martedì 31 dicembre 2019

Speciali Battaglia per Tripoli
 
RIUNIONE D'EMERGENZA 
DELLA LEGA ARABA
 
 
Si è tenuta una riunione d'emergenza della Lega Araba, in conseguenza del minacciato intervento diretto della Turchia in Libia. La Lega Araba ha votato una risoluzione in cui avversa ipotesi di questo tipo.
Intanto stanno giungendo nuovi equipaggiamenti alle forze nazionaliste, pewr bilanciare l'afflusso delle armi turche.

ASSALTO ALL'AMBASCIATA STATUNITENSE A BAGHDAD
 
 
Elementi sciiti vicino all'Iran hanno assaltato l'ambasciata statunitense nella capitale irachena, dopoil bombardamento di domenica scorsa contro una base sul confine fra Iraq e Siria, dove si trovavano anche elementi dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (tre ufficiali uccisi).
I dimostranti sono riusciti ad occupare alcuni posti di guardia esterni prima che l'intervento della polizia respingesse l'attacco.
Anche il governo iracheno ha condannato il bombardamento, del resto nato dopo che sono stai lanciati 30 razzi contro una base statunitense vicino a Kirkus (1 contractor morto).
Questa convivenza fi forze degli Stati Uniti e dell'Iran sul territorio iracheno, non può andare avanti in quanto incompatibile e si arriverà a scontri ancora più duri in quanto gli iraniani da anni scorazzano in Iraq, approfittando della debolezza del potere locale. Yeheran vuole il controllo dell'Iraq e della Siria, oltre che la presenza in Libano ma l'impressione è che, anche per la reazione del mondo sunnita, difficilmente non incontrerà ulteriori ostacoli.
 



lunedì 30 dicembre 2019

CONTRACTOR RUSSI IN MALI
 
 
In Mali sono giunti i russi, come si attendeva da tempo. Non le forze regolari di Mosca ma i contractor della Wagner, che ne costituiscono un'appendice utilizzata sempre più spesso (Donbas, Libia, Madagascar, Mozambico e via proseguendo). In particolare impiegheranno gli elicotteri d'attacco Mi.35, forniti da Mosca nel 2017, addestrando le forze locali, così come del resto fanno da tempo società occidentali.

Speciale Battaglia per Tripoli

LE PROVE DELL'IMPIEGO DI 
MILIZIE SIRIANE IN LIBIA
I TURCHI STANNO COSTRUENDO UNA NUOVA 
PISTA PER VELIVOLI A TRIPOLI


Iniziano ad uscire del trasferimento di milizie siriane fedeli ad Ankara in Libia. Con l'impiego dei telefoni mobili, si fanno immagini che poi arrivano subito in tutto il mondo. 
Nel caso in oggetto si tratta di miliziani siriani prima d'imbarcarsi su u A-400 M turco, per il trasferimento successivo in Libia.Nel ponte aereo si stanno utilizzando B-747 appartenente a compagnie civili.
E' possibile che questo andiriviani sia bloccato da attacchi aerei agli aeroporti di Tripoli-Mitiga e Misurata, volti a craterizzare le piste.
Intanto è stata scoperta una pista a fondo solido, costruita a circa 5 chilometri a sud dell'aeroporti di Mitiga, letteralmente in mezzo a grandi palazzi non terminati, in un'area denominata Progetto Banana. Più che per i velivoli, la striscia sembra adatta ai teleguidati di media dimensione.
Queste installazioni sono state colpite oggi da velivoli.

AGGIORNAMENTO SIRIA
 
 
Il 30 dicembre si sono accesi combattimenti circa 30 km a sud di Aleppo, a cui hanno partecipato anche velivoli.
Più stabile la situazione a meridione di Idlib mentre si temono altri attacchi aerei statunitensi contro la presenza iraniana, dopo quello effettuato in una località subito oltre il confine con l'Iraq che ha provocato una quindicina di vittime, fra cui sembra anche tre ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione iraniani.

ATTACCHI CONTRO AL SHABAB
Dopo il gravissimo attentato terroristico integralista a Mogadiscio (per ora il bilancio ufficiale è di 79 morti e oltre 100 feriti!), sono partite alcune azione aree con droni, che hanno ucciso quattro miliziani.
I droni non bastano ed è giunto il tempo che il fenomeno si sradicato dal paese, dopo aver causato, anche qui, immensi lutti. I miliziani controllano piccole aree ma sono attivi anche nel Kenia nord-orientale e utilizzano il terrorismo su larga scala mentre il paese economicamente è sempre distrutto e non riparte non essendovi adeguata sicurezza.

REAZIONI ALL'ATTACCO USA IN IRAQ
Vi sono numerose reazioni all'attacco  aereo statunitense che ha provocato una quindicina di vittime fra i presenti in una base proprio sul confine con la Siria. Fra essi anche tre ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione, sembra.
Gli Stati Uniti hanno rivendicato di aver colpito cinque bersaglia cavallo del confine fra i due paesi.
Hanno reagito l'Iran e tutti i suoi alleati ma, come ha affermato anche il segretario di stato Pompeo, sembra finita l'epoca in cui l'Iran poteva agire in Iraq senza essere contrastato. 
Questo accade mentre proseguono le manifestazioni anti-iraniane nel centro e nel sud del paese, dove il regime teocratico viene accusato di utilizzare l'Iraq come un campo di battaglia.

domenica 29 dicembre 2019

RAID CONTRO HEZBOLLAH IN IRAQ 


In un raid ad al-Qaim, sul confine fra Iraq e Siria, compiuto da velivoli statunitensi (sembra teleguidati) sono stati uccisi una quindicina di uomini delle milizie sciite, irachene e libanesi, fra cui un comandante di reggimento (notizia confermata). Fra le vittime potrebbero esservi anche tre ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione iraniani.
Probabilmente gli Stati Uniti vogliono dare un segnale forte contro questi gruppi, in particolare dopo alcuni attacchi contro i loro reparti in Iraq. Certo il regime iraniano non sarà contento dell'accaduto e penserà a qualche azione.

SCAMBIO DI PRIGIONIERI NEL DONBAS
 
 
Oggi sono stati rilasciati da Kiev 127 prigionieri mentre le forze filo-russe hanno rilasciato 76 prigionieri ucraini. 14 persone che si trovavano in mano ucraina hanno rifiutato il passaggio così come sei di quelli che dovevano rientrare dalla parte ucraina.
L'OSCE a monitorato tutta l'operazione avvenuta sulla linea del cessate il fuoco, a occidente di Horlivka.
Si tratta di un passaggio importante per una soluzione del conflitto. A Kiev gruppi di contestatori hanno tentato di opporsi al rilascio di quattro ex appartenenti ai reparti Bergut, del Ministero degli Interni, accusati di aver aperto il fuoco sui dimostranti, causando oltre 80 vittime a Kiev nel febbraio 2014.

