km da Herat, contro un mezzo italiano LVM (LINCE) che stava partecipando ad una missione addestrativa. Non vi sono stati danni fra gli occupanti del mezzo il quale ha ricevuto danni ridotti alla parte posteriore.
Era molto tempo che non si registravano azioni contro il contingente italiano in Afghanistan ma la tensione rimane piuttosto alta in quanto i talebani hanno da tempo ripreso il controllo di alcune aree, dopo la riduzione dei contingenti internazionali in questa parte del paese. 
Dal punto di vista tecnico è bene ricordare che un LINCE non è in grado di resistere ad un colpo a carica cava di un RPG-7 qualora colpisse la cabina.

AGGIORNAMENTO DELLE 17.00 
Fonti afghane hanno rivelato che il fuoco contro i militari italiani è stato aperto da due militari delle forze di Kabul, a Shindad, mentre la colonna italiana stava arrivando in quella località. Probabilmente si tratta di un caso di "blu su blu", come in altri casi simili accaduti in questi anni. In un episodio si dovette registrare, a Bala Murghab, l'uccisione di un nostro militare.
Sembra che uno dei due attentatori sia stato eliminato dai militari afghani. Anche se da anni non si registrano caduti italiani nel paese, non si può dimenticare i rischi che questi corrono.

martedì 1 gennaio 2019

FORZE RUSSE SUL CONFINE CON L'UCRAINA 


Secondo informazioni attendibili, Putin avrebbe fatto affluire lungo il confine con l'Ucraina circa 80.000 militari, inclusa la logistica, con 28 gruppi tattici, 1.120 carri (T-62, T-72, T-90), 2.620 veicoli protetti per la fanteria, 1,230 pezzi d'artiglieria e 442 lanciarazzi campali. L'artiglieria rimane una delle pedine fondamentali, come si vide durante le operazioni fra l'agosto del 2014 e il febbraio del 2015.
Si tratta di una forza notevole, forse la più importante in Russia, in grado di lanciare un attacco di tipo convenzionale, non solo nel Donbas ma anche lungo il lungo confine.
Sull'altro lato del confine vi è una parte rilevante dell'esercito ucraino, a cui si aggiungono le forze che fronteggiano la provenienza dalla Crimea e sorvegliano le coste. 
Le forze ucraine hanno fato affluire rinforzi dopo l'episodio a Kerch, lo scorso 25 novembre. Si tratta di unità ben diverse da quelle disponibili nel 2014 e ora vi sono piani d'intervento precisi, pronti a scattare. Le fabbriche militari stanno lavorando a pieno ritmo, in particolare per rimettere in condizioni operative e migliorare i mezzi esistenti oltre a produrne di nuovi. Le carenze maggiori riguardano la Marina e l'Aeronautica. Per quest'ultima si pensa all'acquisto di nuovi velivoli da combattimento, magari di modello occidentale. Come misura provvisoria potrebbero arrivare velivoli di concezione sovietica, ceduti da qualche paese amico, più semplici da pilotare e gestire essendo già in servizio con Kiev.

BREAKING NEWS -

ELEMENTI DI DAESH PASSANO L'EUNFRATE


Un numero imprecisato di combattenti di Daesh hanno attraversato, quando è caduta l'oscurità, l'Eufrate e hanno assalito le forze di Damasco che presidiavano il villaggio di Sayyad. Se ne sono impossessato e hanno fatto traghettare su mezzi di fortuna altri miliziani. Poi si sono diretti più a oriente, verso una grossa sacca nel deserto, ancora in mano ai sostenitori del califfato. Sono rimasti uccisi alcune decine di governativi e un certo numero di miliziani.
Certo i reparti del presidente Assad dovevano attendersi un'azione di questo tipo e dovevano inviare rinforzi.  Invece sembra siano stati colti di sorpresa.
Con tutta sicurezza alle prime luci dell'alba inizierà una caccia accanita ai miliziani ma potrebbe essere troppo tardi. Comunque anche questo è un segnale che la sacca sulla riva orientale del fiume sta per cadere e siano alla fase finale. In teoria ora le forze di damasco dovrebbero attaccare le residue forze di Daesh ma probabilmente attendono rinforzi. Potrebbe accadere che i fuggitivi siano colpiti dall'aerea dai velivoli della coalizione occidentale ma siamo in un'area dove operano i reparti siriani e potrebbe nascere un serio incidente. 
LA SITUAZIONE IN SIRIA
 
