venerdì 31 gennaio 2020

SEI VELIVOLI COLPITI IL 6 GENNAIO IN KENIA
 
 
Il Comando delle Forze Statunitensi in Africa (AFRICOM) ha comunicato che nell'attacco in Kenia lo scorso 5 gennaio sono andati distrutti o danneggiati sei velivoli, utilizzati dalle forze speciali, incluso uno impiegato per la sorveglianza. 
Si è trattato di un duro colpo sferrato dagli integralisti islamici di Al-Shabab che sempre più spesso operano in Kenia, dove vi sono milioni di sonali rifugiati.

ANCORA ATTACCHI IN SIRIA 


Anche oggi le forze di Assad e i  suoi alleati, hanno spinto a occidente della strada statale M5, conquistando alcuni villaggi nella punta meridionale della sacca dei ribelli. I combattimenti sono intensi mentre sta per avvicinarsi il nono anniversario del suo inizio. Si ha inizio dello spostamento di reparti, anche iraniani, dal fronte dell'Eufrate verso Aleppo. 
La Turchia sta inviando rinforzi nella zona ma Damasco fa rifornire i capisaldi turchi rimasti isolati dietro le proprie linee, segno evidente di un accordo di qualche tipo.

Speciale Guerra in Libia
AGGIORNAMENTO SITUAZIONE 
A Tripoli è proseguito lo sbarco di armamenti dalla nave libanese che ha effettuato il trasporto. In porto vi è una fregata turca e un'alra è subito a largo, per fornire protezione contro aerei e droni, un coinvolgimento pesante che sta provocando gravi reazioni nel mondo arabo.
Parigi ha diretto verso le coste libiche la sua portaerei a propulsione nucleare CHARLE DE GAULLE.
Da rimarcare l'opera dei velivoli da pattugliamento navale P-72 di base a Sigonella, inseriti nel 41° Stormo, intenti a monitorare i traffici navali.
Si moltiplicano le voci circa l'afflusso di contractor su entrambi i fronti. Sembra che un russo, che aveva combattuto nel Donbas, sia rimasto ucciso mentre alcuni miliziani siriani ingaggiati dai turchi, avrebbero disertato puntando all'Italia, tanto per cambiare!

giovedì 30 gennaio 2020

Speciale Guerra in Libia
 
LA TURCHIA INVIA NAVI E ARMAMENTI A TRIPOLI
 
 
La situazione si aggrava in Libia. Erdogan ha inviato unità navali per scortare le unità mercantili cariche di armamenti pesanti per il GNA e per i soldati turchi in Libia. A Tripoli si è ancorata una fregata turca mentre la nave Bana, che ha attraccato a Tripoli, a bordo ha mezzi blindati cingolati ACV-15 (Versione turca elaborata dell'M-113 A1) e sopratutto semoventi da 155 mm FESTINA.
Qualcuno ha fotografato il carico e messo in rete le immagini. Sicuramente questo gesto avrà pesanti ripercussioni nello scenario libico, provocando reazioni.
 

LIBIA: SCONTRO TRA MACRON ED ERDOGAN

Il presidente francese Macron e quello turco Erdogan si sono scambiati una serie di accuse reciproche sulla situazione in Libia. U due presidenti, che supportano più o meno direttamente le due diversre parti del conflitto, accusano l'altro di essere la causa della continuazione del conflitto nel paese nord africano. 
Macron ha infatti accusato Erdogan che le sue azioni in Libia, con un sempre maggiore invio di truppe a difesa di Tripoli, sta destabilizzando ulteriormente il paese, mentre Erdogan rilancia l'accusa affermando che la Francia sta supportando un governo, quello di Haftar, illegittimo. 
La tregua firmata pochi giorni fa sempra sempre più fragile non solo sul campo, ma anche dal punto di vista diplomatico.
 
PROTESTE PALESTINESI DOPO PIANO DI PACE PROPOSTO DA TRUMP

Il cosiddetto "Accordo del Secolo" proposto dal presidente americano Trump e supportato da Israele, ha causato una serie di reazioni negative in Medio Oriente, e non solo. In tutti i territori palestinesi si sono levate le proteste, da Ramallah a tutta la West Bank, con i casi più gravi registrati nella striscia di Gaza, da cui sono partiti anche una serie di attacchi al territorio israeliano. I paesi arabi, Turchia in testa hanno espresso un aperto dissenso nei confronti del piano, ad eccezione di Arabia Saudita ed Emirati Arabi che, con una posizione attendista, hanno dichiarato che analizzeranno il piano. 
La Russia si è subito intromessa consigliando ai palestinesi di diffidare dalle intenzioni americane. Ma soprattutto va registrata la freddezza degli alleati statunitensi in Europa ad eccezione della Gran Bretagna.  

martedì 28 gennaio 2020

LA SITUAZIONE NELLO YEMEN 


Si è parlato meno della guerra nello Yemen ma i combattimenti proseguono mentre si tratta ancora su più piani.
Vi sono stati scontri a oriente di Saana, la capitale, e sul fronte nord mentre non vi sono state novità di rilievo intorno alla città portuale di Hoddeida. I velivoli della coalizione hanno colpito alcuni bersagli, la scorsa notte anche nei pressi della capitale. Gli houthi sembrano aver terminato la loro scorta di missili balistici di costruzione iraniana, dopo che ne hanno lanciato molti contro le città saudite, in gran parte intercettati dai missili PATRIOT.
Il blocco navale contro le importazioni di armi per la componente houthi, sembra essere stata bloccata o fortemente rallentata da tutta una serie di misure.