mercoledì 31 luglio 2019

MORTO IL FIGLIO DI BIN LADEN? 
Hamza, il figlio maggiore di Bin Laden potrebbe essere stato ucciso in una operazione di bombardamento statunitense, durante l'amministrazione Trump. La notizia deve essere confermata ma potrebbe avere sostanza dato che anche il figlio era attivo nel settore del terrorismo e aveva giurato vendetta per la morte del padre.

SIRIA: AGGIORNAMENTO
L'intensità dei combattimenti e dei bombardamenti nella Siria nord-occidentale si è ridotta pur restando ancora presente, con l'artiglieria e i velivoli, in particolare sul fronte a nord di Hama. Il resto del paese è rimasto incredibilmente calmo ma tutto potrebbe cambiare nel giro di minuti. 
Tensione anche lungo il confine con la Turchia e nelle aree della Siria dove sono presenti forze turche di fronte a reparti kurdi.

NIENTE NAVI TEDESCHE NEL GOLFO
Siamo alle solite. Vi è un grosso problema internazionale e la Germania, una delle maggiori potenze economiche mondiali, si sfila. Il ministro degli esteri tedesco ha annunciato che le unità tedesche non parteciperanno alle operazioni di protezione delle navi a Hormuz e nel Golfo, nonostante che molte unità di Berlino o con merci diretti in Germania, solchino quelle acque.
La Germania ha sempre avuto grossi interessi con l'Iran e non si vuole esporre. 
Ora si deve vedere quale sarà la reazione italiana davanti a questa richiesta. Sembra che i 5 Stelle siano contrari mentre la Lega sarebbe favorevole.

martedì 30 luglio 2019

SCORTE A HORMUZ


Il Dipartimento di Stato ha comunicato che oltre 60 paesi sono stati invitati per organizzare attività di scorta nello Stretto di Hormuz e nelle aree limitrofe, in difesa da eventuali atti ostili iraniani. Praticamente si tratta di tutti i paesi che hanno traffici nell'area.
Sarà ora interessante vedere chi accoglierà l'invito, simile a quello che avvenne negli Anni '80. All'epoca era però impensabile che vi partecipassero forze di paesi come Germania e Giappone che pure hanno grossi interessi proprio nel commercio petrolifero.
Che le intenzioni iraniane siano offensive è palese dopo quanto avvenuto negli ultimi mesi, con attacchi provenienti, anche se in modo occulto, da quel paese.
Ricordiamo come l'Italia sia un importante partner commerciale dell'Iran ragion per cui le sanzioni all'Iran ci costano non poco. Molti osservatori sono poi concordi nell'osservare che una parte consistente del commercio iraniano sia attualmente gravemente danneggiato dalle sanzioni che stanno creando grossi problemi al regime, inducendolo ad atti ancora più pericolosi per gli equilibri dell'area.

lunedì 29 luglio 2019

DUE CADUTI AMERICANI IN AFGHANISTAN
 
 
Oggi due appartenenti alle Forze Armate statunitensi, impegnate in una missione di addestramento, sono rimasti uccisi quando sono stati investiti dai colpi di un militare afghano. I caduti di oggi portano a 12 il numero dei militari uccisi nel paese asiatico, quando siamo a poco più della metà dell'anno. Lo scorso anno in totale le vittime statunitensi di atti ostili erano state 13 oltre a due caduti in incidenti.
Il rischio di persone delle forze di sicurezza locali che aggrediscono militari della coalizione internazionale, è un vecchio problema mai del tutto risolto, di cui hanno fatto le spese anche gli italiani anche se in misura per fortuna ridotta.

Speciale Battaglia per Tripoli

OFFENSIVA AEREA NAZIONALISTA

 Velivoli e droni nazionalisti stanno colpendo vari bersagli nell'area di tripoli, probabilmente preparando la futura offensiva terrestre. l'aeroporto di Mitiga è chiuso e riaperto in continuazione e non è utilizzabile per i voli di linea.
I nazionalisti stanno vedendo dove effettuare lo sfondamento, sfruttando la lunghezza del fronte dentro e intorno alla capitale. Tutti si aspettano importanti sviluppi mentre l'assedio prosegue e le risorse idriche sono tutte sotto controllo dei nazionalisti.
SIRIA: AGGIORNAMENTO
 
 
I bombardamenti nella Siria nord.occidentale sono meno intensi ma proseguono, con un corollario di vittime e distruzioni.
Nelle aree sotto controllo delle Forze Democratiche Siriane vi sono stati attentati con morti da parte di Daesh ma anche cellule clandestine smantellate con l'appoggio anche delle forze della coalizione internazionale, in particolare a livello d'intelligence e ricognizione aerea.

COOPERAZIONE MILITARE
FRA IRAN E RUSSIA
 
 
Russia e Iran hanno formato un documento per migliorare la loro collaborazione militare. Già la Russia acquista a prezzo di favore petrolio iraniano, per poi rimmetterlo sul mercato come proprio, per saltare l'embargo. Poi vi è il problema armi. Già l'Iran utilizza diverse armi russe ma ha bisogno urgente di velivoli da combattimento  di altri equipaggiamenti.
Si parla di manovre anche nell'area di Hormuz, notizia che ovviamente non riempe di gioia altri paesi.

domenica 28 luglio 2019

UNITA' DELLA ROYAL NAVY A HORMUZ
 
 
Il cacciatorpediniere DUCAN della Royal Navy è appena giunto nelle acque di Hormuz, per affiancare l'operato dell'altra unità britannica presente nell'area, dopo che la tensione  nell'area è salita in conseguenza di vari attacchi iraniani ai traffici navali internazionali.
E' giunto anche personale di rinforzo britannico alla base di Barhein e si lavora per intensificare la collaborazione che le unità alleate.
La cosa migliore sarebbe costituire una forza che coordina le attività di protezione, lavoro non semplice in quanto il traffico navale è veramente molto intenso.
Intanto l'Arabia Saudita sta lavorando per portare a 7 milioni di barili al giorno la capacità del su unico oleodotto che porta al Mar Rosso e che evita le insidie del Golfo e dei suoi accessi.

PROTESTE A HONG KONG
 
 
Per l'ottavo fine settimana consecutivo, vi sono state grandi proteste a Hong Kong, l'ex colonia britannica restituita alla Cina che ora gode di uno status particolare ancora per circa 20 anni.
L'inizio delle manifestazioni vedeva la protesta contro una legge locale sulle estradizioni verso Pechino ma poi i motivi di protesta sono aumentati. 
Comunità abituate alle leggi e ai sistemi  britanniche, mal sopportano le imposizioni del regime comunista e fanno quello che nella Repubblica Popolare è vietato, vale a dire protestano.
Ovviamente il regime vede malissimo il tutto in quanto teme un effetto contagio.

DISTRUTTI DUE IL.76 UCRAINI IN LIBIA


Sembra che due quadrireattori da trasporto Il.76 ucraini, con insegne civili, siano stati distrutti durante un attacco con droni sulla pista libica di Jafra. Vi sarebbe anche u caduto, un pilota civile ucraino. 
Non si conosce il tipo di carico che i due velivoli avevano appena finito di scaricare prima che scattasse l'attacco.
KABUL: GUESTHOUSE ATTACCATA
 
 
 
Nel tardo pomeriggio una guesthouse di Kabul è stata attaccata da 2/3 miliziani talebani, che hanno utilizzato un ordigno esplosivo per aprirsi la strada superare le difese all'entrata dell'edificio, ovviamente presidiato.
E' in corso  una sparatoria e due dei talebani sono stati abbattuti, Il bilancio provvisorio è per ora di 25 feriti ma potrebbe aggravarsi.

