lunedì 19 agosto 2019

SIRIA: RAGGIUNTA LA SUPERSTRADA M5
 
 
A termine di una lunga e non semplice offensiva iniziata a maggio, le truppe di Damasco la sera del 19 agosto hanno raggiunto l'autostrada M5, che collega le città di Hama e Aleppo, all'altezza del villaggio di Khan Sheikun, conseguendo un significativo successo strategico. 
A questo punto il saliente che si spingeva verso Hama rischia di essere tagliato (mancano pochi chilometri, per cui probabilmente sarà abbandonato anche e il lato orientale del saliente anche oggi ha resistito a numerosi attacchi nemici.
Un problema è rappresentato dalla base turca che si trova nella parte meridionale del saliente. Sarà abbandonata? Ankara potrebbe schierare sue truppe per bloccare l'offensiva ma la cosa farebbe salire di molto la tensione, già molto alta. Per tutto il giorno sono stati ininterrotti le missione d'appoggio aereo, coinvolgendo anche un convoglio turco poco più a nord.

SIRIA: ATTACCO AEREO A CONVOGLIO TURCO
 
 
Il 19 giugno mattina un convoglio turco diretto a sud è stato attaccato da velivoli, circa 30 chilometri a sud di Idlib, lungo la grande arteria stradale M5. 
Ankara avverte sempre i russi quando muove convogli di questo tipo in Siria ma potrebbero essere stati velivoli russi i responsabili dell'attacco che non ha causato perdite al personale turca ma ferito tre civili. Ovviamente l'episodio ha fatto salire la tensione nell'area e i prossimi convogli potrebbero avere scorta dall'aria.

LA PETROLIERA IRANIANA VERSO L'EGEO
 
 
La grande petroliera iraniana ARIAN DARYA, fino a pochi giorni or sono nota come GRACE 1, sequestrata lo scorso mese da Londra, ha lasciato le acque di Gibilterra per quelle spagnole. Gli Stati Uniti pensano sempre di ottenerne il sequestro mentre è stata assicurato che non si recherà in Siria, pese che è sotto embargo petrolifero, ma in Egeo.
Seguiremo i futuri sviluppi del viaggio.

domenica 18 agosto 2019

STATO DI EMERGENZA NEL CIAD ORIENTALE
 
 
A seguito di violenti disordini di natura etnica, è stato dichiarato o stato d'emergenza nel Ciad orientale. Il paese da alcuni anni era piuttosto stabile anche se le sue truppe sono impegnate contro le formazioni integraliste musulmane, ad iniziare da Boko Haram, e suoi cittadini siano coinvolti nei combattimenti in Libia.

ATTACCO AD UN CAMPO 
PETROLIFERO IN ARABIA SAUDITA
 
 
Ieri si è registrato un attacco con un drone ad un campo petrolifero saudita, nella parte nord-orientale del paese, nella zona di Shayba. La cosa che fa pensare è che questa zona si trova a circa 900 chilometri dalla più vicina zona controllata dagli houthi yemeniti. Vi è stato un incendio ma i danni sono stati limitati. Comunque l'impressione è forte in quando sembra che i droni iraniani giungano molto lontano.
Le possibilità sono diverse. O
1) Il drone era molto grande e con vasta autonomia.
2) Il drone è partito da una zona più vicina dello Yemen.
3) il drone è partito da una unità navale a largo dell'Oman.
4) Commandos si sono infiltrati in un paese limitrofo per poi lanciare il velivolo.
5) Il drone proveniva dall'Iran.
Si tratta in ogni caso di ipotesi abbastanza preoccupanti perché già in passato erano state colpite strutture energetiche molto lontano dallo Yemen.




ANCORA PROTESTE AD HONG KONG
 
 
Per l'undicesimo fine settimana di fila, vi sono proteste ad Hong Kong. Nonostante i precedenti scontri e il rischio di un intervento militare, la popolazione è scesa in gran numero in piazza per difendere i propri diritti. 
In questo caso la grande manifestazione si è tenuta sull'isola di Hong Kong mentre è ripresa l'attività del grande aeroporto che era rimasto bloccato nei giorni scorsi.

BIRMANIA: ATTACCO AD ACCADEMIA
Il 15 agosto è stata attaccata una accademia militare in Birmania (Myamar), utilizzando razzi cinesi da 107 mm. Il bilancio é stato di un militare e di un civile morti.
I ribelli sono sempre attivi nel paese anche se all'estero se ne parla molto poco.