mercoledì 13 febbraio 2019

ULTIMI SCAMPOLI DI DAESH 


 
I miliziani del califfato sono allo stremo, ridotti in pochi centinaia di metri di territorio. Sono stati fatti decine di prigionieri, fra cui alcuni stranieri.
Sembra da escludere che ancora vi siano consistenti gruppi e mancano anche molti dei capi. Uccisi e sepolti? In fuga? Di sicuro la compagna convenzionale contro Daesh è al termine.
Nessuna notizia circa eventuali ostaggi occidentali.
Restano numerose cellule clandestini. In queste ore ne è stata individuata una a Raqqa  sono intervenuti anche elicotteri statunitensi per neutralizzarla. 
Le forze kurde nell'ultimo giorno hanno avuto nell'area 10 caduti, fra cui due ragazze.

martedì 12 febbraio 2019

EX RIBELLI DEL SUD SUDAN 
RIENTRANO NELLA LEGALITA'
347 militari, fra cui un colonnello, che si erano ribellati nel Sud Sudan, dando origine a un cnflitto interno durato alcuni anni, hanno deciso di reintegrarsi nei ranghi.
La guerra civile aveva sconvolto qusto giovanissimo stato, indipendente solo dal 2011, e solo ora l'accordo di pace inizia a dare frutti duraturi.
Il problema è sempre lo stesso. All'interno di queste comunità, con confini determinati a fine '800 in Europa, operano varie tribù, spesso nemici atavici. Il tribalismo rappresenta un grosso problema del continente anche se in Europa se ne parla pochissimo. 
Da segnalare che in Sud Sudan sono stati smobilitati, secondo l'UNICEF, ben 3.100 ragazzini che erano stati arruolati, altre grave problema del continente.

VENEZUELA: ESERCITAZIONI E CITTA' 
RIEMPITE DALL'OPPOSIZIONE


I media del regime di Maduuro, hanno mostrato i Sukhoi Si.30 MK2 dell'Aeronautica venezuelano che si stanno esercitando con i missili antinave Kh.31, evidentemente per opporsi a ipotetiche invasioni dal mare. Bisogna ricordare che Maduro ha, come il suo predecessore Chavez, speso molto in armi in Russia; Russia che economicamente è molto esposta con Caracas.
Mentre Maduro fa vedere le armi, le città del Venezuela sono piene di folle che manifestano contro di lui. Nelle sue infinite giravolte, si era rivolta anche al Papa il quale però a risposto a il "signor Maduro" che già altre volte il Vaticano si era attivato per una mediazione poi disattesa proprio da lui. Tradotto in parole povere,: "smettila di fare il furbo e di tentare di guadagnare tempo".
Intanto si moltiplicano le voci di movimenti in seno alle forze armate, sottoposte a grande pressioni. Ovviamente i 2.000 e otre generali di regime, temono di dover rispondere delle loro azioni passate (qualcuno si è bellamente arricchito) ma i giovani ufficiali non hanno voglia di essere usati contro la popolazione e in diversi sono pronti ad abbattere il dittatore. Manca solo la scintilla che potrebbe giungere nei prossimi giorni anche perché prosegue il flusso degli aiuti umanitari, ora anche alla frontiera con il Brasile.

SECONDO MADURO NESSUNA CRISI IN VENEZUELA


Secondo Maduro e alcuni suoi collaboratori, in Venezuela non vi è nessuna crisi e l'arrivo di aiuti umanitari è solo una scusa per invadere il paese.
A questo punto bisogna chiedersi se Maduro è da destituire o da rinchiudere in un luogo dove possa essere curato dalle allucinazioni che lo affliggono!
Che in Venezuela ci sia una crisi feroce, è palese in modo inequivocabile. Si può discutere sui motivi, accusare certi paesi ma poi bisogna sempre spiegare perché sia in fallimento un paese pieno di petrolio. 
La situazione rimane di stallo mentre si accumulano i rifornimenti umanitari alle frontiere. Resta da vedere per quanto tempo il regime riuscirà a resistere.
Il Governo italiano, al termine di un silenzio da vergogna, dovuto all'atteggiamento dei 5 Stelle (che nel 2017 andarono in visita a Maduro con una delegazione guidata da Di Stefano), essendo la Lega su una posizione fortemente critica su Maduro,  ha ufficialmente comunicato di essere favorevole alla ripetizione delle elezioni presidenziali, dopo molte pressioni degli italo-venezuelani che auspicano un atteggiamento diverso.
Anche oggi le proteste sono state massicce in molte città e l'idea che il regime blocchi perfino gli aiuti umanitari, affermando che "non sono necessari", sta facendo inferocire la gente. Maduro deve stare attento perché alla fine potrebbe pagare veramente caro questo atteggiamento anche se tiene sempre due aerei pronti a portare lui, la famiglia e i più stretti collaboratori a Cuba.
ULTIMISSIMI CHILOMETRI QUADRATI PER DAESH


Probabilmente i miliziani di Daesh resisteranno fino alla fine nell'ultima parcella di territorio che controllano. Ovviamente si cerca di eliminarla, superando la rabbiosa resistenza e vedendo di limitare al massimo le perdite. Siamo curiosi di sapere chi è rimasto intrappolato fra i capi perché qualcuno potrebbe essere già fuggito in qualche modo. 
La resistenza prosegue anche perché i miliziani hanno con loro un buon numero di ostaggi, per cui non può essere scatenato tutto il potenziale disponibile.
UNA DELLE TANTE MISSIONI SEGRETE SULLA LIBIA
 
 
Un Daesh 8 Q200 appartenente allo Special Operation Command statunitense, l'altra notte era i volo sopra a Tripoli, proveniente dall'aeroporto di Suda, sull'isola di Creta. Il velivolo è attrezzato con particolari apparecchiature elettroniche.
Sempre la scorsa notte si sono avuti movimenti di mezzi corazzati nella capitale libica. Sembra che si fosse diffusa la voce dell'arrivo di forze provenienti da Misurata, evidentemente percepite come ostili. La tensione in città è salita dopo l'avanzata dell'Esercito Nazionale Libico nel Fezzan e l'occupazione di molti pozzi di petrolio.

lunedì 11 febbraio 2019

DURISSIMI COMBATTIMENTI A AL-BAGHUZ 


Nell'ultima, piccolissima, sacca di Daesh, si combatte molto duramente. I miliziani in armi sembrano voler resistere in tutti i modi. Diversi provano a sfuggire all'accerchiamento e qualcuno ha provato perfino a travestirsi da donna per sfuggire alla caccia che viene data loro.
Fra i miliziani vi sono alcuni dei personaggi più fanatici, che rifiutano la resa e combattono fino alla morte. Per questo l'avanzata è cauta, volendo limitare al minimo le proprie perdite. 
Giornata d'insolita calma nella Siria settentrionale, colo con incidenti minori.