Speciale Battaglia per Tripoli 

PONTE AEREO DALLA TURCHIA
ARRIVANO MILIZIANI SIRIANI

Ankara sta conducendo un vero e proprio ponte aereo fra la Turchia e l'aeroporto di Misurata, utilizzando anche grandi quadrireattori B-747 Cargo, noleggiati a tale scopo. Si tenta di sostenere le milizie del GNA in serie difficoltà. Secondo alcuni fonti, con voli di linea sono fiuti alcune centinaia di miliziani al soldo della Turchia, per essere impegnati in Libia. Fra di loro anche appartenenti a gruppi radicali. I Siriani hanno una preparazione militare e una volontà superiore a quella media dei libici, per cui anche un gruppo relativamente ridotto avrebbe un peso non indifferente.
Il problema dei bombardamenti a Misurata riguarda direttamente anche l'Italia perché, anche si tenta di farlo dimenticare in tutti i modi, all'aeroporto di Misurata, nella ex Accademia Aeronautica, è sistemato l'ospedale militare italiano presente nel paese. Ci domandiamo se non sia il caso almeno di spostarlo perché tutto lascia intendere che ci saranno altri attacchi contro questa struttura strategica. I nazionalisti per ora hanno posto attenzione per non colpirlo ma sicuramente si trova in una posizione delicata ed è sempre possibile che un ordigno lo raggiunga per sbaglio. 
Con tutta probabilità sarà bombardata anche la pista per impedirne l'impiego, per cui diventerà difficile anche proseguire i voli dei velivoli italiani, a forte rischio anche se le loro missioni sono sempre segnalati per tempo a tutti i contendenti.
Il generale Haftar intanto si è recato in Egitto per consultazioni urgenti e i velivoli che appoggiano le sue operazioni hanno colpito per due volte l'aeroporto di Mitiga.


sabato 28 dicembre 2019

MORTO CONTRACTOR USA IN IRAQ 


Terroristi hanno lanciato una salva di razzi da un veicolo mascherato da normale camion. I razzi sono caduti all'interno di una base, dove hanno ucciso un contractor statunitense. Si registrano anche altri due feriti.
Nel paese vi sono segnali della ripresa di azioni da parte di Daesh anche se su scala ridotta, dopo la sconfitta campale subita e le pesantissime perdite subite.



Speciale Battaglia per Tripoli
 AVANZATA NAZIONALISTA DENTRO TRIPOLI
Nella giornata di Sabato le forze nazionaliste sono avanzate di circa 1 chilometro verso il centro di Tripoli. Le banchine del porto distano circa 10 km e altrettanto l'aeroporto di Mitiga. Le forze del GNA sembrano in difficoltà mentre Erdogan dichiara di voler inviare propri reparti dopo il voto parlamentare dell'8 gennaio. La tensione sta ancora salendo perché una simile mossa provocherebbe non poche reazioni di segno contrario.
Fra l'altro Mosca e Ankara si trovano su fronti diversi in Libia e il 7 gennaio Putin sarà in Turchia. 
Questo "carciofo gigante", per dirla in termini tecnici, è la conseguenza di anni di tentennamenti europei e errori clamorosi italiani. Sarraj si è rivelato inadatto al compito mentre le forze nazionaliste stanno prendendo il netto sopravvento sui campo avversa, dove si trovano anche elementi integralisti.

DECINE DI MORTI IN ATTENTATO A MOGADISCIO

Questa mattina un camion-bomba è esploso nel centro di Mogadiscio. Il bilancio delle vittime si attesta nell'ordine delle decine, con 79 morti accertati al momento. Tra le vittime si conta un alto numero di studenti che si dirigevano verso le scuole e le università.
L'attentato è stato portato a termine nell'ora di punta del sabato mattina, inizio della settimana lavorativa somala. L'obbiettivo dell'attacco è stato pianificato accuratamente per massimizzare il numero di vittime: si tratta infatti di un check-point della polizia che, intasando il traffico cittadino, aveva creato un'altra concentrazione di automobili ed altri veicolo. Si teme che il numero delle vittime sia destinato a salire a causa delle decine di feriti, molti dei quali estremamente gravi.
Sebbene nessuna rivendicazione ufficiale sia ancora arrivata, è altamente probabile che i responsabili siano da individuarsi nel gruppo estremista islamico al-Shabaab, che già in passato ha condotto simili attacchi in Somalia.
Sebbene il grupppo sia stato cacciato dalla capitale un decennio fa, ha comunque continuato a sferrare attacchi su obbiettivi sensibili, soprattutto a Mogadiscio, il più letale dei quali è stato condotto nell'ottobre 2017, causando quasi 600 vittime.



UCCISI 10 MILITARI AFGHANI
 
 
10 militari afghani sono rimasti uccisi in un attacco talebano ad un avamposto nell'area di Sangin, nella regione di Helmand, una delle più inquiete del paese.
I talebani hanno costruito un tunnel facendo poi detonare un ordigno prima di condurre un attacco. Il presidio era composto da 16 elementi in totale ma i superstiti sono riusciti a respingere gli assalitori, confermando la pericolosità di questi attacchi.

venerdì 27 dicembre 2019

COMBATTIMENTI AD HODDEIDA 



Vi sono stati combattimenti una quindicina di chilometri a sud-est della città portuale di Hoddeida. all'interno di cui passa il fronte. Si tratta ancora ma si accendono anche combattimenti, qui come in altre parti del paese. 
Sembra che il blocco per la fornitura di armi agli houthi, in particolare missili balistici, funzioni dato che da mesi è cessato il lancio di missili balistici verso l'interno dell'Arabia Saudita, fin sulla capitale, per altro validamente contrastato dai sistemi PATRIOT.

ESERCITAZIONE NAVALE
FRA IRAN, RUSSIA E CINA


Per capire i reali attori delle operazioni in Medio Oriente basta osservare che oggi, con l'arrivo di una fregate cinese, sono iniziate l'esercitazioni fra Iran, Russia e Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di un chiaro segnale di sostegno di Mosca e Pechino al regime iraniano, nonostante la lontananza ideologica.
Mentre l'Europa sembra sempre più impotenti, altri stanno prendendo sempre più campo con politiche spregiudicate.
Speciale battaglia per Tripoli
 
 ANCORA COMBATTIMENTI A TRIPOLI
 
 Le truppe nazionaliste  sono avanzate lungo la strada a scorrimento veloce che da Tripoli porta all'aeroporto internazionale a ancora più a nord-est. Le forze del GNA sembrano in difficoltà crescente anche perché i nazionalisti hanno il controllo dell'aria e bombardano le posizioni avversarie. anche a Zawiyah, lungo la costa, colpita quattro volte in 24 ore. Qui sono state centrateanche installazioni petrolifere. In questa zona le forze nazionaliste hanno lanciato anche attacchi terrestri.
Anche per questo Ankara punta ad un intervento diretto per ribaltare la situazione sul campo, rischiando però gravissime ripercussioni internazionali, in un teatro, quello del Medio oriente, che non lascia intravedere spiragli di soluzione per i tanti conflitti che lo caratterizzano.

SIRIA: AGGIORNAMENTO
 
 
Sono nettamente diminuiti d'intensità i combattimenti sul fronte a sud.est di Idlib e anche il numero di attacchi aerei si è ridotto. probabilmente l'offensiva dei giorni precedenti è stata una pressione in vista di una ulteriore trattativa segreta.
Vi sono stati dei piccoli segnali di ripresa di azioni da parte di Daesh nella parte orientale e settentrionale del paese ma si tratta di attività molto limitate.

SCONTRI A BANGUI


Gravi scontri di natura etnica e religiosa sono scoppiati a Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana. Per ora il bilancio è di una trentina di vittime ma potrebbe salire. Da diversi anni si affrontano gruppi cristiani e musulmani, con una situazione altalenante. 
Il paese, ex colonia francese e sempre rimasto nell'orbita di Parigi, ha visto anche una missione internazionale, con la partecipazione italiana.

