lunedì 19 novembre 2018

TAGLI DEI FONDI STATUNITENSI
AL PAKISTAN


Con il solito twitter, Donald Trump ha minacciato il taglio dei fondi concessi al Pakistan, Diamo loro molti denari e loro non appoggiano il nostro impegno. Baste vedere come si sono comportati con il caso Bin Laden e come si comportano con le vicende afghane, senza colpire adeguatamente i talebani. Questo in sostanza è il messaggio di Trump. 
In effetti i pakistan ha avuto e sta avendo ancora posizioni non chiare nella lotta all'integralismo terroristico musulmano. La sua collaborazione è fondamentale per sconfiggere i talebani mentre in tanti ci fanno affari e finiscono per appoggiarli, magari per paura di perdere posizioni di potere in quel paese.
FERITO UN ALTO UFFICIALE DI DAMASCO 


Il brigadier generale Abbas, una delle figure di spicco della campagna contro Daesh, è stato gravemente ferito oggi sul fronte dell'ultima sacca di Daesh nella Siria meridionale, intorno al vulcano di Safa. Oggi i militari della 61a Brigata, dopo 104 giorni di combattimenti, sono riusciti a raggiungere una delle vette secondarie del vulcano (un vulcano "a scudo" quindi non con alte cime ma con terreno impervio) ma la situazione è sempre incerta.
I miliziani di daesh stanno offrendo una dura resistenza in alcuni punti, hanno contrattaccato negli ultimi giorni su due fronti e sono sempre presenti con mote cellule segrete o formazioni guerrigliere, in diverse parti del paese. 

Intanto giunge la notizia che nei prossimi giorni approderanno nel porto di Tartus quattro navi ruse cariche di 80.000 tonnellate di viveri perché la situazione alimentare del paese è molto difficile, visto quello che è accaduto in quasi otto anni di guerra. 

TENSIONI IN MOLDAVIA

Sale la tensione in Moldavia. Da una parte vi è il partito del presidente della repubblica che vorrebbe troncare l'avvicinamento all'Europa e stringere rapporti più stretti con la Russia. Dall'altro vi è il governo che la pensa in maniera opposta.
Ricordiamo che i militari russi si trovano nella zona della Trans-Dniester, rimasta, con il ricorso ad un conflitto, nelle mani dei filo-russi; un grosso problema che l'Europa ha sempre fatto finta di non vedere. 
Nei giorni scorsi vi sono state varie manifestazioni dei due schieramenti.
Probabilmente Putin è alla ricerca di un nuovo alleato nella zona ma il processo di avvicinamento all'Europa sembra irreversibile, visto anche i grossi investimenti fatti dall'UE.

domenica 18 novembre 2018

CRESCE LA TENSIONE NEL MARE DI AZOV
 
 
La Russia sta facendo affluire rinforzi navali nel Mar Nero. Già la scorsa primavera dal Mar Caspio, sono arrivate alcune unità, transitando per il Volga e il Don e il canale che unisce i due grandi fiumi.
Ora giunge la notizia che stanno affluendo unità navali dalla Flotta del pacifico e dalla Flotta del Nord. In parte queste unità servono per dare il cambio a quelle impegnate in supporto a Damasco e in Mediterraneo ma le più piccole e altre servono per fronteggiare la situazione in Mar Nero, in particolare nel Mare di Azov. Mosca ha una netta superiorità navale sull'Ucraina nel Mar Nero ma tende a rafforzarsi, magari in vista di operazioni contro le forze di Kiev. 
Bisogna ricordare che la NATO ha rafforzato il suo dispositivo nelle acque del mar Nero. Per esempio, si è appena conclusa la crociera di due cacciamine tedeschi e di una unità destinata al loro appoggio. Non si è tratta di unità di attacco ma la presenza tedesca in mar Nero è un segnale preciso, dopo che vi sono state varie crociere di unità di paesi della NATO, incluso navi italiane che hanno visitato il porto di Odessa.

COMBATTIMENTI AD AFRIN
 
Da alcune ore sono in corso nella città di Afrin, Siria settentrionale, combattimenti fra l'Esercito Nazionale (un gruppo appoggiato dalla Turchia) e la polizia militare del gruppo Hamzat, una milizia proveniente dalla zona di Deir-ez-Zor, evacuato ad Afrin dopo l'offensiva delle forze di Damasco lo scorso anno.
Si combatte anche a raffiche di mitragliatrice da 12,7 mm e lanciarazzi RPG.
Per ora è sconosciuto il numero delle vittime.
Si tratta di un tipico esempio di scontro fra forze ribelli che hanno caratterizzato tutto lo svolgimento della guerra in Siria

AGGIORNAMENTO OPERAZIONI NELLO YEMEN
 
 
Le forze della coalizione anti-houthi hanno preso il controllo integrale del Triangolo di Ahaman, nell'estrema parte nord-occidentale del paese, vale a dire in territorio a forte presenza houthi. Sono stati conquistati anche altri villaggi nella parte meridionale del fronte, sui monti a nord di Aden, nella regione di Taizz, dove si sono combattute aspre battaglie
Per quanto riguarda la battaglia per Hoddeida, non vi sono grosse novità. Le milizie houthi hanno però fatto affondare delle unità all'imboccatura del porto, tentando di bloccarlo, evidentemente temendo di perderne il controllo ma rendendo anche più difficile l'arrivo di aiuti alimentari, cosa che si ripercuoterà negativamente sulle popolazioni sotto il loro controllo.

OFFENSIVA DI DAESH A OCCIDENTE DELL'EUFRATE
 
 
A conferma ella minaccia rappresentata ancora da Daesh, dobbiamo segnalare l'odierna offensiva a oriente dell'Eufrate, dove si trovava una delle tre sacche del gruppo integralista, la più grande. L'avanzata si è sviluppata in un'area desertica  e scarsamente popolata, cogliendo di sorpresa le forze di Damasco che, ora, saranno costrette  richiamare rinforzi da altre zone e, magari, chiedere il supporto russo e iraniano.
Le operazioni delle ultime tre settimane hanno dimostrato che il gruppo integralista è ancora in grado di allestire operazioni di un certo respiro, disponendo di scorte di carburanti e munizioni, nonostante i pedantissimi colpi subiti.
L'offensiva mira a tagliare le vie di comunicazione verso gli avamposti delle forze di Damasco lungo l'Eufrate, in particolare a Deir-ez-Zor e più verso il confine con l'Iraq. L'offensiva ha potuto contare su condizioni metereologiche perturbate, che hanno complicato l'appoggio aereo, come è avvenuto sulla sponda orientale, nei pressi del confine con l'Iraq, contro le Forze Democratiche Siriane.
Ovviamente questi ultimi sviluppi allontanano le ipotesi di un disimpegno russo in Siria.  Intanto l'artiglieria di Damasco tira contro bersagli a sud di Iblid, per mantenere una certa pressione sulle forze ribelli appoggiate dalla Turchia, che operano nel nord-est del paese.