lunedì 3 giugno 2019

SIRIA: STESSO COPIONE
 
 
Anche oggi il copione nn cambia nella Siria nord-occidentale. Bombardamenti aerei e tiri d'artiglieria. I risultat non sono certo eclatanti perché da quando è iniziata l'offensiva, al massio le forze di damasco sono avanzate di 6/7 chilometri, fra la'ltro subendo discrete perdite, in un paese che di morti ne ha visti oltre 300.000.
Non bene è andato anche un attacco nella parte collinare più verso il confine con la Turchia.

domenica 2 giugno 2019

SUDAN: I MILITARI DECIDONO 
LO SGOMBERO DEI DIMOSTRANTI 


In queste ore le Forze Armate del Sudan hanno deciso d'impiegare la forza per sgomberare i dimostranti che da settimane sono accampati nel centro della città. Si sta sparando anche con le armi da fuoco e ci sono notizie di feriti. 
E' intervenuta la Forza di reazione Rapida che sta sgomberando l'accampamento che era sorto mentre il partito nazionale e altre organizzazione hanno chiamato alla mobilitazione. 
Ovviamente alcune forze politiche tentano di guadagnare posizioni dopo il crollo del trentennale regime di Bashar ma i militari sembrano intenzionati a mantenere il controllo della situazione in attesa delle future elezioni.

AGGIORNAMENTO DELLE 09.45
Le forze militari hanno annunciato di aver sgomberato totalmente l'accampamento, dato che la situazione non poteva proseguire, con il centro della città bloccato.

ISRAELE COLPISCE ANCORA IN SIRIA


Anche questa notte gli israeliani hanno colpito in Siria. Questa volta presa di mira è stata la base aerea T4, nel centro del paese. Vi sarebbero alcune vittime, sembra iraniani. 
Israele è sempre forme nel volere scacciare i Guardiani della Rivoluzione iraniani, dalla Siriaritenuta una minaccia molto pericolosa.

sabato 1 giugno 2019

SIRIA: NOTTE AGITATA


Sul Golan e ai bordi della regione vi è stata una notte agitata. Damasco dice di aver abbattuto "missili israeliani". Gli israeliani stanno indagando su razzi che sembrano esser arrivati anche sul Monte Hermon. Qualcosa è accaduto ma non si riesce a capire cosa. Gli israeliani hanno rivendicato di aver colpito postazioni di artiglieria, depositi e un sito per missili SA-2. Queste azioni probabilmente dovrebbero indurre i siriani a mandare i Guardiani della Rivoluzione iraniani fuori dalla Siria, con i loro alleati libanesi.
A Raqqa due bombe hanno fatto 10 morti e numerosi feriti, incluse donne e bambini. Probabilmente si è trattato di un attacco suicida di un sostenitore di Daesh.
Nella notte bombardamenti delle forze di Damasco nel nord-est del paese, con l'impiego anche di munizionamento al fosforo bianco per tentare di stroncare la resistenza delle milizie ribelli.
Speciale Battaglia per Tripoli
 
 SITUAZIONE RELATIVAMENTE CALMA A TRIPOLI
 
la situazione oggi sembra relativamente calma sui fronti della battaglia per Tripoli. Le forze nazionaliste hanno dichiarato di aver abbattuto un velivolo nemico sui cieli di Garyan, la cittadina circa 50 km a sud di tripoli, dove passa la strada per il sud del paese. Per ora però non sono state fornite evidenze.
Si combatte alla periferia meridionale della città, nel sobborgo di Ain-Zara, già al centro di combattimenti nelle settimane precedenti.

SIRIA: AGGIORNAMENTO SITUAZIONE
 
 
Mentre il resto della Siria è calmo, salvo alcune scaramucce fra turchi e Forze Democratiche Siriane (a maggioranza kurda) nel nord del paese, intorno a Idlib si susseguono i bombardamenti, secondo il solito copione che si ripete da settimane. Le forze dell'opposizione vedono di piazzare dei colpi utilizzando i missili anticarro che sono stati forniti di nuovo, mentre il fronte terrestre è praticamente bloccato.

IL FELDMARESCIALLO HAFTAR A MOSCA 


Il feldmaresciallo Khalifa Haftar è in visita a Mosca oggi, dove incontrerà anche Putin. Il leader di riferimento delle forze nazionaliste in Libia, che si battono contro le milizie del Governo di Accordo nazionale, sta intensificando anche la sua offensiva politica, venendo ricevuto in capitali molto importanti. Le sue forze controllano la stragrande maggioranza della Libia, incluso i giacimenti petroliferi in quanto i libici si sono stufati delle guerre per bande che caratterizzano le aree ancora sotto controllo del GNA, oramai sostenuto solo dalla Turchia, che vede con occhio favorevole i Fratelli Musulmani. 
Forse anche l'Italia farebbe bene nel rivedere la propria posizione. Dovrebbe giocare un ruolo importante ma il governo è paralizzato dalla lotta politica fra i due partiti che lo compongono oltre ad avere limiti non lievi in alcuni dicasteri.