 
Le Forze Democratiche Siriane hanno catturato Al-Baghuz, all'estremità meridionale dell'ultima sacca di Daesh lungo l'Eufrate. Sono evidenti i segni dell'imminente fine della resistenza in quanto cresce il numero dei miliziani che si sbandano e che si arrendono. Sono stati catturati anche diversi miliziani stranieri, oltre che a siriani e iracheni, e grande è l'impegno delle FDS perché non riescano a fuggire. Per questo sono impegnate anche forze irachene che operano anche con la'rtiglieria e i velivoli F-16.
I fronti nella Siria settentrionali sono relativamente tranquilli anche se si registrano cannoneggiamenti e movimenti di truppe, in particolari turche.

STATO DI EMERGENZA IN  
ALCUNE PROVINCIE DEL BURKINA FASO
 
 
In seguito al ripetersi di violenze causate da integralisti musulmani nella parte settentrionale del Burkina Faso, il presidente della repubblica ha dichiarato in queste zone lo stato di emergenza. In questo modo si spera di fermare l'ondata di violenze che hanno colpito delle aree, con l'afflusso di miliziani integralisti anche dal Mali.
Anche il Burkina Faso ha forze di sicurezza ridotte e un lungo confine con il Mali, paese che nella parte settentrionale, meno popolata ma con comunità musulmane, ha a che fare con le violenze integraliste da diversi anni e dove opera anche una missione internazionale.

SCONTRI AL CONFINE FRA NIGERIA  NIGER 
DURANTE OPERAZIONI CONTRO BOKO HARMA
Nigeria e Niger hanno condotto operazioni congiunte contro miliziani integralisti di Boko Haram, al confine fra i due paesi. Ne sono scaturiti scontri a fuoco che hanno visto l'eliminazione di 11 miliziani integralisti mentre si contano 5 vittime nigeriane e 5 nelle fine dei reparti del Niger.
I due paesi vogliono colpire la presenza delle milizie integraliste nell'area che sfruttano il confine per le loro azioni. L'area in cui si svolge il confronto è molto vasta e ricoperta anche da foreste, che rendono tutto più difficile. Le forze di sicurezza del Niger sono molto piccole rispetto alle dimensioni del paese e hanno bisogno di mezzi per sostenere l'azione di stabilizzazione. Problemi anche per le forze della Nigeria anche se qui i militari non mancano anche se servirebbe un addestramento miglior e altri mezzi, in particolari elicotteri. Alcuni, di seconda mano ma revisionati in ditta, stanno giungendo dall'Italia; in particolare si tratta di 6 A-109.
In Niger opera un contingente italiano che è ancora in fase di afflusso mentre ha già iniziato l'attività di addestramento in favore dei reparti locali.

ATTACCHI TALEBANI ANCHE IL 1° GENNAIO;
14 MILITARI USA CADUTI IN UN ANNO
I talebani hanno lanciato una serie di attacchi contro dei posti di blocco stradali nella provincia di Sar-e.Pul, nell'Afghanistan settentrionale. Il bilancio è di 14 vittime fra le forze di sicurezza locali mentre non si conoscono ancora le perdite talebane. Fra i cauti anche un responsabile della polizia, cosa che fa intuire come bersagli dell'azione fossero presidi di polizia, generalmente meno robusti di quelli dell'Esercito.
Intanto con la fine del 2018 si può fare un bilancio dei caduti statunitensi nel paese durante il 2018. Complessivamente si tratta di 14 militari, su una presenza di 14.000 schierati. Quando si parla di certe situazioni, bisogna aver ben presente di cosa si parla, ricordando che siamo in un paese complesso e contro milizie agguerritissime, capaci di condurre attacchi suicidi pur di eliminare qualche militare statunitense. E la media si è alzata nel mese di dicembre, quando si sono dovuti contare tre caduti.