65 UCCISI DA BOKO HARAM
Nella Nigeria nord-orientale, 65 persone sono state uccise da terroristi integralisti di Boko Haram mentre tornavano da un funerale. Inizialmente erano state segnalate 23 persone uccise ma poi sono stati ritrovati altri cadaveri purtroppo. In queste settimane si è assistito ad un riprendere degli attacchi di questo tipo e delle azioni anche contro le forze di sicurezza.

sabato 27 luglio 2019

ARMI RUSSE BLOCCATE IN ROMANIA
 
 
 
La Romania, sulla base dell'embargo ONU sulle esportazioni di armi dalla Russia, ha bloccato un carico di carri e mezzi corazzati russi che erano diretti in Serbia. La Serbia non ha sbocchi al mare per cui avrà problemi per ricevere armi russe a meno che non si ricorra al dispendioso trasporto aereo, sempre che qualcuno non faccia atterrare per controlli i velivoli.
Se altri paesi applicassero l'embargo ONU, per Mosca sarebbero grossi problemi nel settore delle esportazioni di armi.

Speciale Battaglia per Tripoli

AVANZATA NAZIONALISTA A TRIPOLI
BOMBE VICINO A BASE ITALIANA A MISURATA


Le truppe nazionaliste hanno ripreso il controllo di alcune importanti postazioni a nord dell'aeroporto internazionale di Tripoli, fra cui una importante base logistica. L'altra notte UAV WING-LOONG 2 hanno colpito l'aeroporto di Misurata, da dove decollano voli militari. Sembra che il contingente italiano che si trova presso l'ex accademia aeronautica, non abbia subito conseguenze.
L'incidente deve però fa riflettere circa i rischi che corrono i nostri militari sul posto, data la loro vicinanza ad obiettivi militari legittimi. Lo conferma anche un comunicato dello Stato maggiore della Difesa.
Le forze nazionaliste sanno perfettamente della presenza italiana in una parte della ex Accademia Aeronautica libica, posta a nord-est della pista mentre l'attività colpita è nella area a sud-ovest della medesima..
Il problema è che Misurata è praticamente l'unica base aerea operativa rimasta sotto il controllo del GNA, per cui svolge un ruolo fondamentale per le attività aeree di questo schieramento. Fino ad oggi non era stata attaccata proprio per la presenza italiana.

SCONTRI FRA KURDI E
GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE



Si ripetono i combattimenti fra formazioni kurde e Guardiani della Rivoluzione iraniani. L'insorgenza kurda sta riprendendo vigore a 40 anni dalla durissima repressione khomeinasta, susseguente la rivoluzione del 1978/79.
Oggi un miliziano iraniano è rimasto ucciso e altri sono stati feriti nei pressi della città di Sarvabat.

venerdì 26 luglio 2019

 Speciale Battaglia per Tripoli

GOVERNO DI ACCORDSO NAZIONALE LIBICO BOMBARDA DEPOSITO DI HAFTAR


Il Governo di Accordo Nazionale ha annunciato di aver colpito con un raid aereo la base militare di Jufra, aeroporto controllato dalle forze di Haftar.
L'attacco avrebbe danneggiato due aerei da trasporto, parte del sistema difensivo anti-aereo ed alcuni droni.
Si tratta di un magro successo per le forze governative, che da diversi giorni cercano di contenere con risultati altalenanti, l'ennesima offensiva a sud e ad est di Tripoli, la capitale ormai assediata da quasi 4 mesi. La gran parte delle battaglie avvenute in Libia, hanno avuto durata lunga o lunghissima (battaglia per bengasi, assedio di Derna e via proseguendo).
 
CRESCE CONSENSO SU MISSIONE INTERNAIZONALE STRETTO DI HORMUZ

La proposta degli Stati Uniti di una missione internazionale a garanzia della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz sembra raccogliere ulteriori consensi.
Dopo i recenti incidenti che hanno coinvolto navi commerciali di diverse nazionalità e forze armate iraniane, è sempre più probabile un intervento a guida stanunitense, soprattutto dopo che diversi paesi europei si sono dichiarati disponibili a parteciparvi, ultimo tra tutti la Danimarca che, per bocca del Ministro degli Eteri, ha annunciato la disponibilità di partecipazione attiva all'operazione.
Perfino la Russia, che nelle ultime settimane aveva mantenuto una certa equidistanza, sembra muoversi verso una condanna del comportamento iraniano.
 
TEST MISSILISTICO IRANIANO

L'Iran ha lanciato un missile a medio raggio sul sui territorio per una gittata di oltre 1000 km. 
Il test avvenuto nella notte avrebbe coinvolto un missile SHAHAB-3, lanciato dalla costa meridionale iraniana e atterrato in un'aerea ad est di Teheran.
Sebbene il test si sia svolto interamente su territorio iraniano, è evidente il segnale che vi traspare: in un clima di tensione crescente con gli Stati Uniti e con i suoi competitor in Medio oriente, l'Iran mostra i muscoli, dimostrandosi tutt'altro che disposta a fare marcia indietro sulle suo posizioni e rivendicazioni.
 

giovedì 25 luglio 2019

ATTENTATO A MOGADISCIO
 
 
Ieri in un attentato suicida a Mogadiscio nella sede del municipio, sono rimaste uccise sei persone e molte sono rimaste feirite. Fra esse il sindaco di Mogadiscio che oggi è stato trasportato, insieme ad altri sei feriti gravi, da un C-17 in Qatar per ricevere assistenza medica. 
In difficoltà in campagna, Al-Shabab ripete i suoi attentati terroristici nella capitale.

ACCORDO CIRCA 
IL RILASCIO DEI MARINAI UCRAINA
Sembra sia stato raggiunto un accordo circa il rilascio di 24 marinaia ucraini, sequestrati a bordo di tre piccole unità navali lo scorso ottobre, da parte di unità russe. L'azione di Mosca recentemente era stata condannata dal Tribunale del Mare dell'ONU, come avevamo già segnalato.

mercoledì 24 luglio 2019

YEMEN: DOPO I MISSILI I DRONI


Dopo anni di lanci di missili balistici contro l'Arabia saudita, capitale inclusa, le milizie houthi devono aver terminato la loro scorta e il blocco navale e aereo impedisce l'afflusso dall'Iran di altri vettori. 
Ora è la volta dei velivoli telecomdati, che stanno conducendo tutta una serie di attacchi, non particolarmente forti ma che creano disturbo, come nel caso dei velivoli senza pilota. Presa di mira anche poche ore fa la base aerea di Khamis, ad occidente di Abha, circa 80 km a nord del confine fra Yemen e Arabia Saudita. I sauditi hanno risposto con alcuni attacchi aerei contro la capitale perché  non è facile individuare questi piccoli velivoli che possono decollare anche da tratti stradali. I sauditi stanno spiegando equipaggiamenti anti droni, sia attivi (cannoncini) che elettronici.
POSSIBILE COALIZIONE NAVALE NEL GOLFO 



E' possibile che per la protezione del traffico navale nel Golfo, minacciato dagli iraniani, sia costituita una coalizione navale. L'obiettivo è che tutte le unità mercantili abbiano una protezione, in particolare durante il transito ad Hormuz e nelle acque adiacenti, per contrastare eventuali azioni ostili. Dato che sono acque piuttosto ristrette, farebbero comodo anche unità minori.
Bisognerà incrementare la sorveglianza contro possibili azioni d'incursori e per fronteggiare la minaccia rappresentata dalle mine.Nell'ottica di un'attività di questo tipo, la NATO potrebbe giocare un ruolo importante.
Guardando in prospettiva, l'embargo potrebbe indurre la dirigenza iraniana ad azioni ancora più aggressive che non quelle dei mesi scorsi.