 

giovedì 26 dicembre 2019

POSSIBILE ARMISTIZIO NEL DONBAS 
DAL 1° GENNAIO



Il ministro della Difesa ucraino ha fatto sapere che dal 1° gennaio potrebbe iniziare un "armistizio totale". I combattimenti sono proseguiti in quesyi anni, nonostante vari accordi, in questi anni, con non poche vittime. Ora le ostilità potrebbero cessare ma resta da vedere se si arriverà ad ulteriori accordi. 
Inytanto è stat firmato un contratto per la fornitura di altri missili statunitensi JAVELIN.
IMBOSCATA IN NIGER


Nella prte sud-occidentale del Niger, le milizie integraliste musulmane hanno attuato una imboscata in cui sono stati uccisi 14 militari governativi.
Il problema delle guerriglia integralista è ancora lontano dall'essere risolto in un paese che dopo l'indipendenza ha visto esplodere la demografia ma rimane uno dei più poveri al mondo.
Ricordiao come nel paese vi siano circa 70 addestratori italiani che stanno portando avanti il loro compito.



RILASCIATI I PACIFISTI AFGHANI
 
 
I 27 pacificasti afghani che erano stati catturati dai talebani nella provincia di Farah, sono stati rilasciati. Anche loro si sono resi conto che si trattava di un grave danno d'immagine che non trovava giustificazione alcuna. 
Due comandanti talebani, responsabili delle milizie nella parte nord della regione di Herat, sono stati uccisi in un bombardamento aereo.

RAZZI DI HAMAS E RISPOSTA ISRAELIANA


Razzi sparati da appartenenti al movimento Hamas sono stati sparati da Gaza verso Israele anche il 26 dicembre, facendo scattare l'allarme. Rapidissima e immancabile è scattata la reazione israeliana. Tutto quanto è avvenuto nella notte ma oggi non vi sono stati altri incidenti.
Giunge però la notizia di un misterioso attacco aereo con missili nell'area di Homs, in Siria. Il Medio oriente è investito da un'ondata di forte maltempo, con nevischio anche in quelle aree.

IRAQ: AGGIORNAMENTO
 
 
Proseguono le proteste popolari nella parte centr-meridionale del paese, con grandi manifestazioni di massa contro l'Iran, accusato d'ingerenza e di utilizzare il paese come suo campo di battaglia.
Al confine con la Siria vi è stato il bombardamento da parte di "velivoli non identificati che ha provocato la morte di cinque miliziani filo-iraniani. Potrebbe essersi trattato di velivoli israeliani ma non si hanno conferme.

mercoledì 25 dicembre 2019

Speciale battaglia per Tripoli
 
ERDOGAN IN TUNISA
 
 
Il presidente Erdogan oggi si è recato in Tunsia dove ha incontrato il collega tunisino. Ovviamente si è parlato della Libia. Nelle stesse ore un velivolo Falcon 50 proveniente da Bengasi è atterrato a Tunisi, facendo scendere alcuni passeggeri, per poi proseguire per Ciampino, prima di tornare a Bengasi. Erdogan è il maggiore sostenitore delle milizie del GNA e ha detto che in Lbia operano 2.000 contractor russi. In realtà dovrebbero essere 200 ma la propaganda spesso è lontano dalla realtà.
Sul terreno vi sono stati combattimenti nella parte meridionale di Tripoli. La situazione su campo dovrebbe far meditare chi pensa che le forze del GNA siano in una posizione migliore di quanto sia in realtà.
Sono stati dati altri tre giorni di tempo alle forze di Misurata per abbandonare la difesa di Tripoli e si continua a trattare su più piani.
Intanto proseguono gli attacchi aerei su Tripoli e Misurata. Allarme e personale nei rifugi nella base italiana a Misurata.

DAESH NELL'AREA DI HERAT 


I servizi d'informazione hanno segnalato l'arrivo di alcuni elementi di Daesh nell'area di Herat, fino ad oggi priva di questa inquietante presenza.
Intanto i talebani hanno rapido oltre due dozzine di attivisti per la pace, in marcia verso Farah, un gesto che si commenta da solo.
E' stato eliminato il capo politico talebano dell'area di Shindad, e la sua guardi del corpo, nel corso di un'azione delle forze speciali afghane.
Intanto si sono visti qualche giornalista in visita al contingente italiano e forse si sono riaperte le visite ai contingenti italiani, dopo anni di blocco sostanziale.

AUGURI AI NOSTRI LETTORI
 
 
Anche il 25 dicembre siamo al lavoro per osservare quanto avviene nel mondo nel settore dei conflitti nel mondo, che ovviamente non si fermano neppure per questa ricorrenza, del resto propria del mondo cristiano e per altri.
Grazie per la fiducia e prepariamoci a un grande 2020, con una massa d'informazioni qualificate sempre crescente.

martedì 24 dicembre 2019

VENEZUELA: IMBOSCATA A CONVOGLIO 



Un convoglio delle forze governative è caduto in una imboscata nei pressi del confine con la Colombia, nell'area di Picatonal, subendo 5 morti e 2 feriti.
L'impressione è che si stia sviluppando una forma di guerriglia visto che Maduro non vuol cedere il potere.

PROSEGUE L'OFFENSIVA IN SIRIA 
 
 
Le forze di Damasco sono sempre all'offensiva, avendo guadagnato altro terreno, tanto che un posto di osservazione turco è rimasto isolato nel territorio controllato dalle forze governative. Si combatte per Jarianaz, dove le forze ribelli hanno lanciato dei contrattacchi, così come a Hish, lungo la strada statale M5.
I difensori sono sfavoriti in quanto si tratta di aree sostanzialmente pianeggianti, dove i mezzi pesanti sono notevolmente avvantaggiati.
Da segnalare che quattro militari di Damasco sono stati uccisi da un'auto-bomba.
I violenti combattimenti hanno causato altri 709/80.000 profughi e questo potrebbe indurre Ankara per l'afflusso di ulteriori equipaggiamenti ai ribelli, cosa che Putin vuole evitare a tutti i costi. A gennaio incontrerà proprio Erdogan. Libia e Siria saranno al centro dei colloqui.

OLTRE 100 VITTIME IN UN ATTACCO 
IN BURKINA FASO 



In un attacco da parte di miliziani musulmani integralisti a Soum, nella parte settentrionale del paese, si sono registrati almeno 87 vittime fra guerriglieri e le forze di sicurezza (le seconde hanno dichiarato 7 morti e alcuni feriti) e sono state uccisi 35 civili, quasi tutte donne. Si tratta del maggior attacco di queste milizie da quando hanno iniziato ad operare nel paese, uno dei più poveri al mondo. A novembre un attacco a un convoglio proveniente da una miniera erano state uccise 40 persone.
Il paese è scosso e sono stati proclamati due giorni di lutto nazionale.
E' evidente che la lotta alle milizie integraliste deve essere intensificata in quanto costituisce un problema crescente.

AERI RUSSI SIMULANO UN ATTACCO AD UNITA' USA
 
 
 
Due bombardieri russi a geometria variabile Suhhoi Su.24 hanno simulato un attacco ad un cacciatorpediniere statunitense, l'USS ROSS, in rotta verso il porto ucraino di Odessa.
Ricordiamo che fino al 2014, anno dell'occupazione russa della Crimea e di parte del Donbas, le unità della NATO evitavano di recarsi in Mar Nero, per non creare tensioni con Mosca. Dopo i noti fatti, l'atteggiamento è cambiato.

SIRIA: AGGIORNAMENTO 



Prosegue l'avanzata delle forze di Damasco da oriente verso la strada statale M5, a sud.est di Idlib. I combattimenti sono intensi e vi è sempre una notevole attività aerea in favore delle truppe a terra. Nella notte vi è stato un attacco con droni armati alla base russa di Latakia, che ha provocato l'entrata in azione delle difese della base. Non si hanno notizie circa eventuali danni. 
Per ricordare la complessità della situazione nel paese, vogliamo segnalare che una postazione turca, regolarmente rifornita ovviamente, lungo la M5, oggi si trova circa 20 chilometri dietro (!) le linee di Damasco e dei suoi alleati, in seguito alle varie offensive.

lunedì 23 dicembre 2019

NEL DONBAS SI COMBATTE SEMPRE
 
 
Nonostante non se ne parli (è clamorosa l'indifferenza dei media italiana su quello che è un conflitto in Europa, segno che in molti lo vogliono far dimenticare), nel Donbas si combatte sempre. Anche ieri Kiev ha denunciato 8 combattimenti in cui le forze russe hanno aperto il fuoco, causando un morto e un ferito..
Il presidente ucraino cerca di portare avanti una nuova politica per giungere ad un reale cessate il fuoco ma anche lui deve combattere contro vari ostacoli, inclusa l'opposizione interna, che teme cedimenti a Putin. Fra l'altro fra Kiev e Mosca si discute anche delle forniture di gas e del passaggio del gas diretto in Europa.
Intanto per il prossimo anno l'amministrazione Trump ha concesso 300 milioni di US$, per la fornitura di equipaggiamenti anche se il miglioramento della consistenza dell'Esercito ucraino è dovuto soprattutto alla produzione locale. Ancora irrisolto rimane il problema del potenziamento dell'Aeronautica, con l'acquisizione di nuovi velivoli.

domenica 22 dicembre 2019

AGGIORNAMENTO SIRIA
 
 
Prosegue l'offensiva delle forze di Damasco e dei suoi alleati a sud-est di Idlib, con il massiccio appoggio dall'aria. Ieri le forze di Assad erano avanzati in diversi punti ma nella notte vi sono stati dei contrattacchi da parte dei ribelli che hanno ripreso alcune piccole località perse in precedenza.
Nella notte un raid israeliano con missili, ha colpito un paio d'installazioni energetiche (carburanti e gas) alla periferia di Damasco. L'antiaerea siriana ha aperto il fuoco, rivendicando l'abbattimento di un missile ma non si hanno conferme. 

HONG KONG IN FAVORE DELLE MINORANZE
 
 
Il regime cinese spera sempre che le proteste a Hong Kong diminuiscano ma queste proseguono su base quotidiana. Ieri vi è stata una mobilitazione in favore della minoranza musulmana in Cina (che in questo paese significa oltre 20 milioni di persone) da lungo tempo duramente repressa, così come altri culti religiosi, come quella tibetana (oggetto di un vero e proprio genocidio) e quella cattolica fedele a Roma e non a Pechino. 
Si tratta di problemi molto delicati ma che in tanti, anche in Europa, fanno finta di ignorare, sempre perché Pechino è un partner commerciale molto importante. Se si trattasse di un piccolo o medio paese, qualcuno forse si farebbe sentire ma con la Repubblica Popolare Cinese tutti si adeguano ai dettami del regime, salvo alcune eccezioni. 

UCCISO MILITARE STATUNITENSE IN AFGHANISTAN


Stamani è giunta la notizia che un militare statunitense è rimasto ucciso in Afghanistan, nella provincia di Kunduz, mentre si trovava in un convoglio finito sotto attacco. Si tratta del 20° militare USA ucciso nel 2019 nel tormentato paese asiatico, un numero comunque ben lontano da altri periodi di un conflitto che si trascina da 18 anni. In novembre le vittime statunitensi erano state due. Numeri lontanissimi da quelle fatte registrare dai governativi e dalle milizie talebane.
Ricordiamo che sono sempre in corso trattative di pace fra le parti in lotta ma non è facile raggiungere un accordo.

Speciale Battaglia per Tripoli
IL MINISTRO DEGLI ESTERI
GRECO A BENGASI
Il ministro degli esteri greco Dendias si è recato in visita a Bengasi per un viaggio altamente significativo. Se la Turchia si schierata apertamente con il GNA, stipulando accordi anche sulle acque del Mediterraneo, i Greci sosterranno le forze di Haftar, non potendo consentire l'espansionismo turco senza tentare di contrastarlo.
Atene può essere un altro alleato importante per le forze nazionaliste, dato che si trova di fronte alla Cirenaica, in particolare con l'isola di Creta. I greci sono impegnati anche nell'annosa questione di Cipro, ora riaccesosi con i problemi dello sfruttamento delle sue acque, motivo di contesa che ha riguardato e riguarda anche l'ENI, che si è vista una propria unità da ricerca costretta ad allontanarsi da una zona davanti alla costa greca cipriota.
La questione della libia sembra destinata a pesanti ripercussioni con l'Italia in posizione tutt'altro che forte, colpa i noti problemi dell'esecutivo. 
Intanto anche oggi si combatte alle porte di Tripoli e nella sua periferia meridionale mentre stanno affluendo altri rinforzi nazionalisti. 
Sempre bloccata l'unità battente bandiera di Granada ma con equipaggio turco, bloccata da due giorni nei pressi di Derna.
PROSEGUE L'OFFENSIVA GOVERNATIVA IN SIRIA
 
 
L'offensiva delle forze di Damasco e dei suoi alleati prosegue anche oggi, guadagnando terreno sulla linea del fronte a sud-est di Idlib. L'azione è appoggiata in modo massiccio dall'aria e il terreno pianeggiante favorisce l'impiego dei mezzi pesanti. Le forze ribelli sembrano in difficoltà nell'arrestare l'avanzata nemica. probabilmente questa è anche la conseguenza del fatto che parte delle milizie sono state trasferite molto più ad occidente, dove le truppe turche hanno assunto il controllo di una vasta area.
I nuovi combattimenti hanno costretto molti civili a cercare rifugio altrove.
Da segnalare come velivoli della coalizione internazionale abbiano colpito e distrutto un'auto circa 30 km a occidente di Aleppo, in zona controllata ancora dai ribelli. Probabilmente all'interno si trovavano appartenenti ad un gruppo integralista.

sabato 21 dicembre 2019

FERMATA DAI NAZIONALISTI 
UNA UNITA' MERCANTILE TURCA
 
 
Una unità mercantile gestita da una società turca e con equipaggio turco, è stata bloccata da una motovedetta della Marina nazionalista libica e portata in un ancoraggio nei pressi di Derna, allo scopo di effettuare controlli sul carico.
La tensione sale anche in mare dopo che la Turchia ha annunciato di essere pronta ad inviare propri reparti in libia dopo che vi è schierato team specializzati.
Probabilmente le unità militari di Ankara adotteranno qualche contromisura, complicando il quadro complessivo, già molto delicato.

SALE LA TENSIONE IN INDIA 


Il governo Modi sta lanciando alcune leggi che stanno facendo crescere le tensioni fra la componente indù e le altre, in particolare con i musulmani, riaprendo ferite mai del tutto guarite, particolarmente vive in certe zone del paese.
Vi sono state molte manifestazioni, sfociate anche in scontri con vittime. Ovviamente non facciamo riferimento a quello che avviene in Kashmir, dove esiste uno stato di conflitto permanente fin dal 1948, mai cessato del tutto e ora abbastanza attivo, dopo la sospensione dell'autonomia alla regione, deciso lo scorso agosto.
Anche oggi due soldati pakistani sono rimasti uccisi in uno scambio di colpi.
 


33 TERRORISTI ELIMINATI IN MALI


Nel corso di una operazione in Mali, le truppe di Parigi hanno eliminato 33 miliziani integralisti, senza subire perdite. Lo ha annunciato il presidente Macron, in cerca di un riscatto  d'immagine visto i gravi problemi interni e la perdita, poche settimane fa, di 13 militari in una collisione fra due elicotteri proprio nel paese africano.
MISSILI ISRAELIANI A GAZA
L'Aeronautica israeliana ha lanciato all'alba del 21 dicembre alcuni missili contro obiettivi di Hamas a Gaza, Manca la conferma ufficiale israeliana per cui non è semplice sapere che cosa è stato colpito anche perché sempre le attività belliche di Hamas sono celate dentro o sotto edifici civili.

venerdì 20 dicembre 2019

LIBIA: IL GNA CHIEDE AIUTO
Il Governo di Concordia Nazionale (che ha però al suo interno non pochi gruppi radicali), ha chiesto aiuto a cinque paesi: Italia, Inghilterra, Francia, Algeria e Turchia. E' facile capire che solo Ankara è in grado di schierarsi con uno dei due contendenti, per cui sotto questa richiesta d'aiuto vi è una sorta di via libera all'afflusso di forze turche in Libia, cosa che sicuramente provocherebbe reazioni da parte di vari paesi, ad iniziare dall'Egitto.
La visita di Di Maio in Libia (Tripoli, Bengasi e Tobruch) non sembra aver condotto ad alcun risultato concreto, come era facilmente prevedibile. 
Intanto vi è da segmalare la distribuzione alla 106a Brigata dell'Esercito Nazionale Libico del veicolo protetto 4x4 TAG TERRIER LT-79, ottenute partendo dal telaio delle Toyota LAND CRUISE 79, con una protezione in grado di resistere ai colpi da 7,62 mm.
AFGHANISTAN: DIMINUISCONO I COMBATTIMENTI
 
 
Durante il periodo invernale i combattimenti diminuiscono in Afghanistan ma in questo periodo il livello dello scontro è sceso drasticamente. Probabilmente questo è anche in relazione alle trattative di pace in corso da tempo e ad una certa stanchezza che serpeggia anche fra le milizie talebane che di perdite in questi anni ne hanno subito tante, venendo quasi sempre rilegati in zone rurali dato che nelle città il sentimento non è favorevole al loro ritorno al potere.

AGGIORNAMENTO SIRIA
 
 
Dopo i bombardamenti di ieri, oggi le forze siriane sono passate all'offensiva nella punta sud.orientale dell'area di Idlib. Si sono accesi violenti combattimenti e le forze di Damasco, sostenute da mezzi pesanti, sono avanzate di alcuni chilometri anche più a nord, nell'ara di Kabranh.

Speciale Battaglia per Tripoli
 
ANCORA BOMBARDAMENTI IN LIBIA
 
 
Velivoli teleguidati che appoggiano le operazioni delle forze del maresciallo Haftar hanno colpito 20 bersagli nell'area di Misurata (aeroporto) e di Zilten. Non ci sono state conseguenze per i militari italiani a Misurata ma si è dovuto passare la notte nei rifugi.
Le forze nazionaliste bombarderanno obiettivi nell'area di Misurata fino a quando le potenti milizie locali non si ritireranno dall'area di Tripoli, dove hanno dato un contributo importante alla causa del GNA.
Si rincorrono le voci circa la presenza di un paio di centinaia di appartenente al gruppo russo Wagner, in grado di fornire sia tecnici per la manutenzione che veri e propri combattenti. Probabilmente si tratta di personale con ruoli logistici e comunque di seconda linea.

giovedì 19 dicembre 2019

ATTENTATO AL QUARTIER GENERALE SERVIZI RUSSI

Un uomo ha aperto il fuoco fuori dalla sede centrale dell'FSB a Mosca. Durante la sparatoria l'attentatore ha ucciso almeno una persona e ne ha ferite altre cinque prima di essere neutralizzato dalla polizia. Sia la vittima che due dei feriti più gravi sono membri dei servizi russi.
L'FSB è l'erede spirituale del KGB ed è stato diretto da Putin tra il 1998 e il 1999. Proprio poche ore prima della sparatoria Putin aveva tenuto un discorso nel vicino edificio, dove erano in corso le celebrazioni per la giornata nazionale delle forze di sicurezza russe.
L'area è stata immediatamente messa in sicurezza metre i report sull'accaduto sono ancora contrastanti, con alcune agenzie di stampa che parlano perfino di tre attentatori.
 
LIBIA:OFFENSIVA LNA SU MISURATA

Le forze dell'LNA di Haftar stanno conducendo una fitta serie di raid aerei su misurata. Al momento sono stati sferrati 20 attacchi (in continuo aumento) sulla città controllata dalle forze del GNA, principalmente mirati su depositi di munizioni e postazione fondamentali per il proseguimento dello sforzo da parte dei difensori.
Nel frattempo Serraj ha inoltrato una richiesta ufficiale a TurchiaStati Uniti, Gran Bretagna, Italia ed Algeria affinchè intervengano militarmente in suo aiuto. Sembra che il governo libico dia ormai per scontata la sconfitta sul campo e si gioca le sue ultime carte a livello internazionale.
 

mercoledì 18 dicembre 2019

FORTI BOMBARDAMENTI A SUD-EST DI IDLIB
 
 
Oggi si sono registrati molte sortite nell'area a sud-est di Idlib in Siria, con obiettivo bersagli di vario tipo ma sempre nell'ambito di zone abitate. Per ora il bilancio è di 8 morti e 15 feriti fra i civili mentre si ignora se sono stati colpiti miliziani.
Molto meno conflittuali i vari altri fronti che ancora sono aperti nel paese.

ATTACCO DI AL-SHABAB IN KENIA

Nove operai kenioti sono stati uccisi da integralisti del movimento Al-Shabab, in un attacco avvenuto a 53 chilometri da Garissa, nel nord del paese.
Sono diversi anni che il gruppo integralista musulmano somalo conduce attacchi terroristici anche in Kenya, sfruttando la vastità dell'area e il fatto che nel Kenia nord.orientale vi è una forte presenza di somali, scappati anche al conflitto che devasta il loro paese da 30 anni. Fra l'altro sembra che anche una cittadina italiana rapita in Kenia oltre un anno fa, sia nelle mani del gruppo, sempre sia ancora viva.
Sarebbe il caso d'intensificare l'impegno per avere ragione di questi miliziani feroci che risultano dannosi per un paese devastato.

martedì 17 dicembre 2019

PRESENZA RUSSA IN VENEZUELA
 
 
L'opposizione venezuelana protesta per la crescente presenza russa in Venezuela, tenuta riservata e non autorizzata dal parlamento. Nel paese vi è anche una forte presenza cubana, sempre in sostegno al regime. In questi ultimi mesi le proteste di piazza sono rallentate ma potrebbero ripartire molto presto, dato che tutti i problemi sono sempre allo stesso punto.

Speciale Battaglia per Tripoli
 
PROSEGUE L'OFFENSIVA
 
Mentre il ministro degli esteri Di aio (in genere intento a fare il "capo politico dei 5 Stelle", con esiti non molto brillanti) è volato brevemente a Tripoli e Bengasi, non sappiamo con quali conoscenze su questo delicato argomento (temiamo pochissime), prosegue l'offensiva nazionalista nell'area di tripoli, con una serie di attacchi aerei che hanno riguardato anche Sirte, possibile futuro obiettivo di una nuova offensiva dato che i nazionalisti sono a ridosso del centro abitato. 

Speciale battaglia di Tripoli
 
LE FORZE DI HAFTAR AVANZANO
 
Le forze del feldmaresciallo Haftar questa mattina stanno avanzando nei quartieri meridionali della capitale e alla base del lungo saliente di Gharyan, a sud-ovest della capitale. 
Erdogan continua a minacciare un interento armato diretto, rendendosi conto che Haftar sta perdendo terreno; intervento che provocherebbe sicuramente reazioni internazionali di segno contrario.
Grazie ad una politica estera non proprio azzeccata, l'Italia rischia di vedere i suoi militari in Libia (in particolare quelli di Misurata) al centro di uno scontro molto pericoloso senza che in Italia si dica una parola su queste vicende.

OFFENSIVA AEREA IN SIRIA 


Con il ritorno delle condizioni meteo favorevoli, stamni vi è stata una vera e propria offensiva aerea nella parte meridionale  del fronte a sud di Idlib. Stanno intervenendo velivoli russi e siriani, incluse elicotteri che sganciano sui centri abitati bombe semi-artigianali ("Barrel Bomb").
Subito a sud di Aleppo sarebbe stato bloccato con perdite un tentativo d'infiltrarsi da parte di forze speciali russe. Il fatto per ora non ha avuto conferme neutrali o evidenze incontrovertibili. Le forze speciali di Mosca sono molto attive in Siria.
Il resto del paese rimane relativamente calmo, incluso i territori a ridosso del confine con la Turchia, recentemente occupate da Ankara.

lunedì 16 dicembre 2019

PROSEGUONO LE PROTESTE IN IRAQ
 
 
Non accennano a diminuire le proteste in Iraq, nella parte che dalla capitale arriva all'estremo sud. Anche oggi vi è stata una vittima mentre cresce il sentimnto contro il regme del vicino Iran.

Speciale Battaglia per Tripoli
COMBATTIMENTI NELLA PARTE 
MERIDIONALE DI TRIPOLI
 
Questa mattina si combatte nei quartieri meridionali di Tripoli le forze nazionaliste sempre all'offensiva contro quelle del GNA.
Rinforzi nazionalisti sono stati visti in spostamento verso la capitale dove la tensione cresce e dove diverse zone sono senza luce.
Erdogan continua a minacciare un intervento armato diretto in sostegno al GNA, evidentemente in difficoltà. Ovviamente la cosa avrebbe delle ripercussioni imprevedibili ma importanti.

sabato 14 dicembre 2019

Speciale Battaglia per Tripoli

RIFORNIMENTI A MISURATA

E' giunta a Misurata ieri una unità mercantile turca carica di rifornimenti per le milizie del GNA impegnate nella battaglia per Tripoli. Vi è stato anche un volo di un B-747 Cargo dall'Olanda di cui non si conosce il carico anche se l'Olanda è attenta a certi traffici come quelli delle armi.
A largo della costa libica vi sono delle unità turche mentre praticamente tutte le nazioni rivierasche si sono dette contrarie alla ripartizione delle acque (in particolare alla Zona Economica Esclusiva) deciso fra Erdogan e Sarraj. Decisamente contrari si sono detti Grecia e Turchia oltre che la Repubblica di Cipro. Si prospetta un nuovo, grave motivo di contrasto.

3 SOLDATI ETIOPI UCCISI IN SOMALIA


Tre militari somali sono rimasti uccisi in un attacco del gruppo integralista Al-Shabab nella Somalia centrale. Meno bene è andato per gli assalitori l'attacco ad una base dei militari del Kenia, nella parte meridionale della Somalia.
Al-Shabab è ancora in grado di lanciare attacchi nelle parti interne del paese anche se ha sofferto forti perdite in questi anni.
SIRIA: AGGIORNAMENTO


I bombardamenti aerei in Siria si sono ridotti ma non è stato per scelta ma perché le condizioni meteo sono pessime.
Intanto truppe turche e milizie siriane loro alleate, sono tornato a controllare una piccola sezione della superstrada M4.
Tre "elmetti bianchi", il corpo che si occupa su base volontaria della difesa civile, sono rimasti uccisi all'istante mentre tentavano di disinnescare una mina.
SONO DISPONIBILI IN EDICOLA IL N°387 DI RAIDS 
E IL NUMERO 207 DI STORIA E BATTAGLIE
SUL NUMERO 387 DI RAIDS:
- Milipol 2019 (1a Parte)
- Dove operano i militari italiani
- L'Iveco M.U.V. per i Carabinieri
- La proposta Beretta per il programma USA NGSW in 6,8 mm 
- Ammodernamento carro Ariete: cosa è previsto e cosa serve
- La fiera della difesa a Kiev
- Folgore, la festa dei paracadutisti
- 3a puntata dell'opera "FUCILI DI PRECISIONE"

SUL NUMERO 207 DI STORIA E BATTAGLIE
- La Legione Nera croata (2a Parte)
- La flotta di Stalin
- Lo storico 1989
- I contrasti all'interno della RSI
- Le mine tedesche aviolanciabili



venerdì 13 dicembre 2019

Speciale Battaglia per Tripoli

AGGIORNAMENTO SITUAZIONE

Durante la giornata le truppe nazionaliste che si battono nella parte meridionale della capitale hanno lanciato alcuni attacchi, in particolare nella zona di Al-Tavisha, circa 5 km a sud.ovest dell'aeroporto internazonale di Tripoli (dove si trovava una grande base), dove le forze del GNA hanno subito perdite in uomini e mezzi, avanzando anche dall'altra parte della base del saliente di Gharyan, attaccando anche da Zahra, il lato occidentale del lungo e vulnerabile saliente..
L'antiaerea missilistica nazionalista ha abbattuto un grosso UAV di costruzione turca TB2, confermando la sua efficacia.
La base di Misurata a occidente dell'aeroporto di Misurata è stata attaccata dall'aria due volte, con i militari italiani, che si trovano dall'altra parte della pista, costreti nei rifugi. Al momento non si hanno notizi di militari italiani rimasti colpiti.



giovedì 12 dicembre 2019

Speciale Battaglia per Tripoli

ANNUCIATA OFFENSIVA SU TRIPOLI


Il maresciallo Hafthar, comandante dell'Esercito Nazionale Libico (ENL) ha pubblicamente annunciato l'inizio di una offensiva su Tripoli. Generalmente le offensive prima s'incominciano e poi si annunciano (per ovvi motivi) ma in questo caso qualcosa sta accadendo.
Le forze nazionaliste hanno ripreso il controllo di Ubari, a occidente di Marzuq, una delle località del Fezzan dove erano riapparse forze del GNA (si tratta di zone immense e scarsamente popolate ma con importanti giacimenti petroliferi. 
I velivoli nazionalisti e i droni sono sempre in azione e hanno colpito u paio di posti comando. 
Che qualcosa di serio vi sia lo confermano anche i preparativi ad evacuare da parte di alcuni sedi diplomatiche presenti a Tripoli, inclusa quella italiana, per la quale è pronto un dispositivo militare per porre in salvo il personale.
Da segnalare il volo di un Antonov 124 russo (non sappiamo se con insegne militari o civili) che è volato dalla Siria verso la Libia.
ATTACCO INTEGRALISTA IN NIGER 


Ben 71 militari del Niger sono rimasti uccisi in un attacco di alcune centinaia di guerriglieri islamisti a Inates, una zona remota al confine con il Mali. 
Gli assalitori hanno sorpreso la guarnigione con un attacco notturno che ha avuto successo. Si tratta della medesima area dive i guerriglieri hanno ucciso 50 militari nigeriani in maggio e giugno di quest'anno. Probabilmente si tratta di una formazione di guerriglieri ben strutturata e particolarmente pericolosa.
Ricordiamo come in Niger opera un piccolo contingente italiani che addestra le forze di sicurezza locali da circa due anni.

ATTENTATO A MOGADISCIO
 
 
Una squadra di cinque terroristi di Al-Shabab, in uniforme delle forze di sicurezza somale, hanno dato l'assalto ieri all'hotel Syl, nei pressi del palazzo presidenziale. 
Sono intervenute le forze di sicurezza somale e ne è nato un violento combattimento. I cinque terroristi sono stati eliminati dopo un assedio ma avevano già ucciso 25 persone, fra cui alcuni militari.
Erano diverse settimane che a Mogadiscio non si verificavano attentati ma il gruppo integralista mira ad attacchi anche nella capitale, in quanto questi hanno una forte visibilità rispetto ad altre azioni.
Oggi è precipitato in Somalia anche un piccolo UAV di cui non si conosce il paese che lo gestiva.

mercoledì 11 dicembre 2019

LA LINCOLN FUORI DAL GOLFO
La scorsa settimana, dopo circa 20 giorni di permanenza nel Golfo, la portaerei statunitense LINCOLN è passata per Hormuz, diretta nel Mar Arabico, scortata da un incrociatore e un cacciatorpediniere. Immagini satellitari diffuse ieri, mostrano come il passaggio abbia visto la presenza di circa 20 piccole unità iraniane, con una situazione di oggettiva tensione di cui però non si era saputo niente.
La presenza della LICOLN era legata alle crescenti tensioni con l'Iran, volando mandare un messaggio di appoggio alle monarchie del Golfo, molto preoccupate per l'atteggiamento iraniano, sfociato nei noti atti di guerra, come il lancio di missili cruise e droni contro impianti petroliferi.
La tensione nell'area rimane molto alta e vi è il rischio di nuovi atti bellici iraniani date le difficoltà che sta affrontando anche in seguito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti con metodi spicci, molto probabilmente perché sono emerse evidenze del proseguo dell'impegno per l'arma atomica, che il regime iraniano pensava di proseguire in grande segreto.

CIRCA L'IMPICHMENT DEL 
PRESIDENTE TRUMP 


Non vi è dubbio che Donald Trump rappresenti un presidente particolare, fuori da certi schemi, forse frutto dei tempi attuali.
Ora i democratici stanno tentando l'impichment per eliminarlo, accusandolo di aver subordinato la consegna di equipaggiamenti militari all'Ucraina ad una inchiesta sul figlio di un suo avversario politico, l'ex vice-presidente Baiden, coinvolto in vicende finanziarie in Ucraina.
Sembra che in tanti ascoltassero le sue telefonate ma su un punto possiamo dare una informazione.
Il flusso di equipaggiamenti militari verso l'Ucraina, incluso "armi letali" (a differenza dalla politica scelta dal suo predecessore che fornì a Kiev solo equipaggiamenti non letali), non si è mai interrotto, così come l'attività addestrativa condotta da militari statunitensi. Per questo ci sembra che l'accusa sia lacunosa e molto difficile da condurre e forse la mossa avrà ripercussioni negative proprio per i democratici e la corsa per la prossima presidenza.

SIRIA: LE FORZE TURCHE SI RITIRANO DALLA M4
Le forze turche e quella dei loro alleati siriani, si sono ritirate dalla superstrada M4, di cui controllavano un tratto, sostituite da forze di Damasco, evidentemente sulla base di taciti accordi, tipici di conflitti come quello che si svolge in Siria, dove sono presenti innumerevoli forze, locali e straniere.
Con il controllo della M4, le forze di Assad e quelle kurde si potranno muovere più facilmente da occidente a oriente e viceversa mentre Ankara ha fatto sapere che intende rimpatriare nella zona di cui ha assunto il controllo all'interno della Siria settentrionale

ANKARA PRONTA AD INVIARE TRUPPE IN LIBIA



La situazione in Libia sembra destinata ad aggravarsi invece che migliorare.
Il governo di Ankara, in particolare lo stesso Erdogan, si è detto pronto ad inviare truppe in Libia se fosse necessario.
Dicemndo le cose come stanno, le truppe turche in Libia ci sono da tempo ma per ora in ruoli di addestramento e gestione di alcuni nodi importanti, come le telecomunicazioni. In questo caso si parla però di truppe combattenti, cosa che provocherebbe sicuramente importanti reazioni, visto anche l'intesa sulla zona economica esclusiva (ZEE) fra Erdogan e Sarraj, una figura sempre più screditata ed in pratica ostaggio dei gruppi di milizie locali, incluso quelle radicali.
Rimane da chiedersci se l'attuale ministro degli esteri italiano, abbia niente da dire su queste affermazione, non fosse altro per i legami fra Italia e Libia e perché abbiamo militari a Tripoli e a Misurata.
FORZE SPECIALI ISRAELIANE A CIPRO 


Si è conclusa l'additività di alcuni reparti delle forze speciali israeliane a Cipro. Non è la prima volta che si svolgono attività di questo tipo nell'isola che è divisa dopo l'intervento turco del 1974.
Gli Israeliani in particolari si addestrano in aree montuose che richiamano i territori del Libano o quelli della Siria orientale. 
La Cipro greca ha un grosso problema con la componente turca e la Turchia in generale che sembra nessuno voglia risolvere, nonostante le risoluzioni ONU in tal senso. Vogliamo ricordare come unità militari di Ankara abbiano imposto la sospensioni delle attività di esplorazione di giacimenti di idrocarburi a largo della costa comunque greco-cipriota (a sud-est dell'isola), condotte da una unità dell'ENI, giusto per ricordare un elemento particolarmente importante e significativo. Ora Ankara chiede pesanti modifiche delle acque territoriali e di esclusivo sfruttamento economico, con pesanti ripercussioni internazionali.

martedì 10 dicembre 2019

AGGIORNAMENTO SIRIA 


Le operazioni militari in Siria hanno visto nelle ultime 24 ore i soliti attacchi aerei a sud della città di Idlib, area sotto controllo delle forze anti-Assad, dove operano vari gruppi inclusi quelli islamici radicali.
Il resto del paese è relativamente calmo ma sono stati notati scavi sotterranei nei pressi del confine con l'Iraq, in una zona dove già si trova una importante base dei Guardiani della Rivoluzione iraniani.

RIDOTTO IL CONTINGENTE SUDANESE NELLO YEMEN
 
 
 
I militari del Sudan presenti nello Yemen, nell'ambito della coalizione internazionale presente nel paese, sono stati ridotti rapidamente a 1/3 di quelli presenti in precedenza, passando da 15.000 a 5.000. Il Sudan aveva inviato propri militari nel momento più intenso dei combattimenti, ricevendo aiuti economici in cambio, schierandosi contro l'offensiva internazionale condotta dall'Iran, il cui obiettivo è destabilizzare i paesi a maggioranza sunnita ma con presenza sciita.
Da circa un anno e mezzo non vi sono grosse modifiche della situazione sul fronte e sono in corso delle trattative di pace in Svezia, lunghe e complesse.
La coalizione internazionale fa passare gli aiuti umanitari ma sta anche stringendo le maglie del dispositivo che si oppone ai rifornimenti bellici iraniani alla milizia houthi.

LO SCONTRO FRA 
AL QAEDA E DAESH
 
 
Al Qaedha e Daesh continuano ad affrontarsi in alcune parti del mondo. Vogliao segnalare il ripetersi di combattimenti  nell'Afghanistan orientale ma anche la ripresa di combattimenti di questo tipo nello Yemen centrale, in alcune zone abbastanza remote.
I due gruppi si contrappongono per motivazioni teologiche e si affrontano armi alla mano.
Sembrava che Daesh fosse rampante ma in questi ultimi anni ha perso molti dei suoi sostenitori, subendo una sconfitta molto forte in Siria e Iraq.

ALCUNI ACCORDI SUL CONFLITTO NEL DONBAS
 
 
Dopo l'incontro, non semplice, fra i presidenti dell'Ucraina e della Russia, è stato raggiunto un accordo per lo scambio dei prigionieri ancora detenuti e si parla di un cessate il fuoco "implementato" per la fine dell'anno.
Restano comunque grossi problemi. Solo ieri tre militari di Kiev sono rimasti uccisi da una esplosione per ora non specificata.
Restano aperti alcuni punti di passaggio per i civili ma l'economia della regione rimane critica.

lunedì 9 dicembre 2019

MEETING A PARIGI SULL'UCRAINA
 
 
A Parigi si sono incontrati il presidente ucraino Zelensky, quello russo Putin, quello francese e il cancelliere Merkel, per trovare una soluzione al conflitto.
Intanto è curioso che uno dei protagonisti sia quel Putin che infinite volte ha asserito di non aver niente a che fare con le operazioni nel Donbas.
Macron e Merkel puntano  ad un progressivo disimpegno dei contendenti mentre vi è anche la questione dell'occupazione della Crimea che Kiev non vuole certo accettare, con le sanzioni che creano sempre problemi a Mosca.
Impressiona il fatto che la questione sia gestita in Europa solo da Macron e Merkel e non dall'Europa Unita per quello che, comunque la si pensi, è un conflitto all'interno dei suoi confini geografici anche se tanti fanno finta di niente. 
Stati Uniti, Canada e Regno Unito sono dalla parte di Kiev, così come la Turchia e molti paesi arabi ad eccezione della Siria, a cui si aggiunge anche l'Iran.

QUASI 500 VEICOLI USA DALLA GIORDANI ALL'IRAQ 
 
 
 
Una enorme colonna con quasi 500 veicoli statunitensi è passata questa mattina alla frontiera fra Giordania e Iraq. Il carico è costituito da equipaggiamenti per le forze irachene, in modo da potenziarne le capacità operative.
Nella notte vi è stato un lancio di razzi contro l'aeroporto internazionale della capitale irachena, con il ferimento di sei elementi delle forze di sicurezza.

domenica 8 dicembre 2019

DOMANI INCONTRO PER IL DONBAS
 
 
Domani si terrà l'incontro fra Ucraina, Russia e i paesi del Gruppo di Contatto, per vedere di portare avanti la trattativa per una soluzione pacifica della situazione nel Donbas.
Vari gruppi politici stanno facendo pressione sul presidente ucraino perché non cede a Putin dato che la situazione è molto cambiata rispetto al 2014/2015 e l'economia russa soffre per le sanzioni applicate da parte di alcuni paesi, in particolare quelli della NATO. Dopo il 2014, le forze della NATO sono apparse in modo permanente nell'Europa orientale mentre in precedenza si erano astenute da questa scelta strategica, proprio per non irritare Mosca la quale deve far fronte a diversi fronti contemporaneamente.

sabato 7 dicembre 2019

CRIMINI RUSSI IN DONBAS
 
 
L'Ucraina ha inviato alla Corte Internazionale dell'Aia una documentazione ampia e dettagliata circa le uccisioni a freddo e le torture inflitte ai propri prigionieri. Vi sono casi eclatanti in quanto gli esegutori hanno ripreso la scena.
Con tutta probabilità partirà un procedimento internazionale. Mosca ha già grossi problemi per le responsabilità nell'abbattimento del volo NH17 nel luglio del 2014.




Speciale Battaglia per Tripoli 
LIBIA: AUMENTA LA PRESSIONE DEI NAZIONALISTI 

Le forze nazionaliste stanno aumentando la pressione su Tripoli, oggi colpita da una serie di attacchi aerei, durante i quali è stato abbattuto un MiG.23 ML, il cui pilota, brigadiere generale Aamer Al-Jagam, è stato fatto prigioniero.
I nazionalisti non vogliono scatenare una battaglia urbana e puntano ad isolare la città. Intanto alcune ditte petrolifere locali hanno evacuato alcune installazioni in seguito all'intensificarsi dei combattimenti intorno e dentro la città.
Dallo scorso mese di parile, quando iniziò la battaglia per Tripoli, i caduti sono circa 1.000, per cui non si tratta di uno scontro particolarmente intenso anche se ONU, Europa e NATO stanno dimostrando tutti i loro limiti e l'Italia è incapace di saper fermare lo scontro anche con sistemi energici, come si compete in situazioni simili.

LA SITUAZIONE NELLA
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 


Non se né  parla quasi mai ma la situazione nella Repubblica Democratica del Congo rimane molto critica. Nella parte orientale del paese vi è sempre la lotta armata, nonostante vi operi quello che attualmente è il più grande contingente ONU in missione nel mondo.
L'economia rimane al collasso e in aggiunta, come se non bastasse, vi è in atto una epidemia di ebola, il micidiale virus.
Funzionano solo delle importanti miniere di metalli preziosi e strategici, difese da veri e propri eserciti privati.

MUSULMANO  SAUDITA UCCIDE IN BASE USA 

 All'inizio di dicembre un militare saudita ha aperto il fuoco all'interno di una base in Florida, dove era in addestramento presso la base aerea di Pensacola. Prima che venisse colpito a morte, ha ucciso tre persone ferendone altre otto. Mohammed al-Shamrani era in addestramento presso la base locale e ha lasciato un messaggio di rivendicazione.
Ovviamente l'episodio preoccupa la sicurezza statunitense perché si è manifestata una falla nel sistema di sicurezza del paese.