venerdì 30 agosto 2019

UCCISO IN GERMANIA EX COMANDANTE CECENO


Lo scorso 23 agosto, un uomo in motocicletta ha sparato e ucciso, con due colpi alla testa, l'ex comandante ceceno Zalimikjan Khangoshvili mentre camminava a Berlino. E' l'ennesimo oppositore di Putin eliminato in occidente, una lista che sta diventando veramente impressionante. Sembra che l'attentatore abbia usato una pistola munita di silenziatore. Khangoshvili era stato oggetto già di due attentati, uno in Georgia e uno in Germania ma non godeva di particolari protezioni.
Dopo le prime indagini è stato arrestato un cittadino russo, di cui non è stata rivelata l'identità, che ancora si trova in prigione, con una inchiesta che potrebbe essere molto delicata.
I servizi segreti russi dal 2006 hanno ripreso ad eliminare i loro nemici, inclusi quelli che hanno trovato rifugio in Europa. I sistemi utilizzati sono stati i più vari, dai classici colpi di arma da fuoco fino all'avvelamento con il polonio, una sostanza radioattiva di sicuro non semplice da reperire.
Il caso forse più famoso di eliminazione di dissidenti e oppositori da parte di agenti segreti sovietici, fu quello del capo nazionalista ucraino Stiepan Bandera, ucciso il 15 ottobre 1959 a Monaco con una pistola che utilizzava acido cianidrico e non con un ombrello dalla punta avvelenata come poi affermato da alcuni.
Vladimir Putin ha ripreso i vecchi sistemi già utilizzati dal KGB, organizzazione in cui ha militato per molto tempo. Ovviamente la Russia nega sempre qualsiasi coinvolgimento in queste eliminazioni ma siccome nega perfino il suo coinvolgimento militare nel Donbas, la credibilità di queste smentite è praticamente nulla.
I servizi di sicurezza di diversi paesi europei, in particola quelli britannici, hanno lanciato più volte l'allarme per questi omicidi ma i politici sembrano preoccupati soprattutto di non guastare le relazioni commerciali con la Russia.

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