TRE CROATI FERITI IN AFGHANISTAN


Tre militari croati sono rimasti feriti mentre, in un poligono stavano per iniziare un'attività addestrativa. Il mezzo su cui si trovavano, non blindato, è stato investito dall'esplosione di un IED, posto su di un veicolo con un attentatore suicida.
Vogliamo rimarcare come al ministero della Difesa di Zagabria hanno organizzato una conferenza, presente il ministro (che ci ricordiamo quando comandava a Spalato la 4a Brigata durante il conflitto del 1991-95). Non possiamo fare a meno di rimarcare l'approccio diverso rispetto a quanto avviene alla Difesa italiana, per responsabilità del gabinetto del ministro, il cui responsabile è cambiato in questi giorni. 

AGGIORNAMENTO
Il ferito più grave dell'attacco suicida a tre mezzi croati è deceduto. 
L'attentato è avvenuto nei pressi della capitale.
Il contingente croato in Afghanistan attualmente conta poco più di cento militari ed è impegnato nell'addestramento delle forze di sicurezza locali.
DUE NAVI TURCHE DIRETTE IN LIBIA
 
 
Sono state individuate due unità portacontainers turche dirette rispettivamente verso i porti di Misurata e Homs. Potrebbero trasportare rifornimenti per il GNA.
Nonostante l'embargo ONU sulle armi alla Libia e le molte unità militari che incrociano nell'area, non vi sono controlli di sorta.

martedì 23 luglio 2019

SIRIA: DAESH OPERA ANCORA
 
 
Se il cosiddetto "stato islamico" ha subito perdite spaventose, come tutti i movimenti di questo tipo, non è facile spazzarlo via completamente.
Le Forze Democratiche Siriane (che dispongono anche di veicoli M-ATV statunitensi) hanno effettuato una operazione nei pressi della cittadina di Schaddadi, lungo la strada che dalla città di Al-Hasakah porta a sud verso l'Eufrate, catturando 30 sospetti.
Le forze di Assad hanno perso i contatti con un reparto della 17a Divisione che si trovava nel deserto a occidente di Deir-ez-Zhor che si tema sia stato sopraffatto da un'azione degli integralisti che ancora operano in questi spazi immensi, praticamente privi di popolazione. 
Gli Stati Uniti hanno realizzato un posto di osservazione a soli 4 km dal confine con la Turchia lungo un confine dove la tensione è sempre alta.
Per quanto riguarda gli altri fronti, soliti bombardamenti notturni a sud di Idlib mentre gli israeliani hanno lanciato razzi campali contro due posizioni, una a sud di Damasco e l'altra nell'aerea di Quneitra (Golan), dove era segnalata la presenza di elementi iraniani e di Hezbollah, proseguendo la loro strategia che tende a voler far uscire dalla Siria queste due componenti.
Significativo come la Siria sia praticamente uscita dai mezzi d'informazione italiani, quasi la situazione attuale sia normale.

NUOVO INCIDENTE
U.S. NAVY DRONI IRANIANI
 
 
Nella notte la nave d'assalto anfibia statunitense ha attivato le sue contromisure anti-drone, che avevano già abbattuto un velivolo iraniano giorni or sono, contro due altri UAV iraniani che si erano avvicinati all'unità. Uno dei due è stato sicuramente abbattuto, finendo in acqua.
la tensione nella zona rimane molto alta.

Speciale Battaglia per Tripoli
 
AGGIORNAMENTO ODIERNO
 
 
Oggi, poco dopo le 12.00, un C-27 J italiano (Matricola Militare 62220) è decollato da Pisa diretto a tripoli dove è atterrato a Mitiga, avendo avvisato della sua presenza le forze nazionalistiche. Probabilmente ha trasportato rimpiazzi per l'unità navale ferma in porto, comunque sempre nel raggio delle armi pesanti dei nazionalisti. Il velivolo è poi regolarmente tornato in Italia. Missione delicata, come tutta la presenza italiana, perché intorno a Tripoli si combatte ancora anche se oggi è stata una giornata relativamente tranquilla.
Abbiamo militari a Tripoli e Misurata, in due strutture militari del GNA, quindi a rischio attacchi, ma qui non né parla quasi nessuno!

I LIBICI SEQUESTRANO
PESCHERECCIO ITALIANO


Il peschereccio Tramontana è stato fermato e condotto in porto da una motovedetta libica appartenente al GNA, magari una di quelle donate da noi a Sarraj!
Non sappiamo dove fosse esattamente l'unità italiana ma non è un grande segno di amicizia, dato che poteva essere semplicemente allontanato.
le acque del Golfo della Sirte sono oggetto di un lungo contenzioso. Gheddafi le considerava libiche mentre la cosa non era riconosciuta in sede internazionale e dette origine anche a scontri armati nei primi Anni '80.  
Consigliamo ai comandanti italiani di stare a distanza di sicurezza perché siamo in zona di guerra e un incidente è sempre possibile.
RUSSI E CINESI VIOLANO LO 
SPAZIO  AEREO COREANO E GIAPPONESE. 


A poche ore di distanza, velivoli militari russi e cinesi hanno violato lo spazio aereo della Repubblica di Corea con due quadriturbina Tupolev Tu.95 MS. Un radar volante A-50 russo si è spinto anche nello stretto di Tsushima violando due volte lo spazio aereo proprio dell'isola che porta lo stesso nome.
I sud-coreani nel primo caso hanno sparato 360 colpi d'avvertimento con il cannoncino Vulcan a canne rotanti, dopo che la loro caccia, come quella nipponica, era decollata su allarme.
E strano che entrambe le due aeronautiche abbiano agito quasi contemporaneamente e insolito che i russi abbiano innescato una reazione a fuoco. Del resto non bisogna dimenticare che negli Anni '80 i sovietici abbatterono un volo di linea sud-corano.
La diplomazia sud-coreana ha inviato una dura protesta a Mosca.
Difficile per ora dare spiegazioni su un fatto piuttosto preoccupante


COLPITI MISSILI IRANIANI IN IRAQ


Lo scorso venerdì abbiamo dato notizia che un drone aveva colpito una base di una milizia sciita legata all'Iran. Azione decisamente misteriosa ma molto significativa.
Sembra che nella base, gestita dal movimento sciita Hashd al-Shaabi "(Forze di Mobilitazione Popolare"), avesse visto l'arrivo di autocarri con insegne di società alimentari ma che a bordo vi fossero missili balistici. "Qualcuno" ha notato la cosa, dato che questi gruppi sono monitorati con grande attenzione, e un drone ha lanciato degli ordigni di precisione che hanno fatto "andare a male il carico". Fra le vittime di questo attacco vi sarebbero Guardiani della Rivoluzione iraniani e Hezbollah libanesi. Forse i missili dovevano raggiungdere la Siria.
Questo della presenza iraniana in Iraq è un altro grosso problema. Le milizie sciite hanno dato un aiuto concreto a sconfiggere Daesh ma l'Iran ha rafforzato la sua presenza nel paese. La presenza di forze statunitensi ed iraniane nei medesimi territori ha una carica dirompente. Inoltre anche Israele non vuole che l'Iran rimanga nel paese e, come al solito, utilizza metodi diretti per farlo capire.
Sembra che gli F-35 israeliani si stiano addestrando a lungo missioni di penetrazione verso oriente, con rifornimenti in volo, qualora la situazione precipitasse. 
PETROLIERA BRITANNICA
TRANSITA PER HORMUZ
Intorno alle 11.00 ora italiana, la petroliera battente bandiera britannica BW ELM è transitata per lo Stretto di Hormuz nonostante Londra avesse raccomandato di evitare questo tratto di mare. Ovviamente era osservata da molti e in diversi assetti erano pronti ad intervenire.
La tensione nell'area rimane molto alta. Gli Stati Uniti controllano i mezzi iraniani, incluso quelli subacquei, i più insidiosi.

lunedì 22 luglio 2019

MILITARI BRITANNICI IN MALI 



Il prossimo anno il Regno Unito schiererà 250 militari in Mali, nell'ambito della missione ONU in corso nel paese, di cui fanno parte anche soldati di paesi come Francia e Germania. 
La missione si compone attualmente di 12.500 militari ed è quella con maggiori perdite fra quelle dell'ONU, avendo fatto registrare 195 militari ONU morti da quando è partita nel 2013.

