giovedì 5 dicembre 2019

ATTACCO A DEPOSITO IRANIANO IN SIRIA


Velivoli non identificati ma probabilmente israeliani, hanno distrutto un deposito di armi iraniano in Siria, a ridosso con il confine con l'Iraq.
La situazione in Siria permane di grande tensione e da Washington si parla anche dell'invio di migliaia di militari stutiitensi in Iraq. 
Non sarebbe certo la prima volta che velivoli israeliani colpiscono basi iraniane nel paese.
ANCORA PROTESTE ANTI-IRANIANE IN IRAQ


Proseguono le proteste popolari nelle parti centrali e meridionali del paese, contro l'influenza iraniana nel paese. Vi sono stati vari assalti ad organizzazioni ed enti notoriamente legati all'Iran e contro edifici governativi anche perché è sotto tiro la corruzione a tutti i livelli che attanaglia il paese e ne ostacola la rinascita economica.
NAVI AMERICANE INTERCETTANO ARMI IRANIANE  


La marina americana ha intercettato un nave senza insegne che trasportava missili e altre armi di fabbricazione iraniana attraverso il mare d'Arabia diretto verso lo Yemen. 
I missili erano diretti alle milizie Houthi che dipendono totalmente dal supporto iraniano per il proseguimento del conflitto. 
Questo è l'ultimo di una serie di eventi che hanno portato alla creazione da parte del Pentagono di un piano per un intervento militare in Yemen. Secondo indiscrezioni giornalistiche si tratterebbe del possibile dispiegamento di 14.000 uomini. L'obbiettivo sarebbe sia di contenere l'espansionismo iraniano nella regione, sia di fermare la catastrofe umanitaria che affligge il paese dall'inizio della guerra nel 2015.
 
DIPLOMATICI RUSSI ESPULSI DA GERMANIA

Due diplomatici russi sono stati espulsi dalla Germania dopo che una corte federale tedesca ha dichiarato che ci sono prove sufficienti che dimostrano il loro coinvolgimento nell'assassinio di un dissidente ceceno avvenuto lo scorso agosto a Berlino. L'uomo era stato ucciso con due colpi di arma da fuoco. Il sospettato che è stato immediatamente arrestato e si trova ancora in custodia rifiuta di collaborare, così come la stessa Russia si è rifiutata di fornire qualsiasi tipo di aiuto nelle indagini.
 
NUOVI NEGOZIATI TRA USA E TALEBANI

L'inviato speciale americano per l'Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha annunciato il suo ritorno nel paese asiatico per proseguire le trattative di pace.
I negoziati tra Stati Uniti ed i talebani si erano interrotti lo scorso settembre, dopo che due soldati americani erano rimasti uccisi in un attacco terroristico riconducibile alle forze talebane e che portò Trump a ritirarsi dal negoziato a pochi giorni da un summit decisivo negli Stati Uniti. 
L'accordo prevede un completo ritiro delle forze armate americane dall'Afghanistan in cambio della promessa da parte talebana di non dare rifugio ai terroristi. 
Il più grande ostacolo riguarda il rifiuto dei talebani di dialogare con il governo afghano.
 

lunedì 2 dicembre 2019

DUE UFFICIALI UCRAINI UCCISI 


Due tenenti colonnello facenti parte dell'SBU (il servizio di sicurezza di Kiev), sono rimasti uccisi nel Donbas. Non si dispongono di ulteriori informazioni ma probabilmente stavano conducendo una qualche attività,
Ricordiamo che all'interno dell'SBU opera anche una unità d'intervento speciale, denominata ALPHA.Fra le ipotesi che si fanno anche l'esplosione di una mina fra le tante che sono state posate sul fronte.

domenica 1 dicembre 2019

13 MILITARI FRANCESI
UCCISI IN UNA COLLISIONE AEREA IN MALI
E' di 13 militari uccisi il pesante bilancio di una collisione in volo avvenuta il 25 novembre fra un elicottero d'attacco TIGER e un elicottero da trasporto COUGAR, con a bordo 11 militari (5 dell'equipaggio), nell'area di Goa, in Mali. dove sono impegnati dal 2014 contro i terroristi integralisti, nell'ambito della Operazione BARKHANE. Probabilmente l'incidente è avvenuto per un errore di manovra o un malinteso.
Nella zona del grave incidente, è arrivato anche il ministro della Difesa francese, Florence Parly che ha reso omaggio alle vittime. Sale a 41 il numero dei militari di Parigi che hanno perso la vita dall'inizio di questa missione, in un teatro molto vasto e insidioso.