venerdì 10 aprile 2020

AVVISO ISRAELIANO

Il comandante del 1° Corpo d'Armata siriano, Luau Ali Ahmad Assad è stato ripreso da un video poi diffuso dagli israeliani e trasmesso, mentre visita un reparto di Hetzbollah schierato in Siria a ridosso con le linee sul Golan. 
Il messaggio è fin troppo chiaro: sappiamo quello che state facendo e possiamo colpirvi. Qualcosa di simile avvenne nel 1982 quando Arafat dovette abbandonare con i suoi Beiruth e partire via mare. Gli israeliani diffusero una foto del suo imbarco. Una situazione simile ma non uguale. Arafat stava rispettando un accordo sottoscritto anche da Israele mentre ora è fermamente deciso a non far installare gruppi sciiti e iraniani in Siria.

giovedì 9 aprile 2020

SOSPESO CAUSA INFLUENZA CINESE 
IL CONFLITTO NELLO YEMEN
L'influenza proveniente dalla Cina potrebbe portare ad un rallentamento se non alla fine del conflitto nello Yemen. Gli houthi sembrano allo stremo e non resisterebbero ad una forte epidemia mentre anche paesi come l'Arabia Saudita e gli Emirati hanno dei problemi. Molto più gravi quelli dell'Iran, che è il principale alleato degli houthi, per cui ha meno energia da proffondere in questa lotta. Fra l'altro gli iraniani accusano i cinesi di aver portato nel paese il Coronavirus senza avvisare dei pericoli, creando forti tensioni.

mercoledì 8 aprile 2020

CHIUSI I PORTI ITALIANI
Alla fine anche il governo si è dovuto arrendere e ha chiuso i porti italiani ai flussi di clandestini. Con i primi casi di Coronavirus in Libia e infiniti problemi, non era più possibile dover gestire flussi di clandestini, difficili anche da gestire. Alcuni di quelli accolti negli utlimi tempi, non aveva trovato di meglio che allontanarsi dalla quarantena dove era stato confinato per motivi di sanità in precedenza. Dato che gli italiani hanno ben altri problemi in queste settimane, e devono stare chiusi in casa, alla fine i porti sono stati chiusi anche ai soliti traghettatori che, beatamente, volevano continuare a scaricare in Italia, solo in Italia, chi trasportavano.
L'Italia non è un porto sicuro, per ovvi motivi, per cui questi trasporti, spacciati per salvataggi, non potevano proseguire oltre. Lo chediamo da molto tempo ma al governo si faceva di tutto per continuare nel solito andazzo. In Libia da tempo non ne arrivano più perché l'area di Tripoli, da dove partono, è sconvolta dagli scontri fra nazionalisti e milizie del GNA. Il problema è che in Libia ve ne sono molti giunti in precedenza. Dobbiamo ricordare che le partenze e i traffici su queste persone avvengono nelle aree ancora sotto il controllo del GNA che riceve non pochi aiuti dall'Italia per bloccarli. I nazionalisti da tempo hanno bloccato questi traffici che provengono dal Niger, attraverso il deserto e le uniche due piste praticabili ai mezzi pesanti.

martedì 7 aprile 2020

Speciale battaglia di Tripoli
COMBATTIMENTI A TRIPOLI
Da due giorni ci sono bombardamenti nell'area di Tripoli anche con salve di razzi da 122 mm. Non mancano neppure gli attacchi aerei, fra cui alcuni del GNA nell'area di Bani Walid, in mano ai reparti nazionalisti. A Tripoli è stato colpito l'aeroporto e in serata vi è stato un black out.
La battaglia di Tripoli, seppur a ritmi lenti e altalenanti, va avanti da un anno esatto.

lunedì 6 aprile 2020

UCCISI 20 MILITARI DEL MALI

In un attacco nella parte settentrionale del paese, ieri, a Bamba, sono rimasti uccisi 20 militari del Mali caduti in una imboscata allestita da radicali islamisti. I gruppi integralisti sono sempre molto forti nonostante l'intervento internazionale per contrastare la loro espansione. Fra di loro non mancano elementi stranieri, veterani di altri conflitti. 

venerdì 3 aprile 2020

FREGATA TURCA LANCIA MISSILI 
LUNGO LA COSTA LIBICA
Una fregata turca in navigazione a pochissime miglia dalla costa (tanto che è stata ripresa da terra), ieri ha lanciato missili antiaerei RAM contro droni nazionalisti. Si tratta di un ulteriore step nel coinvolgimento diretto turco nel conflitto in Libia.
Un L39 ALBATROS del GNA è precipitato a sud di Misurata (salvi i due membri d'equipaggio) e oggi il GNA ha rivendicato l'abbattimento di tre velivoli nazionalisti, notizia abbastanza strana e probabilmente diffusa a fini di propaganda, in quanto non sono state fornite evidenze. 

MISSILI ANTIAEREI HAWK A IDLIB 


Filmati mostrano missili antiaerei turchi MIM-23 HAWK schierati nell'area di Idlib. Probabilmente la mossa pone fine ai bombardamenti aerei russi e siriani nella zona, condotti sapendo che le forze ribelli disponevano solo di pochi missili spalleggiabili. Gli HAWK non sono missili moderni ma potrebbero ottenere dei successi contro i velivoli avversari, elicotteri inclusi.