AGGIORNAMENTO YEMEN


Ieri vi sono stati, fra le altre attività, bombardamenti di basi nei dintorni della capitale da parte di velivoli della coalizione e tiri d'artiglieria intorno al porto di Hoddeida, dove ancora non è ripresa l'attivtà di scarico dei rifornimenti alimentari, in quanto il porto non è stato bonificato e ancora la milzizia houthi non si è rittirata, come annunciato più volte. 
Proseguono gli attacchi con droni contro basi saudite a ridosso della frontiera ma anche a occidente di Abha, a 80 chilometri dal medesimo.
SIRIA: COLPI DI MORTAIO VERSO TURCHIA
E MISSILI SU LATAKIA
Un paio di colpi di mortaio sono stati sparati dal territorio siriano controllato dalle Forze Democratiche Siriane verso la Turchia.  La stessa organizzazione ha parlato di una provocazione da parte di forze destabilizzanti, negando una sua responsabilità diretta e facendo subito un arresto. I colpi hanno causato alcuni feriti sul lato turco della frontiera.
Nella Siria nord-occidentale, la consueta serie di bombardamenti aerei ma anche cannoneggiamenti a occidente di Aleppo. Da rimarcare l'arrivo di un imprecisato numero di razzi alla periferia di Latakia, fattore nuovo che preoccupa anche i russi che, poco più a sud, hanno la loro principale base aerea nel paese.

PROTESTE A HONG KONG 
 
 
Proseguono le proteste a Hong Kong. Anche dopo che una legge sulle estradizioni in Cina è stata accantonata, proseguono le manifestazioni, Ieri vi erano circa 400.000 persone nelle strade della ex colonia britannica e vi sono stati anche scontri. I manifestanti si sono accaniti contro la rappresentanza locale di Pechino, accusata di voler imporre le proprie leggi anche a questa zona.

Speciale Battaglia per Tripoli 

AEREO LIBICO ATTERRA IN TUNISIA
Un velivolo d'attacco leggero di costruzione cecoslovacca L-39 DELFIN libico (sembra appartenente alle forze del GNA ma altre fonti lo indicano come nazionalista) è atterrato questa mattina in Tunisia, su un tratto stradale nei pressi di Mednine,  nei pressi del confine. A Bordo due bombe e due serbatoi supplementari. Il pilota doveva essere esperto perché la manovra era difficile anche per il carico bellico a bordo e perché si trattava di una piccola strada secondaria, senza riportare danni e parcheggiando leggermente fuori dall'asfalto.  Il problema maggiore ora sarà la rimozione delle due bombe e come portare via il velivolo, ovviamente smontando le ali.
Ancora non sappiamo le ragioni dell'atterraggio. Se era in emergenza il velivolo avrebbe potuto sganciare il carico nel vicino mare. 
Daremo ulteriori informazioni su quanto accaduto. 

AGGIORNAMENTO ORE 15,30 

Il velivolo atterrato in Tunisia, a circa 100 km di distanza, era nella disponibilità del GNA che ne ha chiesto la restituzione insieme al pilota.
Intanto è in pieno svolgimento l'offensiva dei nazionalisti nella regione di Tripoli 

domenica 21 luglio 2019

Speciale Battaglia per Tripoli

BLOCCATO FLUSSO DI PETROLIO A TRIPOLI


 L'imbarco di petrolio nel terminal petrolifero di Zuara, a occidente di Tripoli è stato sospeso perché non arriva più materia prima dai depositi situati 900 chilometri più a sud, in pieno deserto. Probabilmente le forze nazionaliste hanno deciso di fermare il flusso dopo che da anni si viveva una situazione anomala, in cui la società di stato libica era rimasta l'unico organismo nazionale condiviso, provvedendo alla vendita e alla ripartizione degli utili, vale a dire all'elemento fondamentale dell'economia del paese.
I nazionalisti proseguono ad esportare regolarmente il petrolio dai terminal petroliferi nella sirtica, a sud di Bengasi e a Tobruch.
Speciale Battaglia per Tripoli
 
PARTITA LA CONTROFFENSIVA NAZIONALISTA
 
 
Oggi è scattata l'attesa controffensiva delle forze nazionaliste libiche, impegnate nell'area di Tripoli, di cui avevamo individuato chiari segnali.
Le forze nazionaliste hanno interrotto lo stretto corridoio che i reparti del GNA si erano aperti verso sud e hanno ripreso il controllo di diversi villaggi intorno a Zatarnah, giungendo ad appena 5 km da Garyan, importante nodo stradale di cui le forze del GNA si erano impossessate lo corso mese. Il corridoio era lunghissimo e molto stretto, praticamente indifendibile.
Il feldmaresciallo Haftar ha nominato il generale  Mabruk Ghazwi nuovo comandante del Fronte Occidentale che sta conducendo la battaglia per Tripoli.
Le prossime ore potrebbero essere decisive per la riuscita dell'operazione. Sembra che ai nazionalisti siano giunti nuovi equipaggiamenti per riequilibrare le forniture turche alle milizie che agiscono a Tripoli. 

DRONI CONTRO L'ARABIA SAUDITA 



Se l'offensiva delle milizie houthi con missili balistici iraniani (anche contro Riahd, sembra terminata (ne sono stati lanciati alcune centinaia!), prosegue l'offensiva dei teleguidati, sempre di costruzione iraniana. 
Particolarmente prese di mira le zone di confine ma anche la grande base King Khalid, a 80 km all'interno del territorio sauidita e dalla linea del fronte in quella zona. I lanci si avvalgono di una serie di grotte dove si montano i velivoli mentre la guida potrebbe avvenire dalle montagne più alte che dominano il territorio saudita oppure tramite un sistema GPS.
Questa azioni ovviamente preoccupano i sauditi anche perché sono stati colpiti bersagli molto più a nord, evidentemente con teleguidati più grandi, come quando sono state danneggiate due stazioni di pompaggio.
I sauditi stanno prendendo ulteriori contromisure (dirette e di tipo elettronico) e vogliono chiudere il conflitto serrando il blocco navale e aereo.Inoltre si lavora per far cambiare di campo ad alcune tribù inizialmente alleate con gli houthi che controllano alcune aree interne. Ricevono appoggio aereo (anche con elicotteri APACHE) e rifornimenti di armi e munizioni.

TALEBANI ELIMINATI


27 talebani sono stati eliminati e altri 19 sono rimasti feriti in un attacco di UAV della NATO in una parte della provincia di Kandahar che è una tradizionale roccaforte delle milizie integralista. Fra gli uccisi anche se miliziani stranieri.
Intanto si è rifatta critica la situazione a Bala Murgab, presidiata da meno di 600 appartenenti alle forze di sicurezza di Kabul. La milizia talebana ha concentrato ingenti forze intorno alla località, per anni difesa anche dagli italiani. Il problema maggiore è come far giungere rifornimenti in questa zona. Un tempo si provvedeva anche con elicotteri e aviolanci, oggi molto rari.
POSSIBILE COINVOLGIMENTO RUSSO 
NEL SEQUESTRO DELLA PETROLIERA BRITANNICA
 
 
Potrebbe esserci il coinvolgimento della Russia di Putin nella cattura della petroliera britannica ad Hormuz. Oggi con il GPS, la rotta e la posizione di una nave è certa, con uno scarto di metri! L'unità sapeva di doversi tenere fuori dalle acque iraniane ma il segnale GPS (si tratta di quello civile) può essere degradato e si può far ottenere una modifica di rotta ulteriore magari mandando un piccolo peschereccio di prua, costringendo l'unità a virare per non investirlo. Ad Hormuz lo spazio è molto piccolo per manovrare. Il disturbo al GPS potrebbe essere stato ottenuto con apparati di cui sono in possesso i russi.
L'unità britannica mandata in soccorso è giunta sul posto 15 minuti troppo tardi, per evitare il sequestro. Il comandante se mai avrebbe dovuto ignorare gli avvisi iraniani e puntare a sud, il più lontano possibile dalle acquee di Teheran.

sabato 20 luglio 2019

SALE LA TENSIONE NEL DONBAS
 
 
Dopo i due morti ucraini di ieri, dal pomeriggio si spara in vari punti dei 400 chilometri del fronte del Donbas. Fra l'altro si spara a Marinka, località che abbiamo visitato lo scorso ottobre, praticamente alla periferia di Donietsk.
Si spara anche vicino a Lughansk e la città è priva di energia elettrica.

LE MILIZiE DEL PUNTLAND RIPREDONO VILLAGGIO



 Le milizie del Puntland (Migiurtania per gli italiani) nella Somalia settentrionale, hanno ripreso il controllo del villaggio di Af-Urur, sulla costa del Golfo di Adem, dove era giunto una squadra di Al.Shabab, la milizia integralista musulmana somala. E' stato sufficiente avvicinarsi al villaggio per far fuggire gli integralisti, non particolarmente forti nella regione, nonostante prosegua la sua presenza.
L'IRAN SEQUESTRA UN'ALTRA PETROLIERA
 
 
 
Questo pomeriggio gli iraniani hanno sequestrato un'altra petroliera. Questa volta si tratta di una unità algerina. In teoria l'Algeria non ha contrasti diretti con l'Iran ma è chiaro che qualcuno all'interno del regime teocratico vuol fare salire la tensione a tutti i costi

NEL DONBAS SI COMBATTE SEMPRE
 
 
Qualcuno non né parla da anni ma nel Donbas, la regione ucraina al confine con la Russia, si combatte sempre. Si combatte e si muore. Ieri due militari di Kiev sono stati uccisi. Si spara con le armi di precisione ma anche con mitragliatrici e mortai, quando non è l'artiglieria  ad intervenire, anche se per gli accordi Minsk 1 e Minsk 2 dovrebbe stare lontana dalla linea di confronto.
Da rimarcare che nelle zone sotto controllo russo, l'economia è al collasso, dato che quasi tutte le attività lavorative sono sospese. Sembra che qualche italiano decantasse le opportunità economiche che vi erano nei territori sotto controllo russo ma la realtà ci sembra completamente diversa se perfino molte delle sue famose miniere sono praticamente chiuse a differenze di quanto accade nel Donbas rimasto sotto il controllo di Kiev dove vi è crisi ma il lavoro prosegue regolarmente.

AVVISO ALLE UNITA' NAVALI BRITANNICHE


Il Ministero egli Esteri britannico ha avvisato le unità britanniche dallo stare alla larga da Hormuz, cosa tutt'altro che semplice, prima che venga, a breve, organizzato un servizio di scorta, magari avvalendosi anche dell'appoggio di unità statunitensi. I traffici navali ad Hormuz sono intensissimi e lo stretto un vero e proprio collo di bottiglia anche perché all'interno del Golfo vi sono isole sotto controllo iraniano, un'occupazione non riconosciuta da altri paesi.
Intanto la petroliera britannica sequestrata è stata fatta entrare nel porto di Bandar Abbas. La situazione è in pieno divenire.
Salgono anche delle polemiche su come mai la petroliera non fosse scortate in questi giorni carichi di tensione con l'Ira, specialmente dopo che la Royal Navy ha bloccato una petroliera che tentava di forzare l'embargo petrolifero imposto dall'ONU sulla Siria, che la Russia per altro viola sistematicamente, giusto per ricordare come stanno realmente le cose.

venerdì 19 luglio 2019

PATRIOT USA IN ARABIA SAUDITA
 
 
Il canale televisivo CBS ha mostrato missili PATRIOT con personale statunitense già presenti in Arabia Saudita, per far fronte alla crisi con l'Iran.
Anche i sauditi hanno i loro sistemi PATRIOT ma una parte deve fronteggiare la minaccia dei missili iraniani ceduti agli houthi nello Yemen, più volte lanciati anche contro la capitale saudita.

SEQUESTRATE OGGI DUE PETROLIERE NEL GOLFO




Questo pomeriggio gli iraniani hanno sequestrato ben due petroliere. La STENO IMPERO (britannica) e una petroliera battente bandiera liberiana. LA MESDAR.
Il problema è che il dispositivo militare di protezione nel Golfo è attivo nelle acque internazionali mentre in alcuni casi le petroliere tagliavano, in modo legittimo, attraverso le acque territoriali iraniane, per risparmiare tempo. A noi in questi giorni ci sembra un grosso azzardo e infatti ne abbiamo avuto pronta conferma.
A Londra si è riunito il gabinetto COBRA, destinato alle situazioni d'emergenza ma andare in acque iraniane in questi giorni per una petroliera britannica, ci sembrava una autentica fesseria, magari per risparmiare poche ore e pochissimo carburante.
Sarebbe il caso di regolamentare la protezione di tutte le unità mercantili nel Golfo che lo vogliono.
La tensione nell'area sta salendo ancora e non si possono escludere anche atti di forza ulteriori. I sequestri iraniani stanno provocando una valanga di reazioni.
Fra l'altro a bordo delle unità statunitensi vi è l'11a MEU dei Marines, con i reparti già dotati del nuovo fucile per tiratori scelti HK G-28, appena consegnati. 
I Guardiani della Rivoluzione hanno rilasciato un video in cui si vedono le unità statunitensi in navigazione. In un comunicato viene negato l'abbattimento del drone, asserendo che è "tornato alla base". 

aggiornamento delle 24.00
La petroliera MESDAR è stata autorizzata alla proseguzione del viaggio.
RAID ANTI IRANIANO IN IRAQ
 
 
Un misterioso (ma non troppo) UAV ha colpito una base della milizia sciita filo iraniana che opera in Iraq. La presenza contemporanea nel paese di forze statunitensi ed iraniane o legati all'Iran. è motivo di crescenti problemi, specialmente ora che la tensione è molto alta in tutta l'area medio-orientale per i medesimi motivi. 

NIGERIA: IMBOSCATA DI BOKO HARAM 
 
 
I miliziani di Boko Haram che operano nella regione di Borno (nord-est della Nigeria) hanno attivato una imboscata giovedì, nel tardo pomeriggio, ad elementi del 212° Battaglione che stavano effettuando un trasferimento. Subito dopo l'imboscata, alcuni mezzi, del tipo in dotazione anche all'Esercito nigeriano, hanno tentato di penetrare all'interno della base avanzata da cui erano partiti, fingendo di essere soldati governativi in ripiegamento veloce. Il trucco non ha funzionato e l'attacco è stato respinto con varie perdite d la cattura di armi ed equipaggiamenti. Le truppe regolari hanno registrato però la morte di un colonnello, un capitano e tre soldati.

IL RISCHIO IRANIANO 
 
 
Le sanzioni creeranno all'Iran dei grossi problemi, in un momento delicato. I giovani, specialmente quelli delle città maggiori, non sono vicino al regime e hanno già protestato nonostante i rischi di chi si oppone ad una dittatura. Se il livello di vita offerto loro sarà buono, una parte sceglierà ima via conciliante ma se l'economia avesse una crisi ulteriore, i problemi sono certi.
Già quando negli Anni '80 le esportazioni  iraniane erano sotto attacco (perfino con velivoli e piloti prestati dalla Francia), Teheran si mise a rispondere attaccando i traffici nel Golfo, tutti i traffici (quelli iracheni erano bloccati dal 1980). Solo quando lo schieramento occidentale in difesa dei fondamentali traffici petroliferi divenne più robusto, i Guardiani della Rivoluzione dovettero mollare la presa.
Oggi l'Iran è più potente ma è più potente anche l'altro schieramento. All'epoca gli Stati Uniti erano stati cacciati da pochi anni dall'Iran mentre oggi hanno un ampio sistema di basi. 
Il rischio è che l'escalation vada avanti fino a livelli molto pericolosi. La situazione dovrà essere seguita con grande attenzione, prevedendo anche una eventuale crisi petrolifera. Un avversario come l'Iran è una minaccia molto insidiosa, vista la sua particolare natura, in posizione strategica e con capacità operative buone, il tutto supportato da uno spirito di sacrificio totale per una parte della popolazione e dei militari.

giovedì 18 luglio 2019

IL SISTEMA CHE HA ABBATTUTO 
IL DRONE  IRANIANO 



E indicato come Light Marine Air Defense Integrated System (LMADIS) il sistema di jamming anti drone installato su un piccolo rimorchio ruotato, autore ieri dell'abbattimento del drone iraniano che si era avvicinato a meno di 1.000 yards (meno di 1.000 metri) dalla nave d'assalto anfibio BOXER che sta operando, con altre unità statunitensi subito fuori lo strtto di Hormuz.
Il sistema è in servizio da poco tempo con i Marines che oltre che su piccoli rimorchi lo installano anche a bordo dei veicoli leggeri elitrasportabili della Polaris.
Il sistema è stato messo a punto dalla Rafael israeliana e i Marines lo hanno adottato per proteggere le loro basi ma può essere installato anche sul ponte di unità navali. 

Speciale Battaglia per Tripoli

CHIUSO L'AEROPORTO DI MITIGA


Un drone armati nazionalisti hanno colpito in serata bersagli all'interno dell'aeroporto di Mitiga a Tripoli, l'unico ancora funzionante, tanto che lo scalo è stato chiuso al traffico aereo. Ieri lo stesso scalo era stato raggiunto da alcuni razzi campali. Probabilmente si vuole impedire l'afflusso di rifornimenti e mettere fuori combattimento gli UAV turchi utilizzati dal GNA.
L'impressione è che i nazionalisti stiano preparando una controffensiva su larga scala, dopo che il GNA ha colto alcuni successi. 
Breaking News

L'US NAVY ABBATTE UN DRONE IRANIANO


La nave d'assalto anfibia BOXER ha abbattuto il 27 luglio, intorno alle 10.00, un UAV iraniano che si era avvicinato molto all'unità nonostante vari avvisi. Il tutto è avvenuto nei pressi dello Stretto di Hormuz. L'annuncio ufficiale, 6 minuti fa lo ha fatto il presidente Trump
Semra che l'abbattimento dell'UAV sia stato ottenuto impiegando un sistema elettronico su rimorchio, posto sulla parte antiore del ponte di volo e gestito dai Marines.
GLI IRANIANI 
SEQUESTRANO UNA PETROLIERA 


Il ramo navale dei Guardiani della Rivoluzione hanno sequestrata la piccola petroliera RUAH, accusandola di contrabbando di petrolio e ancorandola all'isola di Larak, vicino alla Stretto di Hormuz.
Dell'unità non si avevano notizie ufficiali da giorni ma i ricognitori e i satelliti l'avevano identificata.
Ora si tratta di vedere che cosa accadrà dell'unità e dei 12 membri d'equipaggio.
L'allarme nelle acque del Golfo è molto alto e le unità navali vengono scortate dal mare e dal cielo.

mercoledì 17 luglio 2019

ALTRI MILITARI USA IN ARABIA SAUDITA


Altri 500 militari statunitensi stanno raggiungendo l'Arabia Saudita nell'ambito della crisi con l'Iran.
Il Golfo è tenuto sotto stretta sorveglianza da vari assetti navali e aerei visto la grave crisi in corso con Teheran. Già vi è stato un tentativo di sequestro di una unità inglese dopo che i militari di Londra hanno preso il controllo di una petroliera con greggio iraniano che, via Gibilterra, si stava recando in Siria.
Le possibilità di uno scontro sono decisamente elevate anche perché i Guardiani della Rivoluzione cercano occasioni per far vedere le loro capacità, facendo deragliare ogni trattativa. A loro vanno fatti risalire gli attacchi contro sei petroliere in maggio e giugno.
LE FILIPPINE CERCANO L'AIUTO STATUNITENSE
 
 
Il presidente filippino Duterte ha dichiarato di ricercare l'appoggio statunitense  per bloccare l'espansionismo cinese nei riguardi del particolare arcipelago a occidente del grande arcipelago, dove Pechino, innalzandone il livello sul mare recuperando sedimenti dall'area circostante, sta realizzando delle basi.
Ricordiamo che gli Stati Uniti avevano due grandi basi nelle Filippine, navale a Subic Bay (nel Golfo di Manila) ed aerea a Clark, prima che Manila ne richiedesse la restituzione negli Anni '90.

NOTTE DI BOMBARDAMENTI IN SIRIA


 Notte di bombardamenti dell'Aeronautica russa sulla Siria nord-occidentale. Colpite varie località sul fronte e nelle sue immediate retrovie. E' intervenuta anche l'artiglieria ma sono i velivoli a svolgere un ruolo principale. L'avanzata delle forze di Damasco e dei suoi alleati è stata bloccata anche per la presenza di alcune basi turche, in una situazione sempre più complessa e rischiosa per il coinvolgimento diretto di vari paesi.
Da segnalare come gli Stati Uniti sembrano aver ripreso l'addestramento di elementi dell'opposizione  nel territorio che l'opposizione controlla nell'area di territorio siriano vicino a dova s'incontrano i confini di Iraq e Giordania.
I SAUDITI CATTURANO UN MEZZO 
NAVALE TELECONANDATO
 
 
La Marina saudita ha catturato oggi un mezzo navale telecomandato, messo in mare dalla milizia houthi. Non è dato sapere se la cattura è avvenuta per un guasto o per l'azione di contromisure elettroniche che hanno fatto interrompere il collegamento con la base a terra o il battello che lo controllava.
Gli houthi hanno già utilizzato più volte battelli di questo tipo, cogliendo anche dei successi, realizzati ovviamente con l'appoggio iraniano.

Breaking News

MISSIONE SEGRETA IN CAMEROM


Solo ad operazioni concluse si è saputo che per quattro anni le forze speciali tedesche dell'SKS hanno operato in Camerun (colonia tedesca fino alla I Guerra Mondiale), contro i miliziani di Boko Haram.
La notizia ha colpito in quanto la Germania è sempre molto prudente nei suoi interventi, che passano per il parlamento. Vi è però una speciale commissione che può autorizzare brevi operazioni di questo tipo. L'operazione poteva finire due anni fa ma i tedeschi sono stati impegnati anche per stabilizzare la regione anglofona del paese, vicino al confine con la Nigeria, dove vi sono stati seri problemi.
Boko Haram tenta d'infiltrarsi anche in Camerun, nella sua parte settentrionale, ai confini con il Ciad e la Nigeria. La presenza tedesca ha aiutato a eliminare questo problema, addestrando i militari locali e fornendo assistenza.



SIRIA: CAMBI AI VERTICI DELLA SICUREZZA
Il 9 luglio sono stati annunciati una serie di cambi ai vertici dei servizi di sicurezza siriani, la più ampia in questi ultimi anni. Sembra che l'ala più favorevole all'Iran sia stata ridotta di potenza, dando spazio a coloro che hanno collegamenti con Mosca.
Corre voce di un incontro nel Golan occupato, fra membri dei servizi di sicurezza siriani, israeliani e russi, in cui si è parlato di come ridurre la presenza iraniana e quella digli hetzbollah, altamente destabilizzante. Non ci sono conferme ma i russi non aprono mai il fuoco quando vi sono delle incursioni israeliane in Siria, dove pure hanno un dispositivo antiaereo potente. 
Mosca vorrebbe una trattativa con l'opposizione siriana mentre gli iraniani sostengono la ricerca di una vittoria totale, tutt'altro che facile da ottenere anche perché il paese è distrutto.

MANOVRE DELLA MARINA MALESE
 
 
La marina malese il 15 luglio ha condotto una esercitazione con il lancio anche di missili nel Mar Cinese meridionali, per fare anche mostra delle sue potenzialità nell'ambito della sfida militare che Pechino ha lanciato a tutti i paesi dell'area, occupando anche delle isole in precedenza disabitate dato che erano bassissime sull'acqua.

Speciale battaglia per Tripoli
 
AGGIORNAMENO 
 
 
Le forze nazionaliste hanno attaccato sono avanzate da sud-ovest fino a 5 km dal centro della località di Zawiah. fra Tripoli e Sabratha, lungo la costa. Si combatte anche nella periferia meridionale della capitale. Proseguono anche i bombardamenti aerei nazionalisti che per ora hanno la superiorità aerea.
Da questo pomeriggio Tripoli è senz'acqua in quanto i rifornimenti idrici sono nelle mani dei nazionalisti.

PETROLIERE SOTTO SCORTA NEL GOLFO 



La petroliera degli Emirati Arabi Uniti, con bandiera di Panama, che si temeva fosse stata attaccata, è stataidentificata in acque iraniane, con tutta probabilità sequestrata.
Più in generale è iniziato un servizio di monitoraggio e scorta con tutte le unità mercantili, escluse quelle iraniane, nel Golfo. Un dispositivo aeronavale decisamente consistente che si avvale anche di unità navali e velivoli statunitensi, inglesi e francesi oltre che dell'apporto anche di satelliti.
Il Regno Unito si appresta ad inviare una seconda fregata nelle acque del Golfo.
Il dispositivo, molto più efficace che non quello messo a punto negli Anni '80, quando si presentarono problemi simili, sarà rinforzato ulteriormente perché le sanzioni contro l'Iran potrebbero indurre la dirigenza politica di quel paese ad attività molto rischiose e politicamente aggressive.

martedì 16 luglio 2019

WC-135 SOPRA ISRAELE
 
 
 
Il segnale di identificazione di un WC-135 NUKE SNIFFER, la versione del C-135 con speciali sensori per analizzare elementi di atmosfera e individuare esplosioni nucleari, un velivolo largamente utilizzato all'epoca della Guerra Fredda, è stato rilevato sopra Israele, evidentemente durante un suo dispiegamento in Medio oriente, in corrispondenza con la crisi con l'Iran.
Intanto quattro elementi dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, sono stati pubblicamente decorati per l'abbattimento del grande drone dell'US Navy a giugno.

AGGIORNAMENTO SIRIA 


La giornata di oggi sembra caratterizzata da intensi bombardamenti, in primo luogo da parte di velivoli russi e poi di aerei  dell'Aeronautica siriana. Alto il numero delle vittime, in quanto cono colpiti bersagli anche nei centri abitati. Nella rete vi sono immagini altamente drammatiche dei reiterati danni alla popolazione, di cui sembra, specialmente in occidente (dove ci si affronta per la sorte di orso!), non interessa quasi niente a nessuno, ricordando che il conflitto procede da ben otto anni e siamo sopra le 300.000 vittime.
Da segnalare come nel 2019 i russi non hanno perso velivoli pilotati ma solo tre UAV ORLAV 10.
 
 
 

Speciale Battaglia per Tripoli

AVANZATA NAZIONALISTA 
A SUD-EST DELLA CAPITALE 


Le forze nazionaliste che operano nell'area di tripoli hanno ripreso il pieno controllo della zona di Zatarneh, a sud ovest della città, minacciando la strada che collega la capitale a Misurata.
SALE LA TENSIONE FRA TURCHIA E KURDISTAN


Si è innalzata la tensione al confine fra Turchia e Siria, in gran parte controllato dalle Forze Democratiche Siriane, il raggruppamento costituito in primo luogo da miliziani kurdi. 
I soldati di Ankara hanno rimosso alcune barriere lungo la frontiera, come se si preparassero ad un'azione via terra in Siria., in particolare in corrispondenza con la cittadina turca di Akcakale.

lunedì 15 luglio 2019

A TERRA I MI.35 AFGHANI


I quattro elicotteri d'attacco Mi.35 dell'Aeronautica di Kabul, sono a terra  in quanto non si riesce ad eseguire l'ispezione da effettuare dopo 500 ore di volo. Le macchine erano state cedute dall'India.
Ci sembra grave che un assetto così importante ed efficace in questo contesto, siano stati messi a terra. Bisogna assolutamente trovare una soluzione in quanto la loro disponibilità è un fattore importante, in attesa che siano disponibili macchine di provenienza occidentale. 
I Mi.35 erano stati apprezzati anche perché vi è disponibilità di piloti e specialisti dato che dal 1979 nel paese operavano i Mi.17, simili ai Mi.35. Fra l'altro i piloti erano stati addestrati a buon livello, consentendo anche l'impiego dei razzi da 57 mm, in precedenza sospeso in quanto vi erano troppi danni collaterali, connessi con il non adeguato addestramento in precedenza.
PREUCCUPAZIONE PER UNA 
PETROLIERA DEGLI EMIRATI 
Ore di preoccupazioni per la petroliera degli Emirati Arabi Uniti, battente bandiera panamense, MT RIAH, con cui si sono persi i contatti mentre navigava nel Golfo, a largo delle coste iraniane. Potrebbe essere stata fermata illegalmente e sequestrata dal corpo navale dei Guardiani della Rivoluzione Iraniani. 
Forniremo ulteriori notizie non appena disponibili.

INCONTRO LEADER EUROPEI SU ACCORDO NUCLEARE IRANIANO

I firmatari europei dell'accordo sul nucleare iraniano (JCPOA), si sono riuniti oggi a Bruxelles per discuterne il destino nel contesto della sempre maggior crescente tensione tra Stati Uniti ed Iran.
Mentre l'Iran ha di fatto violato i termini dell'accordo, procedendo ad aumentare la percentuale d arricchimento dell'uranio oltre ai limiti stabiliti, c'è ancora chi in Europa cerca di salvare l'accordo, in particolare l'uscente Alto Rappresentante agli affari esteri dell'Unione Federica Mogherini. Sebbene quest'ultima si stia ampiamente impegnando a salvaguardare l'accordo, unico risultato rilevante ottenuto dal suo ufficio, sembra che oltre che gli Stati Uniti, che hanno già rigettato l'accordo, anche la Gran Bretagna, per bocca del Ministro degli Esteri Hunt, sia sulla stessa strada, in particolare dopo che anch'essa ha dovuto confrontarsi con una crescente tensione con l'Iran.
 
GIORNATA DI INTENSI SCONTRI IN SIRIA

Nella giornata odierna si è registrata una frenetica attività bellica nella parte meridionale della provincia di Idlib. 
Sebbene la zona sia costantemente terreno di scontro tra le due fazioni che combattino ancora in Siria, senza che peraltro si registrino spostamenti rilevanti nella linea del fronte, oggi è stato particolarmente intensa l'attività dell'aeronautica siriana contro le posizioni anti-governative nei sobborghi di Hama. Ma sono  velivoli russi, in ben altra condizione operativa, ad essere protagonisti degli attacchi aerei.
 
MINACCE CINESI 
 
 
Ci sono problemi fra Cina e Stati Uniti circa l'occupazione di alcune isole nel Mar Cinese Meridionale? Per risolverli basta affondare un paio di portaerei dell'OS Navy.
Questa la risposta data da un ammiraglio cinese ad un giornale neozelandese, giusto per capire che aria tira da quelle parti.
Forse si tratta di un tentativo di spaventare l'avversario ma fa una certa ipressione pensare a certi sistemi di gestione della crisi cinesi.

CADUTO UN BERETTO VERDE IN AFGHANSTAN
 
 
 
Il sergente maggiore dei Berretti Verdi James Sartor, 40 anni, è rimasto ucciso durante un combattimento che il suo reparto stava conducendo in Afghanista, nella provincia di Faryan.
Il sergente maggiore era al settimo ciclo di operazioni nel paese asiatico.

domenica 14 luglio 2019

UNITA' NAVALI SCORTATE NEL GOLFO


Prosegue il lavoro di scorta delle unità navali internazionali che navigano nel Golfo. In particolare sono protette le unità statunitensi e britanniche ma, più in generale, vi è una forte sorveglianza, resa più complessa dalla presenza iraniana su alcune isole e piattaforme petrolifere. L'occupazione di alcune isole è contestata da altri paesi, in particolare gli Emirati Arabi Uniti fin da quando furono occupate dagli iraniani negli Anni '70, prima della rivoluzione khomeinista.
SOLDATI CINESI IN VENEZUELA
 
 
Pochi sanno che la Cina militari in Venezuela, evidentemente in pieno accordo con il traballante regime di Maduro. Vi è la presenza anche di alcune centinaia di militari russi oltre a migliaia di cubani, quest'ultimi presenti come istruttori, medici, addetti alla manutenzione di sistemi militari.
La Cina prosegue la sua opera di espansionismo mondiale, ovunque sia possibile, investendovi importanti risorse.
Nel paese prosegue la crisi economica e quella politica, mentre  continuano le trattative in Norvegia fra rappresentanti del regime e dell'opposizione.

AFGHANISTAN: ATTACCO A QALINAU



Qualcuno in Italia conosce Qalinau in quanto era l'aeroporto su cui facevano scalo gli elicotteri diretti a Bala Murghab, più a nord. Ieri vi è stato un attacco ad un piccolo albergo della città da parte di almeno di tre talebani, successivamente eliminati dopo ore di combattimenti.
AGGIORNAMENTO SIRIA


"Tradizionali" bombardamenti sulla Siria nord-occidentali, in particolare da parte di velivoli russi. I russi utilizzano anche veicoli comandati a distanza per lo sminamento.
Intanto circa 280 camion sono entrati, con rifornimenti, dal Kurdistan iracheno a quello siriano. Non si tratta solo di armi (giunte a Erbil per via aerea) ma anche di rifornimenti di vario tipo inclusi quelli per la popolazione.

sabato 13 luglio 2019

IN MERITO ALLA SENTENZA DI PAVIA 
CONTRO UN MILITARE UCRAINO
Abbiamo già commentato la condanna a 24 anni contro Vitaly Markiv, militare della Guardia Nazionale ucraina, in relazione alla morte, per colpi di mortaio, del fotografo italiano Andrea Rocchelli. Diciamo che non ce ne eravamo mai occupati in particolare perché l'episodio, fin dall'inizio, ci era sembrato uno dei tanti drammi della guerra, una tragedia tutt'altro che insolita per chi si reca per lavoro in aree di conflitto.
Prendendo qualche informazione ascoltando la testimonianza del fotografo francese che rimase ferito, abbiamo scoperto di conoscere il posto, cosa non semplice perché Slaviansk, la città del Donbas dove avvenne tutto il 24 maggio 2014, non è un piccolo paese ma aveva prima del conflitto 140.000 abitanti (nel 2001 il 73% si registrò come ucraino e il 23% come russo).
I fatti avvennero nella parte meridionale della località, alla sua periferia industriale, ai piedi di una collina, con ripetitore TV sulla cima, strategica per il controllo della zona. L'area fu oggetto di intensi combattimenti per settimane. La torre TV fu abbattuta e ancora oggi si possono notare le fortificazioni campali. Vi è oggi anche un monumento per ricordare l'abbattimento di un elicottero ucraino con un missile spalleggiabile, in cui morì un generale, giusto per capire che area tirava da quelle parti in quelle settimane.
Il 24 maggio l'imputato, un semplice sergente della Guardia Nazionale (non un ufficiale come affermato da qualcuno) giunto volontario dall'Italia (avendo la doppia cittadinanza ed essendo nato in Ucraina), era nell'area ed ebbe la sfortuna di parlare con due giornalisti italiani. La Guardia Nazionale, appena creata, non disponeva di mortai ma solo di armi a tiro teso, per cui non può essere accusato di essere il responsabile diretto. E' stato condannato per "concorso in omicidio", fattispecie abbastanza atipica, per cui se io partecipo ad un reato, rispondo anche di quanto compiono i miei sodali (per esempio durante una rapina). Solo che in questo caso non si trattava di un regolamento di conti fra bande o di altra azione da codice civile ma di un conflitto, dove esistono altre leggi e convenzioni che vanno rispettate. In base a certe interpretazioni della corte di Pavia, sarebbero responsabili di quanto accaduto centinaia di "uomini armai" che erano presenti, i comandanti locali e via proseguendo.
Ci risulta che la corte non sia stato sul posto, cosa molto grave perché si sarebbe potuta rendere conto della vastità dei luoghi e avrebbe potuto avere un'idea di dove si trovava l'imputato, i mortai, il percorso dei giornalisti, i campi visivi e via proseguendo. Il punto è facilmente identificabile perché ai piedi della collina vi è un passaggio a raso sulla ferrovia, dove i separatisti avevano bloccato la strada piazzandoci dei vagoni ferroviari, vagoni a cui i fotografi si avvicinarono. Si era praticamente nella terra di nessuno e avvicinarsi non è stata l'idea migliore anche se la situazione sembrava calma. Dalle posizioni ucraine si è visto (o per meglio dire intravisto) il movimento e si è pensato ad una attività nemica, per cui si è aperto il fuoco. Qualcuno ci dovrebbe spiegare come facevano gli ucraini a comprendere che si trattava di inviati e non di miliziani ostili, anche perché in fatto di uniformi la situazione era molto carente, in particolare fra le file dei separatisti e tutti utilizzavano per attività militari anche mezzi civili.
Non sappiamo se l'imputato ai giornalisti italiani con cui telefonava, abbia detto per telefono frasi tipo "stiamo sparando con i mortai" ma in questi casi non è assolutamente detto che una frase di questo tipo si riferisca alle persone intorno ma bensì allo schieramento di cui si fa parte.
Un omicidio deve avere un movente e vogliamo leggere nelle motivazioni della corte quale motivo avrebbe avuto l'imputato, che con i giornalisti ci parlava, di  colpire dei giornalisti anche perché la logistica aveva dei problemi e i colpi non erano abbondanti.
Giustamente ci siamo lamentati fortemente del trattamento inflitto dall'India ai nostri fucilieri di marina ma ci sembra che questo caso  abbia visto un atteggiamento assolutamente non attinente al contesto e alle reali responsabilità dell'imputato, il quale ha avuto la sfortuna di tornare a trovare la madre nel paese da cui proveniva una delle vittime. Ben altro caso (e purtroppo sono molti), sarebbe stato se l'uccisione fosse avvenuta a freddo, magari dopo che era emerso chi erano gli occupanti